Una Carta dei Valori per la Custodia del Creato. Religioni unite contro il Climate Change In evidenza

Scritto da   Domenica, 11 Giugno 2017 16:01 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Una Carta dei Valori per la Custodia del Creato. Religioni unite contro il Climate Change

Tra gli eventi che hanno preceduto il G7 ambiente uno dei più importanti è stato "La Tavola del Dialogo di Bologna. Confronto Interreligioso sulla Custodia del Creato per una Carta dei Valori e delle Azioni".
I leader spirituali e i rappresentanti delle grandi religioni mondiali si sono seduti attorno a un tavolo per redigere e firmare la Carta dei Valori e delle Azioni, documento, consegnato ai ministri nel corso del G7, che richiama cittadini, fedeli, associazioni, organizzazioni religiose e laiche, governi, all’impegno sulla salvaguardia fattiva del pianeta.


Ad aprire la Tavola del Dialogo è stata Sua Eminenza Monsignor Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna che a margine dell’incontro ha rilasciato alcune dichiarazioni.

La Laudato si’ ha tracciato una nuova linea nell’impegno del Vaticano sui cambiamenti climatici. L’incontro di oggi è conseguenza e prosecuzione ideale della Laudato si’?

E' senz'altro una conseguenza, perché nella Laudato si' è molto presente l'aspetto del ruolo delle religioni e del dialogo tra le religioni per la difesa della Casa Comune, ma è una conseguenza anche perché la Laudato si' voleva spingere per un processo, ed è ovviamente responsabilità degli uomini di religione che questo processo vada avanti, anche perché se non va avanti e resta fermo e questo vorrebbe dire che le cose peggiorano. Il processo di difesa del creato non può non andare avanti, altrimenti il creato stesso viene messo in discussione per cui credo che sia nello spirito della Laudato si' e della continuazione di quella preoccupazione, cioè evitare di arrivare a un punto di non ritorno.

 

Oggi è emerso che la difesa dell’ambiente è terreno comune di confronto tra religioni diverse. Possono le religioni arrivare dove la politica rischia di fallire?
Possono e devono arrivare dove la politica rischia di fallire perché le religioni hanno una riserva etica, mentre la politica qualche volta bisticcia con l'etica; le religioni non debbono bisticciare con l'etica, non devono bisticciare tra di loro e hanno quindi un monito, un invito, una convinzione, un’indicazione da offrire a tutti di carattere, appunto, etico.
Anche oggi la convergenza sull'importanza di Dio, del creatore, per capire il creato e per evitare che l'uomo si pensi creatore e quindi rovini il creato, mi sembrava univoca per tutti quanti gli esponenti delle religioni e credo che sia un’indicazione importante perché il creato non venga sfruttato da un uomo predatore.

 

Nel suo intervento lei ha detto che se il creato non è custodito è incustodito e che in questa situazione il forte prevale sul debole. È quello che sta succedendo in questo momento?
E' quello che già è successo per cui i più forti prendono quello che gli serve e tolgono a chi non ha e a chi non conta. Il rapporto fra sfruttamento del creato e povertà è evidente ed è indicato chiaramente nella Laudato si'. Credo che anche per questo l'etica difende sempre i più deboli difendendo il creato, ma alla fine difende anche i più forti perché altrimenti anche il più forte nel consumismo in realtà impazzisce e vive una dipendenza, si deforma. Custodire il creato penso sia l'unica via per guardare al futuro.

 

L’incontro di oggi può essere il primo di una serie. Bologna può diventare la capitale del dialogo?
Spero che accada sia a Bologna che altrove, penso allo spirito di Assisi, a come le motivazioni del creato sono sempre state nel dibattito che negli anni successivi ad Assisi sono state portate avanti con la comunità di Sant'Egidio e con altri. Io credo che Bologna possa rappresentare senz'altro una sede perche queste preoccupazioni e questa convergenza fra uomini di religione e responsabili di governo deve andare avanti e deve continuare.

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