Consumo di suolo: "Il mondo ha bisogno di cibo ma agli agricoltori si sottrae la terra"

Scritto da   Domenica, 05 Giugno 2016 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
Vota questo articolo
(0 Voti)

Dopo l'approvazione alla Camera del disegno di legge che mira a contrastare il consumo di suolo, con cui il legislatore cerca di tutelare i terreni agricoli limitando gli interventi urbanistici ed edilizi e introducendo il concetto di priorità del riuso, il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) Dino Scanavino fornisce il punto di vista degli agricoltori su una questione strategica per l'economia, l'ambiente e la società.

Quanto suolo agricolo si è consumato in Italia negli ultimi decenni? e quali sono le ragioni, le dinamiche economiche e sociali, per cui il suolo agricolo è stato convertito in edificabile e dunque cementato?

Due milioni di ettari, sono dati straordinari: si è cementificata (dal secondo dopoguerra, ndr.) un'estensione grande quanto la regione Calabria. Questi sono dati preoccupanti, perché noi sottraiamo suolo fertile, senza mai preoccuparci nemmeno del livello di fertilità di quel suolo: le scelte cadono sui terreni che sono più vicini alle statali, più pianeggianti, meno difficili da edificare, anziché  fare il contrario, cioè sottrarre all'agricoltura terreni dove è più difficile coltivare. Noi riteniamo che bisognerebbe intanto ridurre, fermare il consumo di suolo fertile, perché il mondo ha bisogno di cibo, e noi sottraiamo agli agricoltori lo strumento più importante per produrre cibo, che è la terra.

Quali possono essere le conseguenze peggiori del consumo di suolo fertile, per l'economia e per il paese?

Io ho una visione da agricoltore, da rappresentante del mondo dell'agricoltura. Si sottrae suolo fertile, si avvicinano le città alle aree rurali senza dare mai una linea urbanistica precisa: il terreno agricolo è sempre in attesa di essere urbanizzato. Questo toglie dignità all'agricoltura e indebolisce un settore che, a parole, tutti ritengono strategico; in realtà gli si toglie potenza, sia in termini di ettari coltivabili ma anche in termini di reputazione: è un settore economico che non è rispettato nello strumento più importante che gli serve per esercitare la propria attività, e questo noi lo denunciamo con forza. Le conseguenze sono: meno cibo nazionale, più import, meno sicurezza per i consumatori.

Nel salutare l'approvazione del disegno di legge passato alla Camera lei ha dichiarato che spera in un iter veloce anche al Senato con "i miglioramenti necessari a rendere la legge più efficace possibile". Quali sono questi miglioramenti necessari?

Noi lo abbiamo appoggiato dall'inizio, quindi lo riconosciamo come un progetto di legge che ha aperto un varco nel muro di chiusura totale alle istanze degli agricoltori e dell'agricoltura. Lo riteniamo, certo, perfettibile perché già tutti gli interventi fatti dalla lobby del cemento prima e durante le fasi parlamentari alla Camera, hanno ridotto la potenza di questo provvedimento. I piani urbanistici devono tener conto del consumo del suolo e della necessità di preservare il suolo agricolo; questo oggi non avviene perché, di fatto, siamo tornati a privilegiare il disegno urbanistico rispetto al disegno agricolo. Quindi c'è da recuperare questo gap che si è creato tra chi ha pensato la normativa e il livello a cui siamo arrivati oggi nella discussione parlamentare.

Lei ha anche dichiarato che una vera politica di difesa e conservazione del suolo deve vedere protagonisti gli agricoltori: che cosa intendeva dire? quale parte devono averi gli agricoltori nel difendere il suolo?

Intendo dire che intanto il paesaggio agrario e l'ambiente non sono un museo. Gli agricoltori coltivano la maggior parte di quel territorio, lo preservano da calamità, da erosione geologica, quindi devono essere protagonisti anche nella programmazione. Nessuno, più degli agricoltori, conosce il comportamento dei territori, anche in termini geologici. Certo, l'apporto scientifico è strategico e importante, ma l'apporto e le necessità degli agricoltori, la loro partecipazione nel progetto di costruzione del disegno complessivo, sono straordinariamente importanti.

