Come ogni altro materiale da costruzione, il legno è presente sul pianeta non solo allo stato naturale, ma anche come prodotto già lavorato dall’uomo. Una soluzione per porre un freno allo sfruttamento eccessivo delle foreste è il riciclo del legname usato che, prima di diventare rifiuto e venire bruciato, può essere in buona parte riutilizzato. Abbiamo individuato una buona pratica in questo settore in un’azienda di Roma che fabbrica pallet per il trasporto merci: nel pieno spirito dell’economia circolare, da alcuni anni ha riconvertito parte della produzione realizzando mobili e arredi dal riciclo dei pallet usati.

Ne abbiamo parlato nel programma “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmesso da Radio Vaticana Italia, con Domenico Lentini, responsabile comunicazione e marketing di Mobiliinpallet.it.

Lentini definiamo che cos'è un pallet. C'è una storia curiosa alle origini di questo oggetto.

Il pallet nasce circa 70 anni fa e, come tante invenzioni, per servire l'esercito. Infatti la parola “pallet” la troviamo per la prima volta in una packing list di materiali bellici durante lo sbarco in Normandia. Il pallet, banalmente, lo possiamo trovare nei supermercati e serve a movimentare la merce al loro interno in maniera più veloce, rapida e con meno sforzo. Il pallet è costituito da 11 tavole di legno, 9 blocchetti in legno pressato e 78 chiodi.

Di solito con quali tipi di legno è fatto?

Di solito in legno di abete. Qualcuno lo fa anche in legno di pino, però lo standard è quello d'abete.

La sua azienda produceva questi oggetti per trasportare merci. Poi però vi è venuta un'idea particolarmente interessante dal punto di vista dell'economia circolare: riutilizzarli. Ce ne può parlare?

Siamo nati circa 40 anni fa come azienda nel settore degli imballaggi in legno. Abbiamo iniziato a costruire questi pallet; successivamente, per ridurre l'impatto ambientale, abbiamo cominciato a ripararli. Da circa cinque anni, per ridurre ancora lo spreco di materiale di scarto, abbiamo inventato il marchio Mobiliinpallet.it: una linea di arredamento ecosostenibile fatta con i pallet.

Facciamo un passo indietro. Che fine facevano i pallet usati? Come e dopo quanti utilizzi venivano distrutti?

Dipende dal tipo di pallet: esaurisce il suo ciclo di vita dopo uno, due, al massimo cinque trasporti. Prima venivano comunque distrutti: andavano al macero oppure arsi.

Ovviamente con dispersione di CO2 in atmosfera. Voi invece li avete immaginati come materiale per il mobilio. Che cosa costruite? Che genere di mobili?

La linea è molto basilare perché il materiale che utilizziamo, il pallet, è molto squadrato. Non abbiamo cose molto elaborate con arrotondamenti o altro. Però riusciamo a fare delle sedie, dei divani per esterno, nei giardini, dei tavoli. Partendo sempre dallo standard del pallet EPAL (lo standard europeo, ndr.)  80 cm per 120 cm. Naturalmente, essendo un'azienda artigianale, riusciamo anche a lavorare fuori dallo standard; perché siamo produttori ufficiali del Consorzio Epal e quindi possiamo produrre con tutte le misure che ci può richiedere il cliente.

Questi mobili diciamo sono più o meno di qualità, rispetto a un normale mobile in legno?

Se li paragoniamo a quelli industriali, visto che è abete e che comunque il pallet nasce per sopportare dei carichi elevati, è un ottimo legno: resistente e robusto.

Come hanno reagito i lavoratori dell'azienda a questo cambio di produzione. Immagino che fossero essenzialmente degli operai assemblatori che adesso sono diventati quasi degli artigiani; è stato facile o comunque apprezzato?

