ISA - Impresa Sant'Annibale

Scritto da   Domenica, 19 Maggio 2013 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Impresa Sant'Annibale Onlus, per gli amici ISA, si prefigge di accompagnare i minori ospiti di case famiglia nella formazione lavorativa e professionale, affinché una volta usciti dalle strutture per il raggiungimento dei 18 anni possano costruirsi concretamente il loro futuro. Maria Teresa Serranò di ISA è stata intervistata all'interno di “A conti Fatti”, programma di economia sociale realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana.

Impresa Sant’Annibale Onlus si occupa dell’orientamento e formazione professionale dei ragazzi provenienti dalle Case Famiglia del territorio. Come organizzate le attività?

La nostra Onlus, è impegnata ormai da già da tre anni - il primo giugno 2013 festeggeremo il terzo anniversario – proprio nel promuovere la formazione e l’orientamento al lavoro dei giovani provenienti da Case Famiglia ma è anche aperta all’accoglienza di tutte le situazioni di disagio e di emarginazione sociale.
In generale le attività di ISA sono il frutto della collaborazione tra imprenditori, professionisti del sociale, operatori delle Case Famiglia con l’obiettivo di individuare percorsi adeguati alle esigenze di mercato, quindi capaci di garantire ai ragazzi delle concrete opportunità di inserimento.
In questi tre anni sono diversi i corsi di formazione che abbiamo attivato: il corso di Informatica, primo fra tutti, è già arrivato alla sua terza edizione, abbiamo il corso di ristorazione che nasce per formare operatori esperti di sala e operatori esperti di cucina, il corso per manutentori di strutture ricettive, che forma esperti per impianti elettrici e idraulici e termici e il corso di operatori di video editing, e poi abbiamo la novità di quest’anno il corso di gelateria artigianale.
Si tratta di corsi che combinano la teoria alla pratica proprio perché riteniamo sia necessario promuovere una formazione a 360° del giovane.
Nelle nostre attività formative è importante la collaborazione che abbiamo stretto con il COL Tirocini del Comune di Roma, grazie al quale riusciamo a consolidare ancora di più, attraverso la pratica professionale, le competenze che i ragazzi acquisiscono nei nostri corsi.


Il vostro obiettivo è accompagnare i ragazzi nel mercato del lavoro, quali sono le principali difficoltà che avete incontrato lavorando con questi ragazzi?
Le difficoltà lavorando in situazioni di disagio sono molte, per prima cosa il lavoro che tutto il gruppo di Impresa Sant’Annibale svolge è in tandem con gli operatori delle strutture di accoglienza cercando di armonizzare quelle che sono le concrete opportunità di mercato con gli interessi e le motivazioni che hanno i giovani e quindi armonizzarle con il così detto PEI, il Piano Educativo Individualizzato, che le strutture di accoglienza predispongono per ogni ragazzo. Un’altra criticità importantissima che noi abbiamo riscontrato è quella legata al tempo, lavoriamo principalmente con adolescenti prossimi all’uscita dal mondo dell’accoglienza e per i quali è necessario coniugare l’acquisizione di competenze realmente spendibili sul mercato del lavoro con il compimento della maggiore età e quindi l’uscita dal mondo dell’accoglienza. Un altro sforzo importantissimo in cui siamo impegnati è quello di trasmettere tramite esempi e insegnamenti i valori del lavoro e della responsabilità per prima cosa verso se stessi e poi verso gli altri.


Impresa Sant’Annibale Onlus ha attivato anche delle vere e proprie attività imprenditoriali attirando investimenti privati. Ci vuole raccontare il percorso?

La nostra associazione si propone di far convivere i modelli organizzativi del profit con valori sociali del no-profit. Tutte le attività di ISA puntano ad innescare meccanismi economici virtuosi con la nascita di start up d’impresa: è così che è nata ad esempio IS A Laundry, una lavanderia industriale il cui Project manager è un giovane proveniente dall’Istituto Antoniano Dei Rogazionisti del Cuore di Gestù.

Si tratta di un modello economico che riteniamo necessario per fronteggiare il complesso periodo di crisi socio economica che il nostro Paese attraversa.
 

A breve come dicevamo all’inizio l’associazione festeggerà il suo terzo anniversario. Come giudica il percorso intrapreso?

Siamo molto felici del percorso svolto fino ad oggi ma siamo anche consapevoli che tanto ancora è necessario fare.
Lavorare per l’accoglienza è un lavoro complesso, questo ce lo insegnano le parole di coloro che ne fanno parte: educatori, responsabili di struttura, assistenti sociali e operatori che ogni giorno devono gestire la complessità di questo mondo. Noi queste parole le abbiamo recentemente raccolte in un volume dedicato alla cultura del lavoro e al valore della responsabilità, all’interno del quale cerchiamo di promuovere una cultura dell’educazione e trasmettere ai ragazzi proprio i principi del lavoro, lavoro inteso come responsabilità, lavoro che promuove l’autonomia e la dignità della persona.


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