Sant'Egidio, 50 anni in prima linea

Scritto da   Mercoledì, 14 Febbraio 2018 11:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto: Antranias/pixabay.com
Un popolo in festa. Oltre 10 mila persone si sono recate nella cattedrale di San Giovanni per festeggiare i 50 anni di Sant’Egidio. Il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, nella sua omelia è partito dal Vangelo, raccontando la guarigione del lebbroso. "Liberare tanti, come il lebbroso di Cafarnao. Liberare dalla lebbra dell’esclusione. Nessuno é escluso davanti a Dio. Avete creduto che la pace é possibile. Penso all’Africa (ed ai suoi conflitti). La via della compassione é stata ed é la via della vostra comunità". 
La compassione, ha spiegato il cardinale Parolin, è stata la chiave prima italiana e poi mondiale dell’azione della Comunità di Stant'Egidio, insieme all’impegno per il dialogo. Quando il lavoro si è esteso nel mondo infatti la "lebbra" della povertà è stata curata da Sant’Egidio in tante altre forme: ha citato il progetto portato in Africa per la cura con i farmaci più moderni ed efficaci dei malati di Aids, le mediazioni di pace per popoli che sembravano condannati a non poter essere liberati dalla violenza e dalla guerra, e poi la novità dei corridoi umanitari per migranti e richiedenti asilo, soprattutto dalla Siria e dal Corno d’Africa. Una compassione dunque legata alla compassione di Gesù che "è il cuore del suo rapporto con le persone". 
"La guarigione operata da Gesù - ha proseguito Parolin - libera "dalla segregazione", così come liberare dalla segregazione e dalla solitudine, inserendo nel circuito della vita, è quello che fate da quando – giovani studenti – avete affrontato con passione le borgate romane, oltrepassando tante barriere", ha detto rivolgendosi direttamente ai presenti, tra i quali il fondatore Andrea Riccardi e il presidente Marco Impagliazzo. Con loro, l’arcivescovo vicario di Roma, Angelo De Donatis, rappresentanti della comunità in vari paesi, ambasciatori e cristiani di diverse confessioni.
Diverse migliaia - scrive il quotidiano online FarodiRoma - le persone che hanno partecipato alla liturgia per il 50° di Sant’Egidio. Il popolo di Sant’Egidio, dove si confonde chi é servito e chi serve (come ha ricordato il card. Parolin nell’omelia) ha riempito la basilica di San Giovanni in Laterano piena nella navata centrale come nelle quattro laterali ha ospitato per l’occasione oltre 10 mila persone.
"Una parola: grazie. Avete capito presto che la domanda di giustizia non era soltanto planetaria e astratta ma riguarda le persone. Avete scelto di stare con i più deboli", ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al termine della funzione in Laterano. "Ho incontrato la Comunità di Sant’Egidio in 25 dei vostri 50 anni – ha aggiunto – e camminando con voi ho scoperto tante cose. La prima è che la vostra è una presenza esigente, quando voi vedete una piaga non tirate indietro il dito. Penso alle vostre battaglie sui Rom in questa città, soprattutto sulle condizioni di vita dei bambini – ha concluso – scomode per chi in questa città aveva responsabilità di governo ma ne dovete essere orgogliosi perché avete contribuito a migliorare questa città".
Foto: Antranias/pixabay.com
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