Chiesa

Chiesa (104)

Il nuovo arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie è monsignor Leonardo D'Ascenzo, del clero della diocesi di Velletri-Segni, finora rettore del Seminario Regionale "Pontificio Collegio Leoniano" di Anagni. Lo storico direttore del Centro Vocazioni, sia diocesano che regionale, è stato nominato arcivescovo da Papa Francesco. D'Ascenzo in passato è stato Vicedirettore del Centro Nazionale per le Vocazioni della Cei (Conferenza Episcopale Italiana).
La biografia
Don Leonardo D'Ascenzo è nato il 31 agosto 1961 a Valmontone, provincia di Roma e diocesi di Velletri-Segni. Dopo aver preso la maturità all'Istituto Tecnico Industriale Statale, è entrato nel Seminario Regionale "Pontificio Collegio Leoniano" di Anagni per gli studi filosofici e teologici, proseguiti successivamente presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha ottenuto la Licenza in Teologia Dogmatica e il Magistero in Scienze della Formazione. Presso il Teresianum ha conseguito il Dottorato in Teologia Spirituale.
Ordinato sacerdote il 5 luglio 1986 per la diocesi di Velletri-Segni, è stato Vicario parrocchiale di Santa Maria a Segni, Parroco di Santa Croce ad Artena, Vicario parrocchiale della Cattedrale di San Clemente a Velletri. È stato prima Assistente diocesano dell'Azione Cattolica dei Ragazzi e poi Assistente unitario. È stato inoltre Padre Spirituale, Vicerettore e poi Direttore Responsabile dell'Anno Propedeutico nel "Pontificio Collegio Leoniano" di Anagni dove è stato nominato Rettore nell'estate del 2015 e oggi insegna Teologia Spirituale. Collabora inoltre con la parrocchia Santa Barbara di Colleferro. Dal 21 febbraio 2004 è Cappellano di Sua Santità. 
"Famiglia e messa in sicurezza del territorio per rilanciare il nostro Paese: applicando il 'fattore famiglia' con coraggio sulle tasse, ed elaborando un grande progetto per la tutela e la messa in sicurezza del territorio, del suo paesaggio e delle sue inestimabili opere d'arte". Lo ha affermato il presidente della CEI, cardinale Gualtiero Bassetti, aprendo a Cagliari la Settimana Sociale dei cattolici italiani
Ha battuto molto sul concetto del tempo che serve a favorire un diverso rapporto tra la famiglia e il lavoro. Perché, ha spiegato il cardinale ai giornalisti, nel mondo di oggi "avere a disposizione il tempo significa non solo aumentare la qualità della vita, ma vuol dire, soprattutto, umanizzare e civilizzare i rapporti interpersonali all’interno della società".
Parlando del territorio ha invece confidato Bassetti: "Conosco personalmente quello che vuole dire subire il dissesto idrogeologico del nostro Paese”. "Non è più possibile - ha rilevato il porporato - ridurre la nostra azione alla pur lodevole e pietosa compassione per i nostri fratelli che perdono la vita in questi tragici eventi naturali". Bisogna infatti, sostiene il cardinale "prevenire queste calamità naturali con un progetto serio e concreto come avviene in molti altri Paesi del mondo, mettendo a sistema aziende private e pubbliche, snellire procedure e regolamenti e fare degli investimenti mirati nel tempo che possano portare ad assumere i nostri giovani laureati sia in materie scientifiche che umanistiche, operai specializzati e semplice manovalanza".
"Come possiamo annunciare Dio amore se non ci amiamo tra di noi?", questa la domanda che Papa Francesco ha rivolto al Moderatore della Chiesa di Scozia, Derek Browning in udienza. La risposta è stata data dallo stesso Bergoglio che poco dopo si è detto felice dell'unità ritrovata tra le due chiese: "Grazie alla volontà di Gesù siamo una sola".
E' bene ricordare che 500 anni fa, il 31 ottobre del 1517, Martin Lutero affiggeva le famose "95 tesi" sul portone della chiesa del castello di Wittenberg. Da lì la freddezza, fino all'arrivo di papa Francesco che si è detto felice e ha ringraziato il Signore perché dopo un passato contrassegnato dai conflitti oggi siamo "giunti a vivere da veri fratelli, non più da rivali".
