Peter Pan Onlus - Intervista a Gian Paolo Montini

Scritto da   Domenica, 07 Aprile 2013 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Gian Paolo Montini, direttore generale dell'associazione Peter Pan Onlus di Roma, è intervenuto all'interno di "A Conti Fatti", programma di economia sociale realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana

La "Grande Casa" di Peter Pan è nata nel 1994 dall'iniziativa di persone che avevano affrontato i disagi delle cure dei propri figli in una città che non era la loro. Può raccontare chi erano, e quante erano queste persone?

Le persone che hanno creato Peter Pan sono genitori che hanno vissuto l'esperienza del bambino malato di cancro presso il reparto del Bambino Gesù, nella fine degli anni '80 e inizio anni '90. In particolare due mamme si sono incontrate, Marisa Fasanelli Barracano e Giovanna Leo, e hanno raccolto intorno a se altri genitori, anche con l'aiuto del loro Primario che ha fatto conoscere questi genitori. Quindi un gruppetto di una dozzina di persone hanno fondato l'associazione nel '94 e da quel momento hanno raccolto intorno a loro non solo altri genitori, ma tantissimi altri volontari che hanno accolto la motivazione, la mission, dell'associazione cioè quella di dare prima di tutto supporto, sostegno attraverso in particolare un tetto alle famiglie che vengono da fuori Roma per curare i loro figli durante lunghissime settimane e mesi di terapia per curare il cancro del loro figlio.

 

Quali mezzi e strutture hanno messo a disposizione, e come è cresciuta Peter Pan fino a gestire tre edifici e dare ospitalità a 33 famiglie contemporaneamente?

La cosa molto interessante, ma anche emozionante, della storia di Peter Pan è che si fonda su due pilastri fondamentali. Uno quello tipico del volontariato, cioè la profezia: Peter Pan attraverso i genitori che hanno passato questa esperienza hanno accolto un bisogno urlato dalle altre famiglie, i cui genitori dormivano in macchina mentre i figli erano bloccati in un letto d'ospedale per mesi, quando potevano gestire la terapia molto in day hospital. L'altra caratteristica di Peter Pan, oltre a quella profetica tipica del volontariato, è anche quella della competenza: un volontariato a cui non basta fare del bene, ma farlo bene. Quindi ha cominciato a strutturarsi. Prima di tutto c'era bisogno di trovare la struttura dove iniziare a raccogliere le famiglie e questa è stata individuata nel '97 vicino al Bambino Gesù, proprio in zona Gianicolo. Oltre alla battaglia per conquistare un contratto di locazione con questa struttura che appartiene a un ente pubblico, c'era poi bisogno di trovare i fondi per ristrutturarla e mantenerla. Questo è successo alla fine degli anni '90 e nel 2000 è nata la prima casa di Peter Pan, circa 750 mq,  che da ospitalità a dodici famiglie contemporaneamente oltre a tutta una serie di spazi comuni, compreso un giardino. Da lì siamo arrivati ad avere la Grande Casa, un polo di accoglienza composto da tre strutture, per complessivi 2400 mq., che possono accogliere complessivamente trentatré famiglie in monolocali, con grandi stanze fino a sei posti letto con bagno e altrettanti luoghi comuni (come cucina, etc.). Tutto questo ha portato a fornire oltre quindicimila giornate l'anno di accoglienza di cui 1/3, cioè 5000, sono giornate di deospedalizzazione nelle quali togliamo il bambino dal letto di ospedale in regime di day hospital, accolto in una casa che è fatta per ritrovare normalità e sorriso. Inoltre, il volontariato ha prodotto un'esperienza di integrazione socio sanitaria con un incremento notevole di day hospital e delle cure dei bambini e di altri bambini, soprattutto romani che prima non trovavano altrimenti il letto libero.

 

Voi offrite alloggio e assistenza gratuiti per i bambini in cura e per le loro famiglie; immagino abbiate più richieste di quante possiate accoglierne; quali sono i criteri di accoglienza nella struttura?

Una delle prime intuizioni dell'associazione è stata di non scegliere le famiglie, bensì di stipulare da subito dei protocolli d'intesa con gli ospedali (prima con il Bambino Gesù e poi si è aggiunto il Policlinico Umberto I dal 2004) con cui si sono stabiliti dei criteri, ma poi è l'ospedale a gestire questi criteri, anche per un discorso di privacy. I criteri sono fondamentalmente tre: uno è quello della gravità della patologia, un altro è quello della situazione economica della famiglia e il terzo la distanza da Roma. E' chiaro che, per esempio, a parità di gravità della patologia c'è il problema della distanza: una famiglia che vive a Bracciano rispetto a chi vive a Reggio Calabria comporta delle problematiche diverse, anche degli impedimenti per tornare a casa diversi. Sono protocolli d'intesa non economici, quindi le famiglie restano gratuitamente da noi e forniamo servizi socio assistenziali alle famiglie con i bambini in cura gratuitamente.

 

Chi sono i volontari che mandano avanti la struttura e che compiti svolgono?

Sono degli angeli! La struttura comunque è gestita e appartiene ai volontari: come organizzazione di volontariato Peter Pan ha i suoi soci che sono anche i volontari dell'associazione e questi volontari occupano diversi ruoli raccolti in equipe. Ogni equipe ha degli obbiettivi specifici. Per esempio, c'è l'equipe dedicata alla pulizia e mantenimento dell'igienizzazione della casa e della manutenzione della casa. Altre equipe si occupano della gestione, dell'ospitalità e dell'accoglienza, sia durante il giorno che durante la notte, perché H24 e tutti i giorni dell'anno son presenti volontari all'interno delle case per non lasciare mai da sole le famiglie. Ci sono equipe per la parte amministrativa e di segreteria. Altre che si occupano dei trasporti perché con i pulmini di Peter Pan facciamo avanti e indietro con gli ospedali, treno, aeroporto e gite varie. Ci stanno i volontari dedicati alla parte ludico didattica dei bambini: organizzano feste, gite, accompagnamento scolastico. Ognuna di quest'equipe ha dei nomi legati alla storia di Peter Pan, Wendy, Trilly, Spugna, poi siccome finivano i personaggi abbiamo cominciato a chiamarli Mastro Geppetto, Timonieri, Coccodrilli, Pipistrelli che stanno la notte etc.

