Dichiarazione comune tra Chiesa Cattolica e Assira su vita sacramentale. Papa: ulteriore passo verso la celebrazione allo stesso altare

Scritto da   Venerdì, 01 Dicembre 2017 14:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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"Con voi rendo grazie al Signore per l’odierna firma della Dichiarazione comune, che sancisce la lieta conclusione della fase riguardante la vita sacramentale". Lo ha detto Papa Francesco ai membri della Commissione Mista per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Assira dell’Oriente. Il Pontefice - scrive  FarodiRoma - si è detto felice per quello che sembra un nuovo passo verso "quel giorno benedetto e tanto atteso, nel quale avremo la gioia di celebrare allo stesso altare la piena comunione nella Chiesa di Cristo". Un ulteriore passo che è innanzitutto un ulteriore avvicinamento tra le due Chiese dopo la storica Dichiarazione cristologica firmatanella Capitale nel 1994. "Confessata la stessa fede nel mistero dell’Incarnazione" - ha ricordato il Papa nel suo messaggio - la Commissione mise in programma due fasi: una sulla teologia sacramentale e una sulla costituzione della Chiesa. Il Pontefice ha particolarmente messo in evidenza l’importanza del segno della croce in questo cammino ecumenico comune, simbolo esplicito di unità tra tutte le celebrazioni sacramentali: "Facendo il segno della croce, richiamiamo le piaghe di Cristo, quelle piaghe che la risurrezione non ha cancellato, ma ha riempito di luce. Così pure le ferite dei cristiani, anche quelle aperte, quando sono attraversate dalla presenza viva di Gesù e dal suo amore, diventano luminose, diventano segni di luce pasquale in un mondo avvolto da tante tenebre". "Quando guardiamo alla croce o facciamo il segno della croce - ha detto ancora il Papa - siamo anche invitati a ricordarci dei sacrifici sofferti in unione con quello di Gesù e a stare vicini a quanti portano oggi una croce pesante sulle spalle". "Alcuni autori della Chiesa Assira dell’Oriente hanno inserito il segno della croce tra i misteri sacri, nella convinzione che ogni celebrazione sacramentale dipenda proprio dalla Pasqua di morte e risurrezione del Signore". Una "bella intuizione" dice ancora Papa Francesco, perché "il Crocifisso Risorto è la nostra salvezza e la nostra stessa vita" e "dalla sua croce gloriosa" "sgorga l’unità tra i sacri misteri che celebriamo, ma anche tra di noi, che siamo stati battezzati nella stessa morte e risurrezione del Signore".

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