Nel fattore di umanizzazione del divino la continuità del culto mariano che unisce Oriente e Occidente In evidenza

Scritto da   Martedì, 22 Maggio 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Nel fattore di umanizzazione del divino la continuità del culto mariano che unisce Oriente e Occidente

Quella di Maria è una delle figure centrali del credo e delle fede cristiana. Su di lei molto si è scritto nel corso dei secoli ed è vastissima la produzione artistica e iconografica che vede la Vergine come protagonista.
L’Istituto Treccani ha recentemente sistematizzato questi materiali proponendone una lettura originale nell’opera “Maria. Il culto da Oriente a Occidente”, un volume che ricostruisce non solo l'importanza della figura della Vergine per la teologia cristiana, ma anche il suo ruolo di ponte tra culture anche molto diverse tra loro.
Ne parla intervenendo su “A Conti Fatti” il curatore dell’opera, il professor Carlo Ossola, filologo, docente presso il Collège de France di Parigi.

 

“Maria. Il culto da Oriente a Occidente”. Come è strutturata l’opera?
È un'opera che associa le immagini, cioè le attestazioni di manufatti pittorici, musivi, ex voto, in un ampio raggio che va dall’Oriente, dove il culto nel mondo ortodosso, specialmente slavo, si è più rapidamente imposto, anche con feste mensili che sono nella memoria collettiva, a Occidente con un’idea di
testare quanto sia viva la presenza di Maria nel mondo contemporaneo.
I secoli diciannovesimo e ventesimo hanno definito il dogma dell'Immacolata Concezione e quello dell'Assunzione con una vivacità legata anche a luoghi di culto o a miracoli che non si possono riscontrare per altri elementi della vita della Chiesa.
Si potrebbe dire che come i primi secoli cristiani hanno visto  querelle, discussioni e scismi su temi come ad esempio la Trinità, le Persone e il modo nel quale esse si legano l'una all'altra, così la contemporaneità ha invece messo i propri accenti, dalle definizioni dogmatiche ai romanzi, su Maria.
Su Maria ci sono enciclopedie in più volumi, antologie letterarie ed era quindi importante trovare degli elementi di novità che abbiamo trovato da un lato attraverso un’attestazione di immagini meno usuali come per esempio Maria bambina oppure, nei culti che vengono dal mondo ortodosso, la dormitio, il transitus Marie, e dall’altro accostando ai testi canonici anche i vangeli apocrifi, specie quelli dell'infanzia di Gesù o lo pseudo Matteo che hanno grande ricchezza di testimonianze che riguardano Maria.

Maria può definirsi un ponte tra mondi diversi: in che modo il suo culto ha contaminato o è stato contaminato dalle culture dei luoghi che sono descritti nell'opera?
Ci sono dei contributi che riguardano l'annuncio di Maria, come ad esempio il riferimento all’albero di Jesse, che già nell'Antico Testamento preparano la sua venuta; d'altro lato ci sono capitoli molto importanti del Nuovo Testamento, gli apocrifi, il culto di Maria nel mondo islamico, e dal versante iconografico ci sono attestazioni che vanno da santuari mariani in estremo oriente a santuari mariani in estremo occidente fino Guadalupe nell’America latina. C’è stato lo sforzo di rappresentare quella che è la grande varietà e la grande ricchezza di culti mariani.
Potremmo dire che Maria è quel supplemento d'anima che ha arricchito la storia del cristianesimo di un grande fervore che anche al di là delle questioni relative alla definizione del divino perchè mentre sulla Trinità i cristiani si sono spesso divisi, su Maria si sono invece più largamente conciliati.

Quali sono gli elementi che distinguono il culto mariano d'oriente da quello d’occidente ?
Ad Oriente, probabilmente anche per questioni storiche che vedono in Maria la genitrice, la Theotókos, alla base della storia cristiana, il culto mariano ha un radicamento liturgico più formale che a Occidente dove i santuari mariani non sono tanto legati a delle feste rese canoniche dall'anno liturgico, ma a miracoli e a luoghi di culto anche talvolta in continuità con i siti nei quali il mondo pagano aveva segnalato la presenza della dea della fecondità.
In Maria c'è un pò tutto: c'è la genitrice di Gesù, c'è la continuità con il mondo che si rinnova e c'è questo ruolo fortissimo che è quello di introdurre, come dice Dante negli ultimi versi del Paradiso, la nostra carne e il nostro volto nella Trinità. C’è quindi c'è questo aspetto di umanizzazione del divino che forse in fondo è il più importante tra gli aspetti di continuità del culto mariano.

 

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