Buone Pratiche

Buone Pratiche (200)

Intervista ad Antonio Di Leva, E-Communication & Social Community Manager presso BNL - Gruppo BNP Paribas.

Il Gruppo BNL Paribas è impegnato da 20 anni nel sostegno di Telethon, un impegno costante che coinvolge tutto l’anno dipendenti e clienti, insieme per la ricerca. Come è iniziato questo percorso e perché?
La partnership di BNL con Telethon è il più importante progetto di fund raising in Italia e in Europa.
Lavorando in BNL da 4 anni, non ho avuto l’onore di vedere l’alba di questa affascinante iniziativa, ma ho avuto la possibilità di collaborare con colleghi che da molto si adoperano per questa causa e di constatare l’impegno e la passione con cui sostengono la ricerca.

Vi riporto le parole che ho conservato di uno dei miei più saggi colleghi: “Era il 1992 e il progetto TELETHON era “sbarcato” in Italia da poco, dopo il successo negli Stati Uniti e in Francia… Che una Banca fosse tesoriere dell’iniziativa era in qualche modo ovvio (e necessario), ma da subito BNL interpretò il suo ruolo offrendosi anche come vero e proprio partner della raccolta, mobilitando persone e strutture per sollecitare le donazioni a sostegno della ricerca scientifica per le malattie genetiche. Vi immaginate già vent’anni fa delle agenzie bancarie aperte fuori orario e fino a tarda ora durante la Maratona, con all’interno e talvolta anche all’esterno eventi di ogni tipo? Era veramente una notte bianca ante litteram!”

La Maratona Telethon è l’appuntamento annuale di fund raising marcata TELETHON, ma BNL/BNP si impegna nella raccolta fondi tutto l'anno e con diversi canali: sportelli, rete Bancomat, Telebanca, canali e-banking per privati e imprese. Riuscite a ricavare cifre consistenti per la ricerca?
BNL – Gruppo BNP Paribas affianca da 19 anni il Comitato Telethon Fondazione Onlus nella raccolta dei fondi a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie genetiche e si conferma il principale partner per la ricerca scientifica a favore delle malattie genetiche.
A chiusura della maratona televisiva Telethon 2010, abbiamo raccolto oltre 12,6 milioni di euro che portano a più di 210 milioni di euro la cifra che dal 1992 in 19 anni BNL ha ricavato per sostenere la ricerca (quasi il 50% della raccolta totale Telethon). “BNL per Telethon” continua, dunque, ad essere il più importante progetto di fund raising in Italia.

In termini di bilancio sociale e sulla base della sua esperienza in una banca come BNL, come si presenta il concetto di Responsabilità Sociale d'Impresa nell'era digitale?
Nell’era in cui viviamo è sempre più necessario adeguarsi alle nuove tecnologie e saper sfruttare le nuove potenzialità che ci mettono a disposizione. Anche in ambito di RSI bisogna adeguarsi ai nuovi canali.
“BNL in Action” consente a Telethon di distinguersi dalla concorrenza degli altri progetti di fund raising e crea una relazione con il target dei giovani, generando brand engagement, in un’ottica di fidelizzazione e promozione degli aspetti di Responsabilità Sociale d’Impresa fatti propri dal Gruppo. Il contatto che si istaura con chi dona il proprio contributo non si esaurisce nella creazione e condivisione del messaggio, ma rimane un canale attivo e sempre aperto per continuare a coinvolgere gli utenti.
L’iniziativa inoltre è stata concepita e si basa sull’utilizzo di canali digitali e non prevede la produzione di materiale cartaceo o di altra natura (gadget, ecc.), che abbia un impatto negativo sull’ambiente. Il progetto prevede inoltre la sponsorizzazione di eventi di raccolta fisici ecocompatibili, nel rispetto delle condizioni ambientali.

So che attualmente lei è impegnato sul progetto “BNL in Action”. Cos’è? E quali sono le azioni comunicative adottate per coinvolgere il pubblico più giovane?
Il progetto, che ha avuto inizio il 16 dicembre 2010, in occasione della “Maratona Telethon 2010”, ha l’obiettivo di estendere l’impegno per la raccolta fondi a favore di Telethon (di cui BNL Gruppo BNP Paribas è partner da ormai 20 anni) verso il target dei giovani e, più in generale, di tutti coloro che utilizzano il social network Facebook.
Il progetto ha previsto la realizzazione di un sito web, www.bnlinaction.it, all’interno del quale gli utenti hanno la possibilità di donare il proprio contributo attraverso una modalità indiretta: scrivendo un messaggio nell’apposito form, associandolo ad uno dei temi in linea con i valori Telethon (a scelta tra “Solidarietà”, “Futuro”, “Storie”, “Amore”) e condividendolo su Facebook. Al raggiungimento di 40.000 messaggi, BNL donerà 1 euro a Telethon per ogni post condiviso. Gli utenti hanno, inoltre, la possibilità di seguire l’azione sul proprio profilo Facebook e sulla fan page “BNL per Telethon”, all’interno della sezione dedicata all’iniziativa. Il sito mette anche a disposizione degli utenti (clienti BNL e non) la possibilità aggiuntiva di effettuare donazioni on line, tramite carta di credito.
L’iniziativa costituisce un’integrazione e allo stesso tempo un’innovazione rispetto alle tradizionali modalità di raccolta promosse da BNL a sostegno di Telethon e permette di sensibilizzare e coinvolgere il mondo dei giovani sul tema della “Charity”, istaurando con i donatori una relazione che va oltre il singolo contributo, attraverso le interazioni costanti su un canale a loro familiare.
“BNL in Action” permette a chiunque voglia aiutare la ricerca scientifica di contribuire attraverso una modalità personale e creativa, diversa dalla tradizionale donazione in denaro. Questo genera un maggior coinvolgimento da parte degli utenti, che, dopo aver creato il proprio messaggio, possono seguire in prima persona l’avanzamento del numero dei post, fino alla soglia stabilita di 40.000.
In questo modo, “BNL in Action” sfrutta il potenziale di virilizzazione del canale Facebook per diffondere l’iniziativa senza l’impiego di budget aggiuntivi da destinare all’advertising. Così, le persone stesse diventano il mezzo di promozione del progetto, che continua ad autoalimentarsi grazie al passaparola generato dalle conversazioni sul social network.