Consumo di suolo: "Il mondo ha bisogno di cibo ma agli agricoltori si sottrae la terra"
 
Dopo l'approvazione alla Camera del disegno di legge che mira a contrastare il consumo di suolo, con cui il legislatore cerca di tutelare i terreni agricoli limitando gli interventi urbanistici ed edilizi, e introducendo il concetto di priorità del riuso, il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) Dino Scanavino fornisce il punto di vista dei coltivatori e delle loro rappresentanze su una questione strategica per l'economia e la società.
 
Quanto suolo agricolo si è consumato in Italia negli decenni? e quali sono le ragioni, le dinamiche economiche e sociali, per cui il suolo agricolo è stato convertito in edificabile e dunque cementato?
Due milioni di ettari, sono dati straordinari: si è cementificata (dal dopoguerra, ndr.) un'estensione grande quanto la regione Calabria. Questi sono dati preoccupanti, perché noi sottraiamo suolo fertile, senza mai preoccuparci nemmeno del livello di fertilità di quel suolo: le scelte cadono sui terreni che sono più vicini alle statali, più pianeggianti, meno difficili da edificare, anziché  fare il contrario, cioè sottrarre all'agricoltura terreni dove è più difficile coltivare. Noi riteniamo che bisognerebbe intanto ridurre, fermare il consumo di suolo fertile, perché il mondo ha bisogno di cibo, e noi sottraiamo agli agricoltori lo strumento più importante per produrre cibo, che è la terra.
Quali possono essere le conseguenze peggiori del consumo di suolo fertile, per l'economia e per il paese?
Io ho una visione da agricoltore, da rappresentante del mondo dell'agricoltura. Si sottrae suolo fertile, si avvicinano le città alle aree rurali senza dare mai una linea urbanistica precisa: il terreno agricolo è sempre in attesa di essere urbanizzato. Questo toglie dignità all'agricoltura e indebolisce un settore che, a parole, tutti ritengono strategico; in realtà gli si toglie potenza, sia in termini di ettari coltivabili ma anche in termini di reputazione: è un settore economico che non è rispettato nello strumento più importante che gli serve per esercitare la propria attività, e questo noi lo denunciamo con forza. Le conseguenze sono: meno cibo nazionale, più import, meno sicurezza per i consumatori.
Nel salutare l'approvazione del disegno di legge passato alla Camera lei ha dichiarato che spera in un iter veloce anche al Senato con "i miglioramenti necessari a rendere la legge più efficace possibile". Quali sono questi miglioramenti necessari?
Noi lo abbiamo appoggiato dall'inizio, quindi lo riconosciamo come un progetto di legge che ha aperto un varco nel muro di chiusura totale alle istanze degli agricoltori e dell'agricoltura. Lo riteniamo, certo, perfettibile perché già tutti gli interventi fatti dalla lobby del cemento prima e durante le fasi parlamentari alla Camera, hanno ridotto la potenza di questo provvedimento. I piani urbanistici devono tener conto del consumo del suolo e della necessità di preservare il suolo agricolo; questo oggi non avviene perché, di fatto, siamo tornati a privilegiare il disegno urbanistico rispetto al disegno agricolo. Quindi c'è da recuperare questo gap che si è creato tra chi ha pensato la normativa e il livello a cui siamo arrivati oggi nella discussione parlamentare.
Lei ha anche dichiarato che una vera politica di difesa e conservazione del suolo deve vedere protagonisti gli agricoltori: che cosa intendeva dire? quale parte devono averi gli agricoltori nel difendere il suolo?
Intendo dire che intanto il paesaggio agrario e l'ambiente non sono un museo. Gli agricoltori coltivano la maggior parte di quel territorio, lo preservano da calamità, da erosione geologica, quindi devono essere protagonisti anche nella programmazione. Nessuno, più degli agricoltori, conosce il comportamento dei territori, anche in termini geologici. Certo, l'apporto scientifico è strategico e importante, ma l'apporto e le necessità degli agricoltori, la loro partecipazione nel progetto di costruzione del disegno complessivo, sono straordinariamente importanti.
 
Letto 743 volte

Informazioni aggiuntive