Assoimmobiliare: servono misure semplici e agevolazioni fiscali per rilanciare il mercato e riqualificare il patrimonio. In evidenza

Scritto da   Domenica, 22 Gennaio 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Assoimmobiliare: servono misure semplici e agevolazioni fiscali per rilanciare il mercato e riqualificare il patrimonio.

Il patrimonio immobilare degli italiani è costituito da oltre 34 milioni di case, senza contare negozi e uffici; una ricchezza valutata in circa 5 miliardi, in un paese dove il 72% delle famiglie è proprietario dell'abitazione in cui vive (Fonte: www.assoimmobiliare.it).

Nella puntata che "A Conti fatti" (rubrica di EconomiaCristiana.it trasmessa ogni domenica da Radio Vaticana 105.0) ha dedicato all'edilizia, abbiamo fatto un punto sull'attuale situazione del mercato immobiliare interpellando Antonio Sanchez Fraga, presidente del Tavolo per la promozione e riqualificazione del patrimonio culturale, storico, artistico e naturalistico italiano di Assoimmobiliare, l'Associazione dell'Industria Immobiliare Italiana, aderente a Confindustria.

Presidente, l'Istat ha da poco comunicato i dati del mercato immobiliare italiano relativi all'ultimo trimestre del 2016: in sostanza, rispetto a un anno, il mercato è in ripresa ma i prezzi non aumentano, anzi diminuiscono. Come commenta questa tendenza? e qual è la fotografia del mercato secondo i vostri dati?
Noi di Assoimmobiliare, associazione dell'industria immobiliare italiana, abbiamo dati molto segmentati: in questo momento, nel mercato italiano bisogna distinguere tra le diverse città e, all'interno delle città, tra i diversi segmenti. In alcune zone il mercato residenziale sta in parte crescendo, cioè i prezzi stanno aumentando. In ogni caso siamo ancora su livelli più bassi di prima della crisi. C'è stata indubbiamente una flessione dei prezzi. Sta aumentando il numero delle transazioni. In particolare ci sono dei movimenti positivi nel mercato "retail", cioè nel commerciale, e ci sono anche dei buoni indicatori per il mercato degli uffici, in particolare su Milano. Altre provincie italiane risentono molto della crisi.
Per quanto riguarda la capacità attrarre investimenti dall'estero, siamo ancora a livelli più bassi nei confronti di altri paesi come la Spagna, che è in crescita, o il mercato inglese, che ha attirato molti investitori come anche, in parte, la Francia. Il bilancio è moderatamente ottimistico: ci sono elementi di ripresa, ma c'è ancora da recuperare un gap molto importante.

Assoimmobiliare rappresenta l'industria del settore immobiliare italiano, appunto; quali misure sono necessarie, secondo voi, per accelerare la ripresa del mercato?
Assoimmobiliare, presieduta dall'ing. Aldo Mazzocco e diretta da Paolo Crisafi, rappresenta tutta la filiera dell'immobiliare. Ci definiamo come l'infrastruttura immobiliare del paese. Rappresentiamo sia la finanza immobiliare, cioè tutte le società di gestione e risparmio che gestiscono i fondi immobiliari, comprese le SIIQ, le società di investimento immobiliare quotate, le SICAF (società di investimento a capitale fisso, ndr.) e le società quotate in generale. Rappresentiamo anche tutto il mondo dei servizi immobiliari, quindi la filiera è molto ampia.
Il settore ha un ruolo molto importante nel paese anche a livello occupazionale. Le nostre proposte in questo momento vanno per una questione molto italiana: la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. Questo è un tema particolarmente trascendentale, essenziale in questo momento, perché insieme al Governo stiamo sviluppando il progetto "Casa Italia"; abbiamo una grande sensibilità per tutto ciò che è successo nelle zone terremotate. Bisogna prevenire, quindi stiamo lavorando su misure che possano incentivare la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare esistente e il suo efficientamento. L'efficientamento energetico, unito alla riqualificazione con standard moderni anche a livello sismico, è una delle nostre principali occupazioni. In questo senso stiamo collaborando tanto con il Governo e con l'osservatorio permanente parlamentare del mercato immobiliare ai quali facciamo diverse proposte.
Il tavolo che ho l'onore di presiedere riguarda il patrimonio storico e artistico italiano: investimenti e misure che possono aiutare a riqualificare il patrimonio artistico e, mi preme sottolineare, anche il patrimonio naturalistico. L'Italia è il bel paese in tutti i sensi: viene visitata, ammirata, stimata in tutto il mondo per questo. Però bisogna avere maggiore cura del bene comune e, in questo senso, servono misure semplici: l'illuminazione, la cura e la manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio. Siamo tutti permeati di notizie sul dissesto idrogeologico; l'Italia è sensibile a tutti questi temi e quindi occorre maggiore programmazione. Anche su questo stiamo lavorando. Devo dire che ci troviamo in un momento in cui anche i diversi enti pubblici che si occupano dell'immobiliare hanno persone molto capaci: dalla Cassa depositi e prestiti, al demanio generale dello Stato, a Difesa Servizi (società per azioni del Ministero della Difesa, ndr.), ci sono persone che sanno di immobiliare e, insieme a noi, stanno cercando di riqualificare il patrimonio esistente.
Cerchiamo, con realismo, di proporre misure che abbiano un impatto fiscale incentivante ma che non tocchi la finanza pubblica, perché siamo consapevoli che non ci sono risorse. Stiamo puntando più su elementi che possano aiutare con agevolazioni fiscali, incentivanti ma non penalizzanti per la finanza pubblica. Ultimo elemento da sottolineare è l'impegno di Assoimmobiliare per adeguare il mercato immobiliare italiano e gli operatori agli standard internazionali. Questo è molto importante, anche per attirare investimenti e per dare certezze, che sono molto necessarie in questo momento perché, alle volte, i continui cambiamenti creano diffidenza da parte degli operatori.

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