Nuovi stili di vita: recuperare il rapporto con le cose, le persone, la natura e la mondialità.

Scritto da   Domenica, 16 Novembre 2014 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Padre Adriano Sella, coordinatore della Rete interdiocesana Nuovi Stili di Vita, interviene su “A Conti Fatti”, programma realizzato da Economiacristiana.it e trasmesso da Radio Vaticana Italia


Padre Adriano, domenica 9 novembre la Giornata della custodia del Creato è stata celebrate per la prima volta dalla Diocesi Roma. Che significato ha questo evento?
Per la Diocesi di Roma è stata la prima volta, quindi un evento molto importante, che mostra come la Diocesi attraverso diversi uffici, quindi il settore zona centro, attraverso il vescovo Matteo Zuppi, poi l'ufficio missionario, l'ufficio Caritas e la collaborazione di altri uffici, abbia voluto celebrare questa giornata per la Custodia del Creato proprio per rendere visibile un impegno che deve essere di tutta la Diocesi, di tutti i cristiani, quello della custodia del creato.
Questa giornata è stata indetta dai vescovi italiani diversi anni fa nel 2006, e già diverse diocesi la celebrano ogni anno. Io faccio parte della diocesi di Padova, noi la celebriamo già dal 2006. Abbiamo individuato questa iniziativa, molto importante per celebrare la giornata per la custodia del creato, abbiamo cercato di capire il periodo migliore, proprio per vivere questo momento e anche le varie collaborazioni soprattutto dei francescani, della Basilica Santi dodici Apostoli, infatti poi è stata celebrata nella piazza dei Santi Apostoli.
C'è stato tutto questo coinvolgimento anche di varie realtà del mondo religioso della Diocesi di Roma. Lo ritengo un passo molto importante, è l'inizio di un cammino che si vuole fare. Si vuole continuare a celebrarla ogni anno, ma non solamente con un evento che richiama tutta la realtà della diocesi, ma anche cominciare a coinvolgere le comunità cristiane, perché l'obiettivo sarà proprio questo: che tutte le realtà parrocchiali possano dedicare almeno una giornata a questa grande attenzione della custodia del creato.

 

Lei è coordinatore della Rete interdiocesana Nuovi Stili di Vita, un progetto con sede Padova ma che ormai coinvolge 77 diocesi in tutta Italia. Di che cosa si occupa e quali sono gli obiettivi?
La rete interdiocesana Nuovi stili di vita, è nata nel 2007, promossa dalla realtà che noi abbiamo messo in piedi a Padova come nuovi stili di vita. A Padova abbiamo già dal 2006 una pastorale dei nuovi stili di vita, poi abbiamo pensato di mettere assieme le prime diocesi che avevano iniziato a lavorare proprio in questo campo e da sei diocesi siamo arrivati a 77, ci scambiamo esperienze, iniziative, c'è proprio quello che si chiama scambio di saperi; poi insieme cerchiamo di individuare dei percorsi, delle piste pastorali, perché tutti abbiamo quest'impegno di coinvolgere tutta la realtà ecclesiale della propria diocesi a partire dalle comunità cristiane, dai gruppi ecclesiali dei movimenti e cerchiamo di capire con quali modalità, con quali percorsi, quali piste pastorali. È una realtà molto bella che sta crescendo sempre di più, siamo presenti un po' in tutta Italia. C'è una bella realtà sia nel centro nord, noi siamo a Verona, che è una prima area, poi c'è tutta la fascia adriatica, poi c'è l'area siciliana, poi una quarta area che chiamiamo tirrenica che va dalla Toscana alla Calabria.

 