I Padri Rogazionisti e l’Associazione Minoranze Creative inaugurano l’Incubatore d’impresa nel IX Municipio del Comune di Roma.
“Non vi può essere educazione né religiosa né civile se non accompagnata dal lavoro”.

Da questa premessa, che prende spunto dalle parole di Sant’Annibale – fondatore dei Padri Rogazionisti – nasce l’omonima Impresa, con l’obiettivo di realizzare una scuola incubatore per le imprese e le professioni.
Il progetto si svilupperà nel quartiere Appio-Latino del IX Municipio di Roma e avrà come base operativa l’edifico messo a disposizione dalla Congregazione che nella zona opera da decenni. Il legame con il territorio rappresenta infatti un patrimonio prezioso da cui partire per innescare nella comunità locale quei meccanismi di integrazione socio-lavorativa. Difatti il progetto nasce dal bisogno del territorio stesso di introdurre i giovani delle case famiglia in un percorso di avviamento professionale reale con la convinzione che la cultura d’impresa possa essere strumento di inserimento sociale per le categorie più svantaggiate.
I ragazzi, una volta fuori dalle case famiglia, saranno inseriti in questa comunità in cui potranno trovare quel tutoraggio che gli è mancato nella famiglia d’origine, allontanando così i rischi di emarginazione e devianza. Varie le iniziative e i progetti in via di sviluppo, molti dei quali coinvolgeranno le imprese a servizio del territorio.

Un impianto di potabilizzazione per la comunità di Africa Project

Culligan nasce a Chicago nel 1936 e acquisisce rapidamente un ruolo leader nel settore del trattamento dell’acqua primaria, ovvero prima del suo utilizzo. Nel 1960 nasce Culligan Italiana, che espande negli anni il proprio know-how, fino a coprire tutta la gamma dei possibili trattamenti, sviluppando specifiche tecnologie per molte applicazioni, divenendo un importante centro di produzione e autentico punto di riferimento di tutte le soluzioni più evolute per l’area Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA).

Sin dai primi anni di attività, Culligan ha avuto come obiettivo non solo quello della ricerca del profitto, come ogni altra azienda privata presente sul mercato, ma anche quello di un comportamento socialmente responsabile, integrando preoccupazioni di natura etica all’interno della propria visione strategica d’impresa. A questo approccio, ha sicuramente contribuito il fatto di occuparsi della risorsa “acqua”, di fatto la materia più preziosa per la vita sulla Terra.

Culligan, a conferma del suo orientamento ad una Responsabilità Sociale d’Impresa (Corporate Social Responsibility, CSR), ha quindi accompagnato alla sua tradizionale attività, un costante impegno sociale in termini sia di donazioni ad ONLUS (dall’ANT a SOS Telefono Azzurro, da Telethon alla Comunità San Patrignano, da Amici del Madagascar a UM Futuro Melhor, per citare alcune delle organizzazioni italiane più note), sia di aiuti concreti a comunità con gravi problemi di disponibilità di acqua potabile per cause congenite (siccità, povertà, …) o straordinarie (alluvioni, terremoti, …).

Tra gli esempi più recenti di questa seconda sfera di attività, possiamo ricordare l’invio di 250.000 boccioni di acqua da 20 litri e di tre impianti di trattamento acqua per superare l’emergenza acqua da parte della popolazione di Haiti colpita dal terribile terremoto del Gennaio 2010 o la fornitura gratuita di un impianto di potabilizzazione per la comunità di Africa Project, una ONLUS che da dieci anni opera in Kenya grazie all'impegno di un gruppo di volontari che ha realizzato a Malindi la clinica pediatrica "Benedetto XVI" (da Egli stesso benedetta il 13 Agosto 2005), un centro medico polivalente per la cura e la prevenzione dell'HIV, una scuola materna ed una elementare, una mensa scolastica.

L’impianto donato da Culligan, è in grado di rendere potabile circa 2000 litri/ora di acqua di pozzo tramite filtrazione, disinfezione e stoccaggio in un serbatoio: un piccolo ma concreto contributo per superare la penuria di acqua potabile nella zona e per aiutare il lavoro di Africa Project e dei suoi assistiti.

Lunedì, 23 Gennaio 2012 19:52

Contrastare la contraffazione

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L'imprenditore Cesare Romiti battezza la Wtcp Foundation, fondazione etica per la lotta alla contraffazione, un organismo no profit che punta a contrastare la piaga del mercato del falso. Ascolta l'audio dell'intervento andato in onda su Radio Vaticana.

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