Intervista a Marcello Piacentini

Scritto da   Domenica, 14 Aprile 2013 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Intervista a Marcello Piacentini

Marcello Piacentini, presidente della Compagnia delle Opere di Roma e Lazio, è intervenuto all'interno di "A Conti Fatti", programma di economia sociale realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana

Presidente, la sua sezione della Compagnia delle Opere riunisce 1500imprese di Roma e Lazio; che dimensione hanno queste società? In che percentuale sono piccole, medie o grandi e in quali settori economici si concentrano?

I nostri associati sono prevalentemente piccole e medie imprese, sul totale abbiamo un 10% di studi professionali e un 5% di enti no-profit. In termini dimensionali, il 90% ha meno di 50 addetti, al di sopra del quale numero non è che si possa parlare di grandi aziende. In generale possiamo individuare un 2-3% di aziende più grandi, 20% di medie e oltre tre quarti di piccole e piccolissime imprese. Il settore più rappresentativo è quello dei servizi alle imprese, che compre circa un terzo, ed è particolarmente rilevante a Roma. Poi industria edilizia 15%, commercio 10%, turismo 10%.

 

Come stanno passando attraverso questo periodo di recessione economica?

Il periodo è molto difficile. Il 2012 in particolare ha segnato, ci auguriamo, il punto più basso. I problemi sono sotto gli occhi di tutti e se dovessi citarne uno sarebbe quello della stretta creditizia e della dinamica del ritardo dei pagamenti. Un elemento comune a tutti, per questo noi stiamo operando e abbiamo attivato un servizio di accompagnamento al credito, denominato “PMI tutoring”: oltre ad affrontare il problema specifico di reperire i finanziamenti, cerchiamo di capire più a fondo quale siano le criticità effettive. A volte la mancanza di liquidità non è il vero problema, ma purtroppo l'indicatore di una situazione di crisi più ampia. Abbiamo poi attivato sistemi di sostegno con fidi, Banca Impresa Lazio, che concedono garanzie. In una situazione di crisi come questa gli imprenditori fanno grandi sacrifici per non ridurre l'organico: il piccolo imprenditore lavora a fianco del proprio dipendente e ne conosce sia l'effettivo valore e sia la situazione personale familiare.

 

La Compagnia delle Opere ha creato una rete per tutte le imprese associate: Expandere, che organizza diversi eventi regionali dove gli imprenditori locali si incontrano. Mi conferma che l'appuntamento per il Lazio è a Roma il prossimo 9 maggio?

Sì, quest'anno si terrà la terza edizione di Expandere: si svolgerà per l'intera giornata del 9 maggio presso la Fiera di Roma. Le due edizioni precedenti, alle quali hanno partecipato rispettivamente 250 e 300 imprese, hanno evidenziato l'utilità di questa formula che consente, da un lato,di potersi rapportare in un solo giorno con tantissimi altri imprenditori che possono essere potenziali clienti, ma non solo. A noi interessa anche guardare a più ampio spettro: possono essere fornitori o partner e possono trovare altre opportunità impreviste. Dall'altro lato, propone nella stessa giornata una varietà di incontri, quali workshop di approfondimento, testimonianze imprenditoriali, presentazioni di servizi al sostegno dell'imprenditore. È un evento a cui teniamo molto perché è un po' la fotografia di quello che vuole essere la Compagnia delle Opere. Ci preme sottolineare che la vera opportunità è favorire l'incontro tra persone: a volte alimentando queste dinamiche si trovano soluzioni che non ci si immaginava; l'imprenditore ha modo di sperimentare di non essere solo. Fondamentalmente, quello che facciamo tutto l'anno è promuovere un'amicizia operativa e un percorso comune tra persone. Quindi la possibilità di condividere le stesse difficoltà e problemi e quindi anche la possibilità di trovare più facilmente delle soluzioni. In questo noi pensiamo che anche chi fa il mio stesso mestiere può non essere un concorrente, ma può rappresentare un'opportunità, può essere un possibile compagno di un comune percorso. Quello che non ci stanchiamo mai di affermare è che “la tua opera è un bene per tutti”.

