Gli Stati Uniti sembrano abbandonare la causa della lotta ai cambiamenti climatici mentre il colosso orientale sembra pronto a prendere il primato scientifico e politico della svolta verso un'economia sostenibile. Già da candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump si era distinto per il suo negare le responsabilità dell'uomo nell'aumento delle temperature globali. Divenuto Presidente, ha firmato decreti per annullare i piani ambientali del predecessore, e ha annunciato il ritiro dei finanziamenti statunitensi ai programmi di riduzione delle emissioni inquinanti decisi a fine 2015 con l'Accordo di Parigi, sottoscritto da Obama.

Per il prossimo 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, una comunità scientifica molto allarmata si è data appuntamento a Washington e in altre città del mondo per una grande "Marcia per la Scienza", organizzata per influenzare le future decisioni politiche in tema ambientale. La marcia avrà luogo anche a Roma, tra il Pantheon e Campo de' Fiori. Più tardi, scienziati, ricercatori, studenti, divulgatori e ambientalisti che vi avranno preso parte, si recheranno al Villaggio per la Terra di Villa Borghese dove seguiranno l'evento di Washington e rifletteranno sul problema grazie a un convegno di autorità della materia.
Uno degli aderenti alla mobilitazione, Antonello Pasini, ricercatore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR e Vicepresidente della Società Italiana per le Scienze del Clima, è intervenuto nella rubrica "A Conti Fatti" di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

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Lo scorso anno la ventunesima Conferenza delle Parti, la Cop 21, si è chiusa con un risultato politico molto importante. 195 paesi del mondo siglarono il primo accordo globale sul clima impegnandosi a mettere in campo tutte le azioni necessarie alla drastica riduzione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera e contrastare il cambiamento climatico.
Pochi giorni dopo l’entrata in vigore ufficiale dell’accordo si è svolta a Marrakech dal 7 al 18 novembre la Cop22.
Veronica Caciagli, giornalista e presidente dell’Italian Climate Network, ha assistito alle negoziazioni e le ha commentate intervenendo su A Conti Fatti, trasmissione a cura di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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L'Accordo di Parigi dello scorso anno e la COP22 appena conclusa a Marrakesh, hanno fissato obiettivi e azioni concrete che tutti gli stati firmatari dovranno perseguire per contrastare il cambiamento climatico in atto. Il nostro paese e l'Unione Eurpea stanno attuando le politiche adatte a rispettare quanto hanno sottoscritto l'anno scorso?

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"In realtà non sta succedendo ancora niente". Agostino Re Rebaudengo, presidente di AssoRinnovabili, critica gli obiettivi e le risorse delle politiche italiane ed europee per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

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