L'incontro, avvenuto in prossimità del quinto centenario della Riforma, alla cui commemorazione Francesco si unì un anno fa a Lund, è servito ad unire ancor di più le due chiese, seguendo lo spirito del Papa che ha detto: "Siamo tutti figli, rinati in Cristo nello stesso Battesimo, e perciò fratelli". Secondo il Pontefice il ritrovarsi è stato possibile "per grazia di Dio" e "del cammino ecumenico", che hanno permesso "l'intensificarsi della comprensione, della fiducia e della collaborazione concreta tra noi". "La reciproca purificazione della memoria - ha aggiunto il Papa - è uno dei frutti più significativi di questo cammino che ci accomuna". Per Francesco il dialogo ripreso è fondamentale non solo per la chiesa "ad intra", ma anche e soprattutto per quella "ad extra", essendo "condizione irrinunciabile per l’evangelizzazione". 
E' durato 5 giorni il sequestro di don Maurizio Pallù in Nigeria. Il presbitero missionario oggi sta bene, ma ha raccontato nei giorni scorsi le giornate passate in mano al gruppo criminale prima ai cronisti che lo hanno contattato e poi, una volta rientrato in Italia, ai magistrati della procura di Roma che hanno aperto un fascicolo con ipotesi di reato: sequestro con finalità di terrorismo. "Ho avuto attimi di paura ma devo dire che ho sentito molto l'assistenza dei santi, della Vergine Maria, di Carmen Hernandez (iniziatrice del Cammino neocatecumenale, ndr). Noi abbiamo affidato la nostra missione in Nigeria alla Vergine Maria, al Sacro Cuore di Gesù, al Cuore Immacolato di Maria, a San Daniele Comboni e San Giovanni Paolo II… quindi è una squadra di ferro!", ha detto don Maurizio ai microfoni di Radio Vaticana, sottolineando di esere stato liberato il 24 ottobre, nel giorno del suo compleanno. Per il religioso, missionario come catechista del Cammino neocatecumenale, è il secondo rapimento in un anno: "Questa è stata più difficile della prima volta - ha raccontato - ma ho visto i miracoli che il Signore ha fatto, proprio grandi miracoli che il Signore ha fatto per tenerci in vita. Significa che il Signore ha un piano grosso su questo Paese perchè il demonio sta attaccando con grande forza per distruggere l'opera di Dio in questa nazione. In un anno sono stato rapito due volte ma io sono convinto che Dio distruggerà l'opera del demonio".
Sempre a Radio Vaticana, don Maurizio ha raccontato nel dettaglio il rapimento: "In tre siamo stati presi come ostaggi: un fratello nigeriano, una studentessa nigeriana, e io. Era il 12 ottobre siamo stati prelevati sulla strada, sono venuti fuori sparando e poi ci hanno portato nella foresta. Era una banda di rapinatori, abbiamo camminato abbastanza verso un luogo solitario e poi siamo stati lì, loro avevano poco da mangiare, ci davano quello che avevano, siamo andati avanti, abbiamo bevuto l'acqua del torrente, un'acqua marroncina. Poi per fortuna, dopo 5 lunghi giorni, ci hanno rilasciati intorno alle 10 di sera del 17 ottobre". 
Questo raccontava don Maurizio il 18 ottobre scorso nell'intervista a Radio Vaticana. Queste parole sono state poi ribadite dal sacerdote al procuratore aggiunto di Roma con delega al terrorismo Francesco Caporale e al pm Sergio Colaiocco (famoso per essere il sostituto procuratore che indaga sul caso di Giulio Regeni). "In quei giorni ho avuto paura di morire - ha spiegato Pallù ai magistrati romani - le persone che stavano con me sono state picchiate e minacciate ma per il fatto che indossassi l'abito di sacerdote sono stato risparmiato". Ha detto ancora il sacerdote: "Ci hanno liberato di sera e abbiamo camminato per oltre due chilometri nella boscaglia prima di poter chiedere aiuto". (Edoardo Izzo)