 

Sono incontri aperti solo ai soci o a tutti gli imprenditori locali?

Sono aperti a tutti gli imprenditori ed è una occasione per incontrarsi, quindi di estrema apertura. Proprio a testimoniare questo approccio molto aperto, promuoviamo da sempre una fattiva collaborazione con le altre associazioni imprenditoriali: molte di queste hanno già aderito alle prime due edizioni e contiamo quest'anno di aumentarne sia il numero che il livello di coinvolgimento nella giornata.

 

Questi incontri e sinergie tra imprenditori italiani indicano una direzione di sviluppo verso il mercato interno piuttosto che all'estero?

Da un lato, il nostro è un evento regionale e quindi è conseguente il fatto che si valorizzi il livello di conoscenza locale. Però noi siamo fortemente impegnati nell'incoraggiare tutti, anche gli imprenditori con strutture piccole, a prendere in considerazione le opportunità che si hanno andando all'estero. In questo senso, la Compagnia delle Opere ha una propria struttura molto efficace, CdO Network, che cura e sostiene questo sforzo. Per fare un esempio, quest'anno oltre alle numerose missioni all'estero, sono state organizzate quattro specifiche iniziative denominate “Matching”, come il grande evento che si tiene a Milano a Novembre: sono in Qatar, Russia, Brasile e Cina. Su questo siamo anche aperti a tutte le opportunità e la collaborazione che ci vengono dal territorio: speriamo, per esempio, che la neonata Agenzia per l'Internazionalizzazione della Camera di Commercio di Roma sia una reale opportunità e ci porremo anche in questi termini a collaborare.

 

Bernhard Scholz, presidente nazionale della Compagnia delle Opere, poco tempo fa ha indicato tra le misure anti crisi la riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese; ha poi aggiunto che lo Stato deve attuare misure concrete a favore della scuola e dell'università. Perché è così importante, per una rete di imprese come la vostra, la dimensione educativa e familiare?

Fondamentalmente per un'attenzione alla persona. Vale la pena di ricordare qui che la rete della Compagnia delle Opere è aperta e coinvolge realtà di profit e no-profit: imprenditori, professionisti insegnanti, ma fondamentalmente persone. A noi piace personalmente parlare non di imprese, ma di imprenditori. In questo sta anche il vero contributo che vuole dare la Compagnia delle Opere: quello di sostenere una socialità tra le persone, sfidando continuamente la libertà e la responsabilità della persona che vogliamo sostenere. Quindi tutta la sfera personale diviene coinvolta ed evidentemente il livello educativo familiare è parte integrante di un imprenditore: considerandolo come qualcosa di integro, indissolubile, inscindibile, ci sta particolarmente a cuore.

 

Scholz ha anche dichiarato che lo Stato sociale non va smantellato ma riformato, coinvolgendo i privati come avviene nel terzo settore. Quali forme di integrazione avete in mente, tenendo conto che liberalizzazioni e privatizzazioni di servizi pubblici spesso si sono rivelate dei boomerang per i cittadini?

Il punto è valorizzare il principio di sussidiarietà come criterio essenziale. Siccome non ci sono regole per le quali ci sia il privato e il pubblico, quello che dobbiamo superare è la dicotomia pubblico privato e invece favorire e permettere alle realtà del Terzo Settore di concorrere, dentro una normativa chiara e trasparente, al bene comune: dare la possibilità ai cittadini di scegliere liberamente chi possa rispondere al meglio ai propri bisogni. Sussidiarietà non significa che lo Stato fa fare ai privati quello che lui non è capace di fare. Si tratta invece di valorizzare tutto ciò che è l'iniziativa che viene dal basso e fare in modo che emerga quello che è il merito e la capacità: soprattutto le capacità che dal basso, la persona, i corpi intermedi della società riescono a fare bene per contribuire così al bene comune. La riforma del sistema del Welfare dovrà essere sussidiaria con il coinvolgimento di tutti quei soggetti che già oggi ne sono principali attori, magari non riconosciuti in questo. Di esempi virtuosi il territorio, anche il nostro, ne è pieno. Noi riteniamo che bisogna partire da lì.

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