Riciclare è dare nuova vita agli oggetti. Quando si tratta di abiti questa capacità è ancora più evidente e in questo ambito si guarda spesso al risvolto caritatevole o solidaristico. Dietro ai vestiti usati e alla loro raccolta nei "bidoni gialli", c'è molto di più e spesso anche del torbido. A rivelarlo è lo studio di Occhio del Riciclone Onlus e Humana People to People Italia, intitolato "Indumenti usati: come rispettare il mandato del cittadino?".

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Il rifiuto, se riciclato, può assumere nuovo valore e diventare fonte di ricchezza. È il caso degli abiti usati. A Milano ci sono oltre 1.200 cassonetti gialli marchiati “Dona valore” l’iniziativa sulla raccolta degli indumenti usati delle cooperative della RETE R.I.U.S.E., che fa capo alla Caritas Ambrosiana. Le cooperative usano gli abiti così raccolti in diversi modi: Il 68% viene riusato, il 25% viene riciclato e il 7% smaltito definitivamente perché non più riutilizzabile. Ne abbiamo parlato con Carmine Guanci, Vice presidente della società cooperativa Vesti Solidale, intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

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