 

Lunedì, 23 Ottobre 2017 15:58

In Terra Santa sulle orme di Francesco

Scritto da
Papa Francesco con una lettera indirizzata al custode dei Francescani della Terra Santa, Francesco Patton, in occasione degli 8 secoli della custodia chiede ai missionari di essere sempre seminatori "pace, fraternità e rispetto nei luoghi dove il Figlio di Dio si è fatto carne". Ringraziando Patton in particolare "per le numerose iniziative religiose, pastorali e culturali" organizzate nella ricorrenza e "orientate alla riscoperta dell'encomiabile contributo" dei figli spirituali di San Francesco d'Assisi nel mantenere viva la testimonianza cristiana, nello studiare le Scritture e nell'accogliere i pellegrini in Terra santa.
Nella lettera il Pontefice ricorda l'iniziativa, realizzata da san Francesco nel 1217, di aprire l'ordine "alla dimensione 'missionaria e universale', inviando i frati in tutte le nazioni". E "tale allargamento - commenta il Pontefice - fu l’inizio di un'avventura straordinaria". Infatti, "assidui nella contemplazione e nella preghiera, semplici e poveri, obbedienti al vescovo di Roma", da allora i frati della custodia sono "impegnati a vivere nella Terra santa accanto a fratelli di diverse culture, etnie e religioni". Del resto, dice ancora il Papa, "a tutti è nota la vostra disponibilità ad accompagnare i passi dei pellegrini provenienti da ogni parte del mondo attraverso l’accoglienza e la guida", così come lo sono "la ricerca delle testimonianze archeologiche",  l'impegno "al servizio della comunità ecclesiale locale", e lo "studio attento delle Sacre Scritture".

Papa Francesco ha annunciato ieri un Sinodo per l’Amazzonia, regione che ha definito “polmone di capitale importanza per il nostro pianeta” e dove, ha ricordato, vivono popoli indigeni troppo spesso dimenticati. “Accogliendo il desiderio di alcune Conferenze Episcopali dell’America Latina, nonché la voce di diversi Pastori e fedeli di altre parti del mondo, ho deciso di convocare – ha detto all’Angelus, al termine della messa per le canonizzazioni – un’ Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la regione Panamazzonica, che avrà luogo a Roma nel mese di ottobre 2019”. “Scopo principale di questa convocazione – ha detto – individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta Amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta”. “I nuovi Santi – ha aggiunto il Papa – intercedano per questo evento ecclesiale, affinché, nel rispetto della bellezza del creato, tutti i popoli della terra lodino Dio, Signore dell’universo, e da Lui illuminati percorrano cammini di giustizia e di pace”. “Ricordo anche – ha aggiunto Francesco – che dopodomani ricorrerà la Giornata del rifiuto della miseria. Secondo Francesco, la miseria non è una fatalità: ha delle cause che vanno riconosciute e rimosse, per onorare la dignità di tanti fratelli e sorelle, sull’esempio dei santi”.

In occasione della “Giornata Mondiale dell'Alimentazione”, lo scorso 16 ottobre, Papa Francesco arrivando alla Fao ha donato e inaugurato una scultura di marmo raffigurante Aylan, il piccolo profugo siriano annegato nell'ottobre del 2015 davanti alla spiaggia di Bodrum in Turchia, con accanto un angelo con il volto segnato dal dolore. Il dono del Santo Padre è un'opera dell’artista trentino: Luigi Prevedel. Un omaggio a tutte le vittime dei naufragi in mare e un ricordo di quel bambino, che aveva solo 3 anni ed era in fuga dalla Siria.

Il Papa, insieme al direttore generale della Fao, José Graziano da Silva e a monsignor Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso le organizzazioni e gli organismi delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, ha sostato per qualche minuto davanti alla statua.

Prima di prendere la parola nell’assemblea, il Papa ha conversato brevemente nella Sala Cina con il direttore generale, con il direttore generale aggiunto, Daniel Gustafson e con il capo del Gabinetto, Mario Lubetkin. Al termine ha avuto luogo la firma del Libro d’Onore. Il Papa poi si è recato al secondo piano dell’edificio, nella Sala Caribe, dove ha salutato il Presidente, il Ministro degli Esteri e il Ministro dell’Agricoltura del Madagascar, i ministri dell’agricoltura di Italia, Canada, Francia e Stati Uniti d’America, il Sottosegretario dell’Ambiente di Gran Bretagna, il Segretario per l’Agricoltura di Germania, il Commissario Europeo per l’Agricoltura, il Commissario per l’Agricoltura dell’Unione Africana, il Ministro degli Esteri del Messico, l’Ambasciatore del Giappone alla FAO, il Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo e il Direttore Esecutivo del Programma Mondiale dell’Alimentazione.

Infine nella Sala Plenaria, dopo l’apertura dell’Incontro da parte di Enrique Yeves, la proiezione del video sul tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il Direttore Generale, Josè Graziano da Silva ha dichiarato che nel mondo ci sono 740 milioni di migranti, e che mai ce ne era stato un numero così alto. Il Papa ha poi tenuto il suo discorso, in cui ha chiesto un cambiamento di rotta, affrontando temi come il patto per le migrazioni, il disarmo, il rispetto degli accordi sul clima e la giustizia sociale, “di fronte all’aumento della domanda di alimenti è indispensabile – ha detto Papa Francesco – che i frutti della terra siano disponibili per tutti”. 