Quali sono i nuovi stili di vita?
Noi abbiamo strutturato tutto questo impegno, questa pastorale dei nuovi stili di vita, prima di tutto sottolineando che nuovi stili di vita significa lavorare sul proprio quotidiano. Ogni giorno noi facciamo tante scelte e molte volte corrispondono a vecchi stili di vita che hanno un impatto ambientale molto forte, e lo sappiamo anche dai cambiamenti climatici. Non c’è solo la questione ambientale, ma un impatto anche umano; io sono preoccupato per la povertà relazionale che noi abbiamo in occidente, che è una povertà sempre più forte, la cosiddetta ecologia umana è molto importante.
A partire dal quotidiano possiamo fare tante azioni e abbiamo cercato di capire quali sono quelle dimensioni fondamentali della vita quotidiana sui cui possiamo lavorare ogni giorno e tutti.
Le abbiamo individuate attraverso quattro rapporti: con le cose, con le persone, con la natura, con la mondialità.
Parliamo di nuovo rapporto, perché il rapporto attuale è un rapporto difficile. Per esempio con le cose abbiamo un rapporto difficile, molte volte siamo noi schiavi delle cose, invece dobbiamo solamente scoprire il giusto valore delle cose e le cose devono essere a nostro servizio per la qualità della vita. Invece sappiamo che tutto il sistema economico è impostato in maniera tale che il primo obiettivo è il profitto, fare profitto non è essere al servizio dell'umanità.
Dobbiamo portare avanti tutto questo impegno attraverso molte azioni concrete. Andare a fare la spesa usando la nostra testa, quindi un consumo responsabile, etico, intelligente, la mobilità sostenibile, ecco il nuovo rapporto con la natura, quindi trattare la natura con rispetto non come se fosse una merce perchè che fa parte di questo grande dono di Dio che è il Creato.
Dobbiamo veramente cominciare a lavorare sul problema dei rifiuti che sappiamo, un problema enorme, fonte di inquinamento: dobbiamo camminare verso quell'obiettivo chiamato rifiuti zero, che significa prima di tutto riduzione dei rifiuti e poi la raccolta differenziata. Ogni giorno possiamo ridurre i rifiuti, dal momento in cui andiamo a fare la spesa, comprare prodotti meno imballati, prodotti sfusi, alla spina.
E ancora, ci moviamo solitamente con l'automobile, anche per fare pochi chilometri o per viaggi che non sono intelligenti; dobbiamo cominciare ad usare di più i nostri piedi, la bicicletta e se usiamo l'automobile usarla in forma intelligente. Abbiamo oggi delle forme intelligenti dell'uso dell'automobile come car sharing, carpooling, piedibus.
C’è poi tutto l'aspetto che noi chiamiamo nuovo rapporto con le persone e con la mondialità, recuperare la ricchezza relazionale, perché oggi viviamo un po' tutti questa povertà relazionale che approda alla solitudine o al disagio che c'è sempre più forte anche da parte giovanile di sentirsi sole.
Bisogna riscoprire la ricchezza relazionale e capire che quello che genera felicità non sono gli oggetti, l'accumulo delle cose, ma sono i beni relazionali. Allora qui c'è tutto un lavoro che parte dal saluto per esempio, perché ormai anche in città la gente non si saluta più, oppure sappiamo negli appartamenti o nei condomini quanto è difficile relazionarsi a partire dal saluto. Ecco da lì si possono fare tante cose, oppure da altre esperienze che oggi abbiamo, ad esempio sempre più coppie giovani dal giorno del matrimonio prendono l’impegno per cui nel momento dei pasti della famiglia la TV rimane spenta per accendere le relazioni umane.

 

I Nuovi Stili di Vita che proponete partono dal Vangelo e non sono lontani dalla vita quotidiana delle persone. Potrebbero riportare unione tra questi due ambiti spesso purtroppo percepiti come distanti da una parte della nostra società?
Esatto. Da un punto di vista cristiano, recuperiamo attraverso nuovi stili di vita quel nesso tra fede e vita, altrimenti rischiamo che tutto rimane su quell'andare a Messa la Domenica e poi tornare a casa e si volta pagina.
Dobbiamo partire dall'Eucarestia, se si vive una vera Eucarestia si torna a casa carichi di una grande speranza e soprattutto della forza di Dio che ci aiuta a cambiare la nostra vita e a mettere in atto stili che vengono dal Vangelo.
Basta guardare lo stile di vita di Gesù, nei confronti dei suoi contemporanei, Lui aveva uno stile nuovo, quando lui si muoveva, incontrava la gente, poveri, cechi, zoppi, storpi e lebbrosi che tentavano di avvicinarlo
C'era la tendenza ad allontanarli, anche quelli della sua comunità, mentre Gesù che cosa fa? Li fa avvicinare non li respinge, ma non fa assistenzialismo, li libera dalla loro situazione e li porta a vivere una vita nuova, una vita piena.
Ecco allora il nostro impegno che parte proprio dalla nostra fede, quello di cambiare la vita, attraverso dei nuovi stili di vita che dobbiamo mettere in atto ogni giorno.  

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