Si è dimesso monsignor Viganò. Il Papa lo nomina assessore della Segreteria per la Comunicazione

Scritto da   Lunedì, 26 Marzo 2018 10:24 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto: kiselevaelv/pixabay.com

Alla fine le dimissioni di monsignor Edoardo Viganò, ormai ex prefetto della segreteria per la Comunicazione, sono state accettate da Papa Francesco. Fino alla nomina del nuovo Prefetto, la SPC sarà guidata dal Segretario del medesimo Dicastero, monsignor Lucio Adrián Ruiz. Viganò rimarrà come assessore per il Dicastero della comunicazione. Ad annunciarlo il portavoce della Santa Sede, Greg Burke.

In una lettera personale a monsignor Viganò il Papa lo ringrazia della disponibilità a farsi da parte e gli chiede di restare nel dicastero come “assessore”. Ecco il testo. “Reverendissimo Monsignore a seguito dei nostri ultimi incontri e dopo aver a lungo riflettuto e attentamente ponderate le motivazioni della sua richiesta a compiere “un passo indietro” nella responsabilità diretta del Dicastero per le comunicazioni, rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica,le dimissioni da Prefetto. Le chiedo di proseguire restando presso il Dicastero, nominandola come Assessore per il Dicastero della comunicazione per poter dare il suo contributo umano e professionale al nuovo Prefetto al progetto di riforma voluto dal Consiglio dei Cardinali, da me approvato e regolarmente condiviso. Riforma ormai giunta al tratto conclusivo con I’imminente fusione dell’Osservatore Romano all’ interno dell’unico sistema comunicativo della Santa Sede e I’accorpamento della Tipografia Vaticana. Il grande I’impegno profuso in questi anni nel nuovo Dicastero con Io stile di disponibile confronto e docilità che ha saputo mostrare tra i collaboratori e con gli organismi della Curia romana ha reso evidente come la riforma della Chiesa non sia anzitutto un problema di organigrammi quanto piuttosto l’acquisizione di uno spirito di servizio. Mentre La ringrazio per l’umiltà e il profondo sensus ecclesiae, volentieri la benedico e la affido a Maria”.

Ecco il testo della lettera di monsignor Viganò al Papa. “Padre Santo in questi ultimi giorni si sono sollevate molte polemiche circa il mio operato che, al di li delle intenzioni, destabilizza il complesso e grande lavoro di riforma che Lei mi ha affidato nel giugno del 2015 e che vede ora, grazie al contributo di moltissime persone a partire dal personale, compiere il tratto finale. La ringrazio per l’accompagnamento paterno e saldo che mi ha offerto con generosità in questo tempo e per la rinnovata stima che ha voluto manifestarmi anche nel nostro ultimo incontro. Nel rispetto delle persone, persone che con me hanno lavorato in questi anni e per evitare che la mia persona possa in qualche modo ritardare, danneggiare o addirittura bloccare quanto già stabilito del Motu Proprio L’attuale contesto comunicativo del 27 giugno 2015, e soprattutto, per l’amore alla Chiesa e a Lei Santo Padre, Le chiedo di accogliere il mio desiderio di farmi in disparte rendendomi, se Lei lo desidera, disponibile a collaborare in altre modalità. ln occasione degli auguri di Natale alla Curia nel 2016, Lei ricordava come “la riforma sarà efficace solo e unicamente se si attua con uomini “rinnovati” e non semplicemente con “nuovi” uomini. Non basta accontentarsi di cambiare il personale, ma occorre portare i membri della Curia a rinnovarsi spiritualmente, umanamente e professionalmente.

La riforma della Curia non si attua in nessun modo con il cambiamento delle persone – che senz’altro avviene e avverrà – ma con la conversione nelle persone”.
Credo che il “farmi in disparte” sia per me occasione feconda di rinnovamento o, ricordando
l’incontro di Gesr) con Nicodemo (Gv 31,L), il tempo nel quale imparare a “rinascere dall’alto”. Del
resto non d la Chiesa dei ruoli che Lei ci ha insegnato ad amare e a vivere, ma quella del servizio,
stile che da sempre ho cercato di vivere. Padre Santo, La ringrazio se vorrà accogliere questo mio “farmi in disparte” perchè la Chiesa e il suo cammino possa riprendere con decisione guidata allo Spirito di Dio.
Nelchiederle la sua benedizione, Le assicuro una preghiera per il suo ministero e per il cammino di
riforma intrapreso”.

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