Bonus sulle bollette: chi ne ha diritto spesso non lo chiede In evidenza

Scritto da   Domenica, 12 Marzo 2017 16:01 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Bonus sulle bollette: chi ne ha diritto spesso non lo chiede

Non sempre i problemi dei cittadini/consumatori sono legati a disservizi, truffe o mancanze di tutele. Capita che provvedimenti e agevolazioni che le autorità e le imprese riservano a certe categorie non vengano sfruttati a pieno, perdendo l'occasione per risparmi economici, anche ingenti. È il caso del "Bonus energia", lo sconto sulle bollette elettriche e del gas, cui avrebbero diritto circa 2 milioni di famiglie italiane in stato di bisogno, ma che, secondo i dati, viene richiesto soltanto da una minoranza.
Se ne è parlato con Guido Bortoni, presidente dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idricoin "A Conti Fatti", rubrica radiofonica trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

Presidente, che cos'è il "Bonus energia", e quanti italiani ne ususfruiscono?
È uno sconto, un'agevolazione sulla bolletta, una "una tantum" annua che consente di "sterilizzare" il 30% di una bolletta elettrica, comprese le tasse. Ne hanno diritto le persone con un redditometro inferiore agli 8.100 euro l'anno. In Italia gli aventi diritto sono circa 2 milioni; purtroppo, allo stato del sistema, solo 600.000 italiani usufruiscono di questo sconto.

Per quali i motivi poco usufruiscono dello sconto?
Questo sistema nasce nel 2008; dalla fine dell'anno scorso l'abbiamo potenziato, portandolo dal 20% al 30% di sconto sulla bolletta, però la burocratizzazione di questo sistema sconta l'impostazione del 2008. Adesso stiamo lavorando per renderlo automatico: in modo che per le persone aventi diritto, ad esempio chi ha il redditometro sotto una certa soglia, non ci sia più una trafila di documenti e fastidi per andare a chiedere e produrre una serie di cose, ma lo sconto venga automaticamente reso nella bolletta.

Questo biennio 2016 - 2017 è di caratterizzato dalla transizione dovuta alla "Riforma delle tariffe elettriche". Può indicare, a grandi linee, quali sono i cambiamenti principali?
La tariffa elettrica aveva un retaggio di 40 anni di sussidi tra famiglie. La tariffa remunera i costi di rete, che vanno secondo la potenza di allacciamento. La tariffa che c'era, dagli '70 in poi, invece, era articolata sul consumo, quindi non era per niente proporzionale a quelli che erano i costi indotti. Abbiamo tolto questo sussidio e ora c'è più equità tra i diversi consumatori.
Inoltre abbiamo anche privilegiato l'espansione del vettore elettrico. Nel 1970 il vettore elettrico andava contenuto in termini di consumi, che bisognava limitare perché, al tempo, l'energia elettrica si faceva quasi tutta con petrolio e carbone, con grandi problemi di importazione di energia primaria nel nostro paese. Oggi invece il vettore elettrico è particolarmente green: in Italia il 50% del kilowatt/ora ha un contenuto verde; per cui aumentare i consumi elettrici, ovviamente diminuendo gli altri consumi di idrocarburi, è qualcosa di ambientalmente sostenibile. Perciò, oggi, la riforma della tariffa elettrica contribuisce anche a raggiungere la sostenibilità ambientale.

Quali sono le modalità di richiesta del bonus?
Oggi lo possono chiedere attraverso modalità "locali", cioè decentralizzate: possono chiederlo al CAF, al proprio comune, ai patronati. Possono anche chiedere informazioni al nostro numero verde 800166654: è uno sportello del consumatore che fa tanta informazione, in particolare anche sul bonus elettrico e gas.

Ci sono degli strumenti, promossi dall'Autorità che lei presiede, che hanno il compito di accompagnare gli utenti verso il libero mercato. Mi riferisco alla Tutela Simile e alla Maggior Tutela. Come funzionano questi strumenti?
Molto semplicemente, la "Maggior tutela" è il mercato tutelato di oggi, in cui l'autorità definisce le tariffe ogni tre mesi. La "Tutela simile" è un ponte che consente al consumatore finale, che è in maggior tutela, di poter sperimentare l'offerta sul mercato libero: sperimenta sia il tipo di offerta, sia il venditore, che può essere già operante nel libero mercato. C'è un sito, www.portaletutelasimile.it, dal quale si possono desumere i nomi dei venditori accreditati dalle autorità che forniscono la tutela simile; ma soprattutto il consumatore, accanto al nome, può vedere lo sconto, il bonus una tantum il singolo venditore in tutela simile accorda al cliente che aderisce.

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