60 milioni di animali domestici e oltre due miliardi di fatturato. Il boom della pet economy In evidenza

Scritto da   Domenica, 22 Ottobre 2017 16:03 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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60 milioni di animali domestici e oltre due miliardi di fatturato. Il boom della pet economy

Sono molti gli italiani che ospitano nelle proprie case almeno un animale domestico. Tra cani gatti, pesci, uccelli e altre specie sono circa 60 milioni i “pet” che vivono nel nostro paese.
Un rapporto che sfiora l’uno a uno con l’intera popolazione italiana e che muove ormai un’economia importante, tra generi alimentari, spese veterinarie e altri articoli per il benessere animale.
Per esplorare questo fenomeno è intervenuto su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia Gianmarco Ferrari, presidente di Assalco - Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia -  che lo scorso maggio ha presentato assieme a Zoomark il decimo rapporto su questo particolare settore.


Sono 60 milioni i “pet” italiani. Come si compone questa popolazione?
Abbiamo quasi 30 milioni di pesci, poi uccellini per circa 13 milioni, questo è un primato europeo, 7 milioni di cani, 7,5 milioni di gatti, 1,8 milioni circa di piccoli mammiferi, conigli, furetti, roditori e infine circa 1,3 milioni di rettili come tartarughe, serpenti, iguane.
Siamo uno dei primi paesi europei, tenga conto che, dati FEDIAF (European Pet Food Industry Federation) in Europa ci sono circa 200 milioni di animali d'affezione di cui 70 milioni di gatti e 62 milioni di cani.

Quanto vale questo comparto in termini economici? È un settore in crescita?
Come spiegato nel rapporto Assalco-Zoomark 2017, il mercato dell'alimentazione ha raggiunto nel 2016 una quota di quasi 2 miliardi di euro, per la precisione 1 miliardo e 981 milioni. È un mercato che sta crescendo del 2,7% a valore e del 1,3% a volume.
L'alimentazione per gatto rappresenta il 53,2%, seguita dall'alimentazione per cani con il 46,8%; a questi si aggiungono poi gli snack funzionali, fuoripasto, che rappresentano un segmento molto dinamico che sta crescendo con tassi del 10%, e gli accessori come prodotti per l'igiene, ma anche giochi, guinzagli, cucce, ecc.
In particolare cresce in modo interessante l’igiene per animali quindi shampoo, spazzole, deodoranti e tutto quello che a che fare con la cura e la bellezza, un settore che cresce del 27,4% a valore. Infine ci sono i giochi e gli antiparassitari che hanno una crescita del 10 e del 3,5%.

Per l’alimentazione si tende a preferire cibo industriale o fatto in casa?
Uno studio dell'associazione dei veterinari, sempre contenuto nel nostro rapporto Assalco-Zoomark, ritiene che l'alimentazione industriale sia migliore rispetto a quella casalinga e questo è confermato dal fatto che gli alimenti industriali rappresentano la prima modalità di alimentazione dei pet; nel 77% dei casi si usa alimentazione industriale, anche se poi sono molti i casi di chi tende a dare qualcosa di preparato in casa.

Che effetti hanno i pet sulla vita quotidiana delle persone?
Gli effetti sono molto positivi. I pet danno un enorme valore al vivere quotidiano, rivestono una funzione affettiva, aiutano il buon umore, la serenità, rendono più unito il nucleo familiare; hanno inoltre una funzione di scopo, spingono a vivere una vita sana, a mantenersi in forma e addirittura concorrono all'educazione e alla responsabilizzazione dei figli.
È per questo motivo che sono a tutti gli effetti considerati membri del nucleo familiare, hanno anche un effetto molto importante sul benessere degli anziani perchè stimolano l'attività fisica e aiutano gli aspetti psicologici. Federanziani ha stimato che il beneficio degli animali d'affezione è stimabile in circa 4 miliardi di euro l'anno di risparmi sulla spesa sanitaria.

Quando si parla di animali domestici purtroppo spesso si parla anche di abbandono. Al di la della questione umana, l’italia può definirsi un paese pet friendly chee aiuta chi vive con un animale domestico?
L'Italia è sempre più un paese pet-friendly, siamo i primi in Europa per ricettività turistica, sempre più ristoranti e strutture alberghiere accettano pet all'interno delle strutture. C'è ancora qualcosa da fare in termini di responsabilizzazione, quella che si chiama adozione responsabile. La questione è culturale, ma c'è da fare anche in senso istituzionale: ad esempio noi auspichiamo che i pet vengano inseriti nel prossimo censimento nazionale Istat del 2021 perché grazie a questo strumento potremmo avere a disposizione dati più precisi e attendibili che ci consentiranno di capire meglio come è costituita la popolazione e analizzare più nel dettaglio la situazione.

Ci sono altre carenze nella normativa italiana in materia di pet?
In passato sono stati fatti dei passi importanti nel riconoscimento della funzione del pet, ma bisogna ovviamente progredire; un altro passo che auspichiamo è legato alla costituzione da parte del Ministero della Salute di un’anagrafe nazionale degli animali d'affezione che vada ad unificare tutti i dati di adozione a livello nazionale per avere un quadro completo.

Immagine: StockSnap/Pixabay
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