Si. Prima il loro unico compito era di assemblare il pallet, partendo sempre da queste undici tavole, nove blocchetti e 78 chiodi, un lavoro abbastanza di routine. Questa è stata una ventata di gioia per l'azienda ed anche per i falegnami che, appunto, si trasformano da semplici assemblatori a veri e propri artigiani; perché adesso si confrontano con la costruzione di un mobile che per loro è qualcosa di molto più divertente e sfidante. Quando un falegname produce un mobile ci mette dentro la sua creatività, il suo tempo, le sue prove; perciò quando vede il mobile costruito è sempre una gioia, sia per chi lo ha fatto, sia per noi dell'azienda che riusciamo a vedere realizzata un’idea.

Qui infatti siamo nell'ambito di quello che viene chiamato “riciclo creativo”, molto diverso da quello industriale ad esempio della della carta o del vetro. Sarebbe possibile per una persona qualunque, che ovviamente non fosse un falegname, costruire un mobile partendo da materiali di riciclo come il pallet?

Si, e noi in questo lo aiutiamo. Abbiamo diversi canali di comunicazione cresciuti man mano con l'azienda. Avendo un solo punto vendita, la fabbrica, avevamo la necessità di entrare in contatto con i nostri clienti finali. Quindi siamo partiti dal sito web, poi gli abbiamo affiancato un blog in cui quasi tutti i mercoledì parliamo di sia di come è fatto il pallet: insegnamo alla gente come riconoscere un buon pallet e come riciclarlo da sé. Ci sono degli articoli che spiegano come farsi un tavolo o un divano. Da circa un paio d'anni abbiamo aperto il canale di Youtube dove, oltre a far vedere come lavoriamo e come assemblare i nostri mobili già fatti, abbiamo due tutorial. Un tutorial spiega passo passo come fare un divano partendo da tre pallet. Oltre al materiale diamo anche la conoscenza per costruire questo mobile, quindi effettivamente uno può costruirlo da solo.

Tiriamo le somme di questo bilancio ecologico del mobile in pallet: quanto inquinamento si evita riciclando un pallet?

E’ stato calcolato che durante il suo ciclo di vita un pallet assorbe 18,4 kg di CO2. Mi sono divertito a fare un calcolo: il nostro tutorial sul divano in pallet ha 368 mila visualizzazioni in Italia e  in tutto il mondo; se effettivamente queste visualizzazioni corrispondessero a 300.000 divani fatti dall'utente finale sarebbero riusati 900 mila pallet. Se moltiplichiamo 900.000 per 18,4 abbiamo che questi pallet avrebbero assorbito 16 milioni e 560 mila kg di CO2. Noi non credevamo che il nostro tutorial avrebbe avuto così tanto appeal,  però ci si rende conto che alle volte dai piccoli gesti possiamo veramente riuscire a cambiare il mondo.

Pubblicato in Buone Pratiche

“A Conti Fatti” è un programma della redazione di Economiacristiana.it, testata giornalistica creata da Impresa Sant’Annibale Onlus, opera della Congregazione dei Padri Rogazionisti. I rogazionisti sono stati fondati da Sant’Annibale Maria di Francia, apostolo della preghiera per le vocazioni, il quale si distinse soprattutto per l’impegno verso le persone più emarginate della società a partire dai giovani più soli e dalle famiglie più povere.
Qualche giorno fa l’Associazione Amici di Sant’Annibale ha festeggiato all’Istituto Antoniano di Roma il quarantesimo anniversario della sua sede capitolina, offrendo l’occasione per ricordare l’impegno e lo spirito di amicizia che caratterizza da sempre l’opera rogazionista. Ne abbiamo parlato in “A conti fatti” con il presidente dell’Associazione Ex Allievi Rogazionisti ed Amici di Sant’Annibale, Francesco Mundo. 