 

La famiglia tradizionale, fondamento stesso sui cui si basa la nostra società, appare in crisi. Al di le delle politiche sociali che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, sostenere la famiglia il dato sotto gli occhi di tutti è quello del calo dei matrimoni.
In Italia ci si sposa sempre meno, sempre più tardi e molti giovani preferiscono la strada meno impegnativa della convivenza rispetto a quella del matrimonio; il numero di matrimoni con rito civile sta aumentando a scapito di quelli celebrati in chiesa, crescono inoltre separazioni e divorzi.

 

Tra gli eventi che hanno preceduto il G7 ambiente uno dei più importanti è stato "La Tavola del Dialogo di Bologna. Confronto Interreligioso sulla Custodia del Creato per una Carta dei Valori e delle Azioni".
I leader spirituali e i rappresentanti delle grandi religioni mondiali si sono seduti attorno a un tavolo per redigere e firmare la Carta dei Valori e delle Azioni, documento, consegnato ai ministri nel corso del G7, che richiama cittadini, fedeli, associazioni, organizzazioni religiose e laiche, governi, all’impegno sulla salvaguardia fattiva del pianeta.

Il 9 giugno a Bologna, a poche ore dall’inizio del G7Ambiente, si apre un tavolo interreligioso internazionale sui cambiamenti climatici.  Rappresentanti delle religioni di tutto il mondo si incontrano per redigere Carta dei Valori e delle Azioni da consegnare l’11 giugno nelle mani dei ministri che – a partire dal giorno successivo – prenderanno parte al G7Ambiente. Apre i lavori il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti assieme al "padrone di casa", Monsignor matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna

“La Tavola del Dialogo di Bologna" è organizzata da Earth Day Italia in collaborazione con il Ministero per l’ambiente e il Gruppo Connect for Climate di Banca Mondiale. Coordina il tavolo di lavoro Pier Ferdinando Casini, Presidente della Commissione Esteri del Senato. Il forum già dal titolo dichiara i suoi obiettivi: innescare uno scambio incisivo su un piano diverso ma assolutamente sinergico con la politica sull’emergenza climatica del pianeta. La Carta dei Valori e delle Azioni vuole quindi essere un richiamo al fatto che le religioni possono giocare un grande ruolo, specie lì dove i governi falliscono, nel mobilitare i cittadini del mondo a chiedere un cambiamento di stili di vita al fine di proteggere il pianeta.

Coinvolti nel tavolo della mattina esponenti spirituali delle principali religioni mondiali:

  • HE Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli (messaggio di partecipazione) 
  • SE Monsignor Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna 
  • HE Dr. Adnan Badran in rappresentanza di HRH Hassan Bil Talal Principe di Giordania
  • Alfonso Arbib, Presidente dell'Assemblea Rabbinica dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
  • Giorgio Raspa, Presidente Unione Buddhista Italiana
  • Swamini Hamsananda Ghiri, Presidente del Comitato del Dialogo dell'Unione Induista Italiana, Sanatana Dharma Samgha

 

Una performance artistica esclusiva  del Maestro Roberto Cacciapaglia chiuderà la mattinata, mentre il pomeriggio Andrea Stocchiero (Focsiv) modererà un workshop che vede la partecipazione di:  

  • Rav Alberto Sermoneta, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Bologna; interviene anche in rappresentanza di The Italian Council for a Beautiful Israel
  • Imam Yahya Pallavicini, Presidente CO.RE.IS (Comunità Religiosa Islamica Italiana)
  • Cecilia Dall'Oglio, in rappresentanza Global Catholic Cimate Movement
  • Mariangela Falà, Presidente della Fondazione Maitreya, Istituto di Cultura Buddhista 
  • Gianluca Troiano, in rappresentanza del Progetto Ambientalista dell'Unione Induista Italiana Sanatana Dharma Samgha
  • Fausto Verti, Coordinatore di Religions For Peace, Varese
  • Mattias Söderberg, in rappresentanza di Act Alliance 
  • Fausto Prandini, Movimento dei Focolari, responsabile OVERSEAS onlus

"La nostra idea – dichiara Pier Luigi Sassi Presidente di Earth Day Italia -  è arricchire a livello mondiale il panel del confronto su tema ambiente, mettendo in connessione tra di loro i rappresentanti delle principali religioni e questi con le istituzioni nazionali e internazionali.  Dopo la decisione di Trump di far uscire gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi, infatti, trovare nuovi e più forti punti di convergenza tra i Paesi è diventato ancora più urgente”. 

Pagina 1 di 8

Informazioni aggiuntive