 

Ultimamente la Regione Lazio ha riconosciuto il ruolo importante che ha Peter Pan nell'alleviare i compiti dell'assistenza pubblica, promettendo il comodato d'uso gratuito degli edifici che utilizza. Può riassumere la vicenda, che ad un certo punto sembrava dover finire addirittura con lo sfratto? Può aggiornarci sulla formalizzazione di questa delibera di comodato gratuito?

Tutto è iniziato perché la prima casa di Peter Pan appartiene a un ente pubblico, mentre le altre due case che rappresentano il polo di accoglienza  chiamato "La Grande Casa", sono degli istituti religiosi dove abbiamo dei canoni di locazione agevolati. La prima casa di Peter Pan appartiene a un ente gestito da un consiglio di amministrazione nominato dalla Regione Lazio, come presidente e 3/5 del consiglio. Per dodici anni abbiamo pagato un affitto scontato per recuperare una parte dei soldi di ristrutturazione: poco meno della metà di quello che è costato quasi due miliardi di lire ristrutturare quella casa, perché era abbandonata. Alla fine del contratto a gennaio 2012, questo non è stato rinnovato perché si richiedeva l'adeguamento ai canoni commerciali: passavamo dai 3mila euro, che abbiamo sempre pagato per questi 12 anni al mese, a circa 25 mila euro al mese. Noi abbiamo cercato delle soluzioni alternative, sempre seguendo normative legislazioni e le possibilità che c'erano, visto che facevamo un servizio di utilità pubblica con un grosso ritorno anche economico per la Regione Lazio e la sanità laziale e soprattutto di qualità di vita per le famiglie e i loro bambini in cura. Questo purtroppo non ha portato a nulla e ai primi di febbraio 2013 è arrivata una lettera sfratto che ci intimava di lasciare entro 10 giorni la casa. Questo non è successo. Abbiamo indetto una conferenza stampa e da li si è attivata una solidarietà nazionale, anche di tutti voi media che ci siete stati vicino, che ha portato poi tutti i candidati per le elezioni alla Regione Lazio a dichiarare che, visti i numeri e la qualità e i risultati dell'associazione Peter Pan, bisognava dare il comodato d'uso gratuito. Zingaretti è diventato presidente e il suo primo atto pubblico è stato quello di venire a Peter Pan per confermare che una delle prime delibere della giunta formata sarebbe stata quella del comodato d'uso gratuito. Ora la giunta è stata appena fatta e noi aspettiamo chiaramente il nero su bianco, cioè la delibera firmata secondo un percorso che era già stato tracciato amministrativamente: esistono le premesse legislative per avere il comodato d'uso gratuito, immaginiamo quindi a giorni, anche perché è stato messo sul sito della Regione Lazio il Presidente che ciò sarà fatto.

 

Chi finanzia attualmente Peter Pan?

Privati, tantissimi cittadini italiani. Non abbiamo convenzioni pubbliche, né finanziamenti pubblici neanche con gli ospedali. Noi abbiamo finanziamenti da migliaia di italiani, aziende ma tantissime persone fisiche. Anche le scuole elementari con bambini che organizzano mercatini di Natale o durante tutto l'anno e poi organizzano una festa in cui andiamo a partecipare con il cuore pieno di commozione, perché per vedere tutta questa solidarietà anche dai più piccoli. Progetti, feste, moltissimi organizzano eventi nei quai raccolgono fondi a favore di Peter Pan. Non facciamo raccolte porta a porta, proprio perché è dispersivo. I nostri volontari sono dentro le case di Peter Pan, sono accanto alle famiglie, ma abbiamo moltissimi amici che in tutta Italia in tutto il mondo ci sostengono, ci aiutano e ci riconoscono questo. Poi ci sono anche le famiglie che stanno a Peter Pan gratuitamente, ma cercano sempre, una volta tornati a casa, qualcosa per sostenerci: una sagra di paese d’accordo con il Sindaco, una festa, le bomboniere solidali che fanno i nostri volontari, quando il bambino crescendo fa la comunione, la cresima e tutti i loro amici. Questa è la nostra forza: i volontari e i tanti sostenitori.

 

Possiamo dare dei recapiti per chi voglia contribuire alla vostra opera o per chi voglia impegnarsi come volontario?

Il primo portale per ricevere tutte le informazioni è il nostro sito www.peterpanonlus.it . Poi, c'è un numero verde che si può contattare dal Lunedì al Venerdì, 800984498. Per diventare volontario è possibile scaricare una scheda per fare un colloquio e iniziare un percorso di formazione, perché si diventa volontari e soci di Peter Pan attraverso un percorso di formazione. Per sostenerci, si può fare con un bonifico e partecipare così a tanti progetti: comprare un aspirapolvere piuttosto che una lavatrice che si rompe, il laboratorio di arti creative per i bambini. Ma anche partecipare con il 5x1000 che è un contributo enorme, il quale speriamo non venga né tolto né ridotto in futuro, che ci permette l'unico sostegno "pubblico" che arriva a noi e a tante altre associazioni e che ci permette di pagare tante bollette e tante spese di servizi.

7 Aprile 2013

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