Tra i temi più caldi e importanti dell’Agenda 2030 c’è sicuramente quello del cambiamento climatico che rischia, se non contrastato con decisione, di stravolgere intere aree del pianeta.
È necessario ridurre più che drasticamente le emissioni di CO2 nell’atmosfera e questo comporta l’abbandono dei combustibili fossili e la decarbonizzazione dell’economia.
Su questi argomenti il Governo ha recentemente presentato in Europa il Piano Nazionale Energia e Clima che coinvolgerà importanti comparti del nostro sistema produttivo, non solo quello energetico. Alcuni settori industriali dovranno necessariamente ridefinirsi e riarrestarsi. Questo processo può essere un problema, ma anche una grandissima opportunità per il paese, se sapremo prepararci.

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Quando accende la luce, la caldaia o il televisore, ognuno di noi attinge energia elettrica dalla rete nazionale. Anche la maggior parte di chi possiede dei pannelli fotovoltaici sul tetto fa contratti di fornitura e prelievo di energia da società più o meno grandi e strutturate che comunque attingono a fonti diverse, che secondo le stime attuali sono rinnovabili solo al 18%. L'obiettivo nazionale è di salire al 30% nel 2030. Ma c'è chi questa percentuale la promette già ora.

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Nel 2015 il nostro paese ha sottoscritto l’Agenda 2030, impegnandosi per il raggiungimento di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Tra questi il numero 7 parla di energia pulita e accessibile a tutti. Sempre nel 2015 abbiamo partecipato alla COP21 di Parigi, sottoscrivendo pochi mesi dopo l’Accordo Globale sul Clima che ne è scaturito e impegnandoci a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera per contenere il riscaldamento globale.

Conditio sine qua non per il mantenimento di tutti questi impegni è la transizione da fonti energetiche fossili, come il petrolio, a fonti di energia rinnovabile, come il sole, l’acqua e il vento.  Su queste fonti energetiche recentemente l’Unione Europea ha deciso di alzare l’asticella del suo impegno.

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Le rinnovabili sono il futuro dell’energia e ormai tutti i paesi del mondo vi stanno investendo, anche se non sempre al ritmo che sarebbe necessario per garantire da una parte l’approvvigionamento energetico e dall’altra il contenimento delle emissioni globali di Co2.
Su “A Conti Fatti” interviene Giovanni Battista Zorzoli, presidente del Coordinamento Free che riunisce enti e associazioni con lo scopo di promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nel nostro Paese.

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