Il cosiddetto RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, ovvero televisori, lavatrici, lampade e altri apparecchi, possono essere smaltiti dai cittadini in diversi modi: nelle isole ecologiche predisposte dai comuni, oppure attraverso i negozi che ci vendono i nuovi apperecchi e sono obbligati per legge a ritirare e smaltire i vecchi.

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Uno degli obiettivi di sostenibilità dell'Europa è arrivare al 65% del riciclo dei rifiuti urbani entro il 2030. Ciò vuol dire che ci sarà ancora, per lungo tempo, una grande parte di rifiuti che non sarà possibile riciclare. Qual è la situazione attuale dell'industria dei rifiuti?

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Sul fronte rifiuti, l’ultimo rapporto ha evidenziato alcuni segnali positivi: il 2017 ha fatto registrare un - 1,7% di produzione di rifiuti urbani rispetto all’anno precedente, parliamo di 29,6 milioni di tonnellate.
Il 55% dei rifiuti urbani prodotto viene differenziato, anche se con profonde differenze tra il Nord del paese, che raggiunge una media del 66,2%, e il Sud che si attesta sul 41,9%, con tante regioni che fanno registrare progressi di oltre 6 punti percentuali rispetto all’anno precedente, segno di un percorso che da Nord a Sud ha positivamente coinvolto l’Italia intera.

Pubblicato in Ambiente

“Nelle strategie nazionali di sviluppo economico deve considerarsi prioritaria l’adozione di strumenti normativi efficaci atti a promuovere una sempre maggior diffusione di modelli di sviluppo sostenibili, della Green Economy e dell’economia circolare.” Così è scritto nel contratto di Governo (al punto 4 - Ambiente, Green economy e Rifiuti zero).

Il passaggio da economia lineare (basata su produzione, consumo e smaltimento di un bene) ad economia circolare (basata invece su produzione, consumo, riutilizzo, riparazione, raccolta, riciclo, re-immissione nel ciclo produttivo) è fondamentale nel momento in cui le risorse naturali diventano sempre più preziose, visti i nostri insostenibili ritmi di consumo; basti pensare che in poco più di un secolo la popolazione mondiale è quadruplicata, ma nello stesso intervallo di tempo si stima che il consumo di risorse naturali sia aumentato di ben 12 volte.

Pubblicato in Economia

In un’economia circolare quello che fino a ieri poteva essere un rifiuto oggi può diventare una risorsa.
È questo è il ragionamento alla base di Sfridoo, una startup che vuole facilitare il rapporto tra quelle attività che alla fine del processo di produzione hanno dei materiali in eccesso e attività che invece di quei materiali hanno bisogno per la realizzazione di nuovi prodotti. L’obiettivo è che scarti di lavorazione, avanzi di magazzino, e materiali riciclabili in generale non finiscano allo smaltimento o in discarica (con noteVoli costi di smaltimento a carico delle aziende), ma vengano riutilizzati come sottoprodotti o materie prime seconde per la realizzazione di nuovi beni.

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Martedì, 22 Gennaio 2019 12:45

Puntata del 22/01/2019

Nella puntata di "A Conti Fatti" del 22 gennaio si parla di economia circolare.

Intervengono:

  • Andrea Fluttero, Presidente di FISE Unicircular

  • Andrea Cavagna, co-fondatore di Sfridoo

  • Valerio Miceli, ricercatore ENEA

Pubblicato in A conti fatti

Nel 2017 l'Italia ha prodotto 1.260.000 tonnellate di formaggi, per il consumo nazionale e l'esportazione. Queste lavorazioni producono una grande quantità di rifiuti caseari, come il siero, che finiscono nelle acque reflue degli stabilimenti di produzione. Un progetto di ENEA, avviato con una start up pugliese, si ripromette, nei prossimi mesi, di mettere a punto un processo di trasformazione che da una parte recupererà sostanze utili come proteine, lattosio, sali minerali ed acqua, dall'altra fornirà materiali biodegradabili e compostabili per imballaggi, vaschette e bottiglie. Abbiamo approfondito questo argomento con Valerio Miceli, ricercatore del Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi di ENEA, intervistato nel programma “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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L'Unione Europea ha disposto che dal 2025 sarà obbligatorio differenziare e raccogliere i rifiuti tessili: quindi vestiti usati, ma anche coperte, lenzuola, teli e tessuti in generale. Il tutto nell'ottica dell'economia circolare che vuole il riuso e il riutilizzo degli oggetti usati.

Pubblicato in Economia

La scorsa settimana, dal 6 al 9 novembre, si è tenuta a Rimini la 22ma edizione di Ecomondo, manifestazione fieristica di riferimento in Italia e in Europa per il settore green economy e dell’economia circolare, economia basata sul risparmio e sul riuso delle risorse naturali in un processo in cui la parola “rifiuto” perde il suo senso tradizionale.
Punto focale dell’economia circolare è infatti il recupero dei materiali usati e degli scarti, per avviarli ad un processo di riciclo capace di generare nuova materia prima, pronta per essere nuovamente immessa nel ciclo produttivo.

Per fare un esempio l’olio vegetale esausto, l’olio di frittura che molti cittadini gettano negli scarichi di casa con grave danno per l’ambiente, correttamente raccolto e avviato al riciclo potrebbe costituire una preziosa risorsa.
In Italia ad occuparsi della raccolta e trattamento di oli e grassi vegetali ed animali esausti e il consorzio CONOE, il cui presidente, Tommaso Campanile, interviene all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmesso da Radio Vaticana Italia.

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Martedì, 13 Novembre 2018 19:00

Nuova vita per i pannolini

Un modello di produzione basato sulla circolarità e sull’uso razionale delle risorse si basa su due capisaldi: un efficace ed efficiente sistema di raccolta dei rifiuti ed una tecnologia in grado di recuperare la porzione di materiale ancora utilizzabile e rigenerabile.
A queste condizioni qualsiasi rifiuto può tornare a nuova vita, rientrando nel ciclo produttivo come “materia prima seconda”, anche un pannolino usato.

Accade grazie ad una tecnologia messa a punto FaterSMART, Business Unit di Fater SpA (azienda italiana nata dalla joint venture fra Procter & Gamble e Gruppo Angelini), che per questa sua attività è stata premiata con il “Premio per lo sviluppo sostenibile” che ogni anno viene assegnato alle imprese che si sono distinte per attività e impianti che producano rilevanti benefici ambientali.
Ne parla intervenendo all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, il General Manager di FaterSMART, Giovanni Teodorani Fabbri.

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