Turismo: Italia ottava nella classifica mondiale della competitività In evidenza

Scritto da   Domenica, 02 Luglio 2017 16:03 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Turismo: Italia ottava nella classifica mondiale della competitività

Il settore dei viaggi e del turismo rappresenta uno dei nodi cruciali dello sviluppo planetario, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello sociale. Si stima infatti che il settore contribuisca per il 10% al PIL mondiale, e che un lavoratore su 10, nel mondo, sia coinvolto in questo business. L'Onu ha proclamato il 2017 come anno del Turismo Sostenibile. Un recente rapporto del World Economic Forum, The Travel & Tourism Competitiveness Report 2017, ha classificato la competitività di 136 paesi nell'economia dei viaggi e del turismo, anche in base a parametri di sostenibilità: ambientale e sociale. 

"A Conti Fatti", rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it sulle frequenze di Radio Vaticana, ha interpellato sul tema Paola Dubini, professore di management all'Università Bocconi, tra gli esperti internazionali che hanno fatto da consulenti per la stesura del rapporto.

Qual è l'importanza del settore viaggi e turismo per l'economia di una nazione, e per la sostenibilità e l'inclusione, due parole chiave del rapporto del World Economic Forum?
Il settore viaggi e turismo è uno dei pochi settori in grande crescita, un po' in tutti i mercati. Quindi è uno di quei settori da tenere senz'altro sotto controllo. Se da un lato promette ricchezza diffusa, perché le filiere collegate a questo settore sono tantissime, è anche un settore tenuto sotto grande osservazione perché potenzialmente gli effetti, positivi ma anche negativi, sulla sostenibilità e sull'inclusione sono molto forti. Dalle cronache si sa che troppi turisti rovinano l'ambiente; producono inquinamento; non rispettano la vita quotidiana dei cittadini; e quindi creano grandi problemi economici, sociali e soprattutto ambientali. D'altra parte, dietro all'industria turistica ci sono, talvolta, purtroppo, storie di sfruttamento. Ecco perché è uno di quei settori che occorre guardare con particolare attenzione, anche in una prospettiva di sostenibilità. 

Il report presenta un indice di competitività: come viene calcolato? In base a quali parametri?
Questo studio si propone di valutare tutti i paesi del mondo, quindi, inevitabilmente, tiene in considerazione fattori strettamente legati alle caratteristiche e alle opportunità del settore turistico, ma anche dell'ambiente in generale. Lavora su quattro macro dimensioni: l'ambiente nel quale si inserisce il settore turistico, ovvero le caratteristiche dell'ambiente economico, il livello di sicurezza, il livello di salute e la capacità delle risorse digitali; le politiche specifiche del turismo, ovvero quanto il paese investe ed è aperto, e quindi crea delle condizioni per il turismo; le infrastrutture, ovvero quanto è facile arrivare e muoversi nel paese, e quanto è ricca e articolata l'offerta di servizi turistici; infine una dimensione che si chiede: perché bisogna andare in quel paese? E quindi lo caratterizza in termini di risorse culturali e naturali.

Quali sono i paesi che risultano i migliori in questa classifica, quali i peggiori e quali gli emergenti? Quali sono i motivi di queste performance?
Senza grandi sorprese in testa alle classifiche ci sono alcuni paesi europei, fra cui l'Italia che è in ottava posizione. Il primo è la Spagna, poi vengono Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Italia, Canada e Svizzera. Questa è la top ten. C'è da considerare che questi dati vengono pubblicati con circa un anno di distanza da quando sono stati raccolti, quindi non mi stupirei che, per effetto della Brexit e di una serie di dinamiche legate al terrorismo, i dati di Francia, UK e Stati Uniti possano risultare un po' sovrastimati
Quali sono i "worst performers"? Facili da prevedere: sono paesi molto poveri, perché hanno delle infrastrutture molto fragili o paesi in guerra. Lei avrebbe voglia di andare in vacanza in Yemen o in Sierra Leone? Al momento questi sono fra i paesi meno performanti. Alcuni paesi che pure erano paesi ad alta intensità turistica, come l'Egitto o la Tunisia, ovviamente, hanno patito moltissimo negli ultimi anni, ed attualmente hanno un settore turistico in difficoltà per effetto di dinamiche internazionali di sicurezza.
Gli emergenti sono interessanti: emergente è un paese tradizionalmente ricco e ben strutturato sulle dimensioni che abbiamo considerato, ma che in questo periodo sta facendo un investimento particolarmente rilevante sul turismo: ad esempio il Giappone. Oppure dei paesi sono emergenti perché stanno investendo un po' su tutte le dimensioni, perché hanno deciso di posizionarsi in questi ambiti a livello internazionale: mi vengono in mente gli esempi del Vietnam, del Laos e della Cambogia. Poi ci sono i paesi che emergono perché hanno fatto grandi salti partendo oggettivamente piuttosto in basso nella classifica del World Economic Forum: sono paesi come l'Azerbaigian e il Tagikistan, che si stanno aprendo al mercato turistico.
Quindi, per come è valutato l'indicatore del World Economic Forum, "emergente" è chi sale di tante posizioni ma, evidentemente, ciò dipende da come le diverse dimensioni partecipano alla formazione dell'indicatore, e di quale sia il punto di partenza.

Quali sono le caratteristiche positive e le criticità dell'economia turistica italiana?
È evidente che l'Italia ha una posizione "stellare" per tutto quello che riguarda risorse naturali e culturali, ha un'attrattività e una nomea molto positiva nell'immaginario collettivo a livello internazionale. Risulta penalizzata su alcune condizioni di contesto: la dimensione di "enabling environment" (che analizza i contesti finanziari, le condizioni di sicurezza, salubrità, igiene, le condizioni dei lavoratori e l'avanzamento tecnologico, ndr.); il rapporto qualità/prezzo delle strutture che in alcuni casi è considerato inadeguato; in generale l'attenzione al cliente dal momento in cui arriva al momento in cui parte il servizio, e altre dimensioni che meriterebbero davvero di essere valorizzate.

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