Pubblicato in Chiesa

Il bilancio idrico del pianeta comincia a non quadrare più. A causa dei cambiamenti climatici crescono le aree del pianeta in difficoltà dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico; allo stesso tempo crescono anche i consumi di legati alle nostre necessità produttive. Occorre una riflessione profonda sulla gestione e razionalizzazione delle risorse idriche del pianeta ed è per questo che lo scorso 23, 24 e 25 ottobre i rappresentanti dei più grandi e importanti bacini idrici del mondo si sono riuniti a Roma nel summit internazionale Acqua e Clima. Un’opportunità per scambiarsi esperienze e condividere obiettivi e idee in vista della COP 23 che si è aperta a Bonn il 6 novembre e in cui sarà presentata la Carta di Roma, il documento con le conclusioni del summit. Il summit è stato aperto dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che abbiamo intervistato durante la prima giornata a margine dei lavori.

Pubblicato in Ambiente
Venerdì e sabato 10 e 11 novembre Roma ospiterà un vertice mondiale per il disarmo nucleare, al quale parteciperanno i vertici dell'ONU, quelli della NATO e undici premi Nobel per la pace. L'appuntamento è organizzato dal Dicastero Vaticano per la Promozione Umana Integrale e sono previsti diversi interventi tra cui quello, attesissimo, di papa Francesco; quello del segretario generale dell'Onu e dell'alto rappresentante per gli affari esteri dell'UE. 
"Non una mediazione" tra Usa e Corea del Nord, ma "un convegno di alto livello", ha spiegato il direttore della sala stampa vaticana Greg Burke, avvertendo che "è falso" chiamare il summit mediazione. "Il Santo Padre - ha aggiunto Burke - lavora con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, come lui stesso ha ribadito lo scorso mese di marzo in un messaggio indirizzato alla Conferenza dell'Onu riunita a tale scopo". Proprio per questo ci si aspetta una presa di posizione forte da parte di papa Francesco volta a fermare "l'escalation nucleare". 
Il Papa infatti, scrive il quotidiano La Repubblica citando chi sta preparando la conferenza, intende "richiamare l'attenzione sul nucleare come strumento di morte e trovare una strada. Non potrà dunque non sottolineare che anche in casi critici come quello della Corea del Nord la soluzione non è la guerra ma il dialogo. Il tema è molto presente nella sua agenda". Il Pontefice, con tutta probabilità, metterà in guardia dalle conseguenze di un potenziale uso del nucleare in linea generale e poi inviterà gli stati ad agire in modo concreto per fermare in tempi rapidi la corsa all'atomica.
"La preparazione di questa iniziativa era iniziata ben prima che i titoli dei giornali si concentrassero sulla Corea del Nord - racconta a La Repubblica l'arcivescovo Silvano Tomasi, delegato del Papa sulle politiche del disarmo nucleare - ma è evidente che ora siamo di fronte al rischio reale di uso dell'atomica: per caso, per decisione consapevole o perché le persone che siedono nella stanza dei bottoni mancano di equilibrio mentale. Dunque, lavorare perché la sicurezza venga garantita non da armi di distruzione di massa ma dal fatto che nessuno abbia la possibilità di usarle, si è fatto più urgente".
Pubblicato in Attualità e Politica

Lo scorso 23, 24 e 25 ottobre i rappresentanti dei più grandi e importanti bacini idrici del mondo si sono riuniti a Roma nel summit internazionale Acqua e Clima. Un modo per scambiarsi esperienze e condividere obiettivi e idee in vista della COP 23 che si è aperta a Bonn il 6 novembre e cui sarà presentata la carta di Roma, il documento con le conclusioni del summit.

Su "A Conti Fatti", programma a cura di Economia Cristiana trasmesso da Radio Vaticana Italia, interviene  il coordinatore del summit, Walter Mazzitti, avvocato, esperto di questioni internazionali per la politica dell’acqua.

