“Siate costruttori di pace”. È questo l’invito che Papa Bergoglio riprendendo il Vangelo di Matteo ha spesso rivolto ai giovani in diversi dei suo viaggi pastorali in giro per il mondo.
A Torino è quello che fanno i giovani dell’Arsenale della Pace, esperienza nata dalla fraternità del Sermig (Servizio Missionario Giovani) che Ernesto Olivero ha fondato nel 1964 allo scopo di sconfiggere la fame con opere di giustizia e di sviluppo e diffondere i valori del dialogo, della solidarietà e della pace.
Al Sermig nel 1983 il comune di Torino affida la gestione del vecchio arsenale, che aveva visto la costruzione della gran parte delle armi utilizzate dal nostro paese durante i due conflitti mondiali, ormai in disuso.
Nel tempo quello che era un luogo di costruzione di morte è diventato un luogo di ospitalità, di solidarietà, di dialogo e un punto di riferimento per tutto il capoluogo piemontese.

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Lo sport può essere uno straordinario strumento di coesione e inclusione sociale grazie alla sua capacità di andare oltre le barriere superando distanze, culturali, politiche, etniche, religiose.
Tra pochi giorni, dal 21 al 25 aprile, riaprirà a Roma il Villaggio per la Terra, manifestazione che da anni anima Villa Borghese in occasione della Giornata Mondiale  della Terra e lo sport, oltre che protagonista con tantissime attività per tutte le età, sarà anche oggetto di un tal show che avrà come titolo "Sport breaks limits - Quando lo sport abbatte le barriere".
Ad organizzarlo Sportmeet, costola del Movimento dei Focolari che ha l’obiettivo di promuovere una cultura ed una pratica dell’attività motoria e sportiva capaci di contribuire alla pace, allo sviluppo e alla fraternità universale ad ogni livello. Il suo presidente, Paolo Cipolli, interviene su "A Conti Fatti", rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Tra le presenze più significative del forum "Donne in dialogo per l’integrazione tra i popoli" durante la Festa dei Popoli di Roma dello scorso 21 maggio, va annoverato sicuramente quello di Suzanne Mbiye Diku, di origine congolese, che da decenni vive ed opera in Italia come medico chirurgo. La dottoressa Diku, che con la sua attività ha ricevuto la nomina di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è presidentessa dell'associazione REDANI (Rete della Diaspora dell'Africa Nera in Italia), che si occupa della comunità degli immigrati in Italia dall'Africa sub sahariana.

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Torniamo a prendere spunto dalla Festa dei Popoli che si è svolta lo scorso 21 maggio a Roma per approfondire alcuni aspetti di un tema controverso: l'accoglienza dei migranti. Durante la manifestazione di piazza San Giovanni, che ha fatto incontrare in un clima di festa, migliaia di persone appartenenti alle comunità straniere residenti nella capitale, c'è stato spazio per un momento di riflessione. Donne di diversa estrazione e provenienza geografica hanno dato vita al forum “Comunità migranti, Chiesa e Città di Roma: donne in dialogo per l’integrazione tra i popoli”. Il dibattito è stato introdotto da Francesca De Martino, addetta dell'Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni della Diocesi di Roma. 

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Il tema del multiculturalismo, della costruzione di un’identità comune nel rispetto delle differenze è uno dei capisaldi su cui si fonda l’ideale che ha portato nel secolo scorso alla costruzione dell’Unione Europea, ideale che oggi viene ciclicamente messo in discussione da venti euroscettici sempre più frequenti.
In occasione della 26ma edizione della Festa dei Popoli, Silvia Costa, membro della commissione cultura del Parlamento Europeo, interviene su “A Conti Fatti”, trasmissione a cura di economiacristiana.it, trasmessa da radio Vaticana Italia.

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La diversità non ostacola l’integrazione, ma è una risorsa per una convivenza più ricca nelle città: questo il messaggio del Network italiano delle Città Interculturali, riunitosi il 19 e il 20 novembre presso Reggio Emilia.

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