Censis: Italia in ripresa, ma il rancore blocca l'apertura verso i migranti

Scritto da   Mercoledì, 06 Dicembre 2017 09:51 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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L’Italia è in netta ripresa: l'export, l'industria manifatturiera, e il turismo vanno a gonfie vele. Allora perché gli italiani continuano a essere pessimisti circa il futuro? la fonte del disagio appare essere il blocco della mobilità sociale. Nonostante il recente trend positivo certificato dall’Istat, che rileva come il Pil italiano nel terzo trimestre del 2017 sia aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% su base annua, a quanto pare a crescere è anche il rancore che si traduce in sentimenti negativi nei confronti dell'immigrazione (questo per il 59% degli italiani). 
Secondo l’analisi del Censis - nel suo 51esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese - "persistono trascinamenti inerziali da maneggiare con cura: il rimpicciolimento demografico del Paese, la povertà del capitale umano immigrato, la polarizzazione dell’occupazione che penalizza l’ex ceto medio". In particolare, secondo l'istituto di ricerca "non si è distribuito il dividendo sociale della ripresa economica e per questo il blocco della mobilità sociale finisce per creare rancore". Un fenomeno questo, si legge ancora nel Rapporto, che nella nostra società "è di scena da tempo, con esibizioni di volta in volta indirizzate verso l’alto, attraverso i veementi toni dell’antipolitica, o verso il basso, a caccia di indifesi e marginali capri espiatori, dagli homeless ai rifugiati. È un sentimento che nasce da una condizione strutturale di blocco della mobilità sociale, che nella crisi ha coinvolto pesantemente anche il ceto medio, oltre ai gruppi collocati nella parte più bassa della piramide sociale".
Il ceto medio - si evince dall'analisi del Censis - ha paura di finire in povertà e la stessa cosa pensano le fasce più deboli, che temono di diventare ancora più povere. Il problema per gli italiani è dunque il declassamento sociale: l’87,3% degli appartenenti al ceto popolare, infatti, pensa che sia difficile salire nella scala sociale, così come l’83,5% del ceto medio e il 71,4% del ceto benestante. Al contrario, però, pensano che sia facile scivolare in basso il 71,5% del ceto popolare, il 65,4% del ceto medio, il 62,1% dei più abbienti. E l’immigrazione evoca sentimenti negativi nel 59% degli italiani. Il che aumenta in modo preoccupante quando si scende nella scala sociale: 72% tra le casalinghe, 71% tra i disoccupati, 63% tra gli operai. 
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