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Quella dei cammini è anche un’economia, che gira intorno a santuari, strutture ricettive, trasporti, ristorazione, beni culturali e produzioni locali. Un’economia florida e organizzata in alcune regioni, come il nord della Spagna e la Toscana, e più improvvisata in altre, che pure si affacciano su itinerari non meno antichi e suggestivi. Il Lazio, da qualche anno, sta cercando di valorizzare il suo sistema di cammini secolari: come il Cammino di Benedetto, da Norcia a Monte Cassino;la via Francigena del nord dalla Tuscia a Roma, quella del sud da Fossanova e Ferentino; e il Cammino di Francesco, da Assisi alla Capitale. Su questo itinerario la Regione Lazio ha finanziato il progetto di quattro comuni della Sabina chiamato “Andar per borghi e per antiche chiese”. Ne abbiamo parlato con Federica Selli, assessore al turismo del Comune di Montelibretti.

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Domenica, 08 Ottobre 2017 16:01

Lo sviluppo sostenibile inizia dalle città

La metà della popolazione mondiale vive nelle città, dove si consuma dal 60 all’80% di energia e da cui partono i tre quarti delle emissioni di CO2. È evidente che per un futuro sviluppo sostenibile, l’ambiente urbano debba essere migliorato. L’undicesimo, dei diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite, si prefigge di migliorare le città dal punto di vista ambientale, urbanistico, sanitario e sociale.

Analizziamo la situazione delle città italiane con Walter Vitali, direttore di Urban@It, che ha partecipato al gruppo di lavoro sull’obiettivo 11 , per la stesura di un documento di obiettivi e proposte presentato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

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Lunedì, 29 Maggio 2017 08:16

L'integrazione passa dal dialogo

Il 21 maggio, a Roma si è svolta la XXVI Festa dei Popoli, momento di incontro con le comunità straniere residenti nella città eterna. La festa, che ha avuto luogo sul sagrato della basilica di San Giovanni in Laterano, è stata anche l’occasione per riflettere sul ruolo che le comunità migranti possono ricoprire nella società italiana e nel contesto cittadino.

Se ne è parlato durante il forum “Comunità migranti, Chiesa e Città di Roma: donne in dialogo per l’integrazione tra i popoli”, che ha riportato i risultati di una ricerca, promossa dall’Ufficio per la pastorale delle migrazioni di Roma e condotta da quattro donne rappresentanti di altrettante macro-aree di provenienza all’interno delle comunità straniere. Tra di loro la peruviana Patricia Bovadin, coordinatrice della comunità latinoamericana Santa Maria degli Angeli presso la Missione latinoamericana di Roma, intervenuta nella trasmissione "A conti fatti" in onda su Radio Vaticana 105.0.

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Dal 21 al 25 aprile a Villa Borghese verrà allestito il Villaggio per la Terra. Si tratta della terza edizione di una manifestazione cresciuta negli anni che celebra la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day, 22 aprile) con una serie di eventi indirizzati alla promozione sociale e ambientale. Quest'anno il Villaggio vivrà per cinque giornate e in due diverse localizzazioni: sulla terrazza del Pincio e al galoppatoio presso Porta Pinciana. Il programma divide le giornate secondo diversi ambiti tematici: in particolare il 21 e 22 aprile è previsto un Festival dell'Educazione Ambientale, diretto tanto ai giovanissimi e agli studenti, quanto agli educatori e ai comunicatori. Il 23 e 24 sarà la volta del Festival dell'Economia Circolare, che ospiterà istituzioni, operatori, aziende e consorzi impegnati nel recupero e riutilizzo dei materiali di scarto. L'ultima giornata, 25 aprile sarà dedicata alla mobilità sostenibile.

Roberta Cafarotti, direttore scientifico di Earth Day Italia, tra gli organizzatori della manifestazione, ha presentato i contenuti di questi festival intervenendo in "A Conti Fatti", rubrica radiofonica di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

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In chiusura dei quattro giorni del "Villaggio per la Terra 2016", organizzato a Roma da Earth Day Italia e Movimento dei Focolari, onorato il 24 aprile dalla visita a sorpresa di Papa Francesco, il presidente della onlus Pierluigi Sassi, analizza i significati di questa manifestazione e prefigura gli impegni futuri della sua associazione.

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