Mons. Zuppi: consumismo e sviluppo ad ogni costo inganno che i giovani hanno capito

Scritto da   Domenica, 30 Ottobre 2016 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Custodia del creato. L'arcivescovo di Bologna, Monsignor Matteo Zuppi, interviene su "A Conti Fatti", trasmissione a cura della redazione di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

 

Monsignor Zuppi durante il Forum Terra Italia del 24 ottobre scorso lei ha sottolineato che questa è l'unica casa che abbiamo e che abbiamo il dovere di conservarla e di custodirla. Le giovani generazioni hanno una sensibilità in questo senso?
Io credo di si, hanno una sensibilità forse anche più acuta delle generazioni meno giovani che hanno vissuto l'euforia e la distorsione del consumismo, dell’idea di uno sviluppo sempre possibile e di un consumo come via della felicità.
Le giovani generazioni hanno chiaro che questo è invece un inganno, che in realtà ha creato delle condizioni di vita difficilissime per molti e ha messo un'ipoteca sulla casa comune. Dobbiamo aiutare le giovani generazioni a vivere questa evidenza con una rinnovata consapevolezza.

 

Questa consapevolezza è presente anche nella classe dirigente del paese?
La consapevolezza c’è, poi quanto questo si traduca in scelte operative e in una determinazione a farle applicare a portarle avanti è un altro discorso perché purtroppo qualche volta prevale l'interesse immediato, la tattica, la considerazione breve.
Viviamo poco il principio dell'Evangelii Gaudium per cui il tempo supera lo spazio; molte volte la nostra classe dirigente, e forse tutti quanti noi, è segnata dallo spazio, dal visibile, da quello che è immediato, mentre invece il tema dell'ambiente e del futuro richiedono un investimento che vada oltre l'immediato, che guardi a quello che ci sarà dopo di noi.

 

Una mancanza di lungimiranza che ci viene ricordata, ogni volta, come è successo in queste ore, dai terremoti. È la natura ad essere cattiva o l'uomo ad essere sciocco?
La natura è un mistero che a volte rivela una forza brutale, che diventa cattiva, che colpisce l'uomo e l'uomo è sciocco nel senso che è presuntuoso. C’è questa vanità dell'uomo che crede di poter dominare la natura, di non dover fare i conti con i propri limiti e quindi di difendersi, per esempio costruendo delle case che possano resistere. Da sempre l'Italia è colpita dai terremoti eppure incredibilmente non preveniamo con intelligenza; aveva ragione il Vescovo di Rieti quando, nell'omelia per le vittime del terremoto di Amatrice, si è chiesto dove è l'uomo e non dove è Dio.

 

Eventi come questo fanno comprendere la piccolezza dell'uomo rispetto alla grandezza del creato?
Questi eventi ci fanno ricomprendere, in maniera dolorosa, la nostra piccolezza che non dobbiamo mai dimenticarla per essere davvero grandi.
È il peccato originale, sostanzialmente. Quando l'uomo vuol essere Dio e dimentica la propria debolezza, costruisce degli inferni per se e per gli altri.

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