Preghiera e azione: i movimenti cristiani si mobilitano per salvare il pianeta In evidenza

Scritto da   Martedì, 24 Luglio 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto: Pixabay.com

Dal 5 al 7 luglio, la Città del Vaticano ha ospitato una conferenza internazionale di alto livello. L'occasione è stata il terzo anniversario dell'enciclica Laudato Sì, il documento di papa Francesco in difesa del pianeta Terra, minacciato da inquinamento, cambiamento climatico e sfruttamento eccessivo delle risorse. La conferenza non ha usato mezzi termini fin dal titolo: “Salvare la nostra casa comune e il futuro della vita sulla Terra”. Per riuscire in questo salvataggio, durante il dibattito è emersa la necessità di creare un movimento dal basso ispirato all'ecologia integrale teorizzata dal pontefice: ovvero una nuova disciplina che concili le esigenze economiche con i diritti sociali, i processi tecnologici e produttivi del mondo moderno con la tutela dell'ambiente.
Ne abbiamo parlato con Tomàs Insua, fondatore del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, tra i promotori e gli animatori della conferenza, intervistato nel programma “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

 

 

La conferenza aveva un titolo in qualche maniera spaventoso: “Salvare la nostra casa comune e il futuro della vita sulla terra”. Può farci una sintesi e parlarci delle conclusioni di questa conferenza che danno il via a un processo importante per il mondo cristiano e cattolico?

La conferenza sulla Laudato Si' in Vaticano è stata molto importante: un incontro per parlare sul messaggio dell'enciclica di papa Francesco e la sua importanza; in questo anno 2018 ci sono tanti eventi politici importanti, e quindi era [pensata] per creare uno spazio di dialogo con politici, scienziati e leader di diversi settori. L'obiettivo principale era sensibilizzare sull'urgenza della crisi climatica. È importante: nel suo intervento al convegno, papa Francesco ha parlato della “crisi climatica”: noi parliamo sempre del “cambiamento climatico”, ma il papa utilizza la parola “crisi” per ricordarci la vera urgenza. Ad esempio, nell'incontro abbiamo ascoltato un importante scienziato della Pontificia Accademia delle Scienze, il professor Schellnhuber (direttore del Postdam Institute for Climate Impact Research, ndr.) che ha fatto una chiamata perché non c'è tempo da perdere: la crisi della nostra casa comune, il pianeta Terra, è molto grave e urgente. Il richiamo è stato anche per agire nei vertici che ci saranno a dicembre: la COP24 in Polonia sull'implementazione dell'Accordo di Parigi. Dopo ci sarà un altro incontro a San Francisco in California, il Global Climate Action Summit, che sarà anche sulla responsabilità delle istituzioni: non solamente dei governi, ma delle altre istituzioni, nell'agire contro la la crisi climatica; un focus deciso sull'uso dei combustibili fossili. Abbiamo parlato molto su che cosa dobbiamo fare per accelerare la transizione dalle fonti fossili, che sono sporche e inquinano, alle fonti di energia pulita e rinnovabile.

A proposito di fonti fossili, è notizia recente che l'Irlanda è il primo paese del mondo a mettere virtualmente al bando i combustibili fossili: il Parlamento ha vaato una legge che impedisce ai fondi statali di investire in compagnie che abbiano a che fare lo sfruttamento delle fonti di energia fossile.

La Caritas in Irlanda, che si chiama Trocair, ha avuto un ruolo molto importante: ha fatto una campagna molto grande per chiedere questa decisione del disinvestimento. Quindi la Chiesa, attraverso Caritas Irlanda, ha avuto un ruolo molto importante in quella decisione e in quella legge. È anche bene ricordare che ci sono tante iniziative fuori e dentro la Chiesa: c'è questa grande campagna a livello globale sul disinvestimento dai combustibili fossili (“divestment” in inglese, in Italia: #disvestitaly, ndr.). Nella Chiesa ci sono più o meno cento organizzazioni che già hanno preso questa decisione del disinvestimento. Per esempio Caritas Internationalis e tante altre realtà cattoliche che dicono: la crisi del cambiamento climatico è così grave e importante che non si può continuare ad investire in questa industria del petrolio, del gas, del carbone che hanno un impatto così negativo sulla nostra casa comune, sui poveri e sulle future generazioni. Quindi il messaggio in forma profetica è dire: questa industria deve cambiare; non possiamo continuare a estrarre e produrre combustibili fossili come facciamo adesso.

Questo è un segnale concreto che però voi chiedete anche al mondo cattolico. Ad Assisi, dal primo settembre, partirà la “Stagione del Creato”; che cos'è? e che cosa chiederete ai leader religiosi che saranno lì in quei giorni?

Il tempo del Creato comincerà il primo settembre, la Giornata Mondiale di Preghiera per il Creato e si concluderà il 4 ottobre, la festa di San Francesco d'Assisi. Quindi tutto il mese di settembre sarà un tempo speciale per i cristiani di diverse chiese: un'iniziativa ecumenica per pregare e agire insieme per il creato. È un'iniziativa bellissima: ci sono tante idee su che cosa fare per parrocchie o altre comunità locali, per celebrare Dio creatore e il Creato.
È momento molto importante: a settembre c'è anche questo vertice in California, a San Francisco, quindi è anche una buona opportunità per parrocchie e altre istituzioni cattoliche per cominciare ad implementare, a livello locale, ad esempio l'energia solare. Ci sono tante possibilità di implementare la Laudato Si' nella comunità. Nel sito web della Stagione del Creato ci sono tante idee tra cui cercare.

Un aspetto interessante, emerso in un suo intervento alla conferenza in Vaticano, è che il Movimento Cattolico per il Clima chiede anche ai leader di dare l'esempio con la propria condotta di vita quotidiana. Ci sono delle lettere di intenti firmate dai grandi leader religiosi cristiani che interverranno a questo convegno di Assisi: anche a papa Francesco in qualche modo si chiede di dare l'esempio, oltre a quello che già sta facendo.

Si, è importante, assolutamente. In questo convegno sulla Laudato Si', si è parlato della necessità di dimostrare che pensiamo al Creato con le nostre proprie iniziative personali. È importante un cambiamento degli stili di vita. Non è una nostra richiesta, ma una richiesta dalla Laudato Si': l'enciclica è molto chiara nel chiedere assolutamente a tutti noi di cambiare il nostro stile di vita. Siamo in questo mondo materialista e consumista; il richiamo della Laudato Si' è ad essere “contro-culturali”: uno stile di vita più semplice.

Un altro appuntamento molto importante avverrà ad ottobre dell'anno prossimo, il 2019: il Papa ha convocato un sinodo sull'Amazzonia, quindi specificatamente dedicato a quella terra così fondamentale dal punto di vista sociale e ambientale.

Sì, il sinodo dell'Amazzonia sarà molto importante. Sarà il primo sinodo sul tema dell'ecologia integrale. È un polmone del pianeta: lo sappiamo e lo dice anche il Papa nell'enciclica. Sarà veramente un'opportunità bellissima per la Chiesa universale di dialogare e approfondire il messaggio di ecologia integrale dell'enciclica.
Il sinodo è sull'Amazonia ma siamo in un mondo nel quale tutto è collegato. Un altro messaggio della Laudato Si' è che tutto è collegato quindi, magari non lo sappiamo, ma il nostro stile di vita, qui a Roma, in Italia, in Europa, ha un impatto anche in Amazzonia. Ad esempio le nostre decisioni di consumo: ci sono tanti prodotti che hanno bisogno dell'Amazzonia. Quindi c'è anche l'intenzione di capire le connessioni.

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