Il futuro è tra due anni: Enel punta sull’auto elettrica In evidenza

Scritto da   Mercoledì, 10 Gennaio 2018 12:01 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Il futuro è tra due anni: Enel punta sull’auto elettrica

Spesso lo dimentichiamo, ma i trasporti urbani, da decenni, sono spinti da motori elettrici: basti pensare ai tram, ai filobus, ma anche ai treni dei pendolari e alle metropolitane, che dagli albori del ‘900 sfruttano le reti elettriche delle città per spostare milioni di persone.
Purtroppo però automobili, furgoni e mezzi a due ruote non possono contemporaneamente muoversi e collegarsi alla rete elettrica, perciò finora il trasporto privato si è servito di motori con pistoni, cilindri e carburanti fossili. Ora però bisogna cambiare. I motori sono pronti da sempre, le batterie hanno raggiunto una sufficiente autonomia, ma manca ancora una struttura capillare di stazioni dove ricaricare i veicoli in tempi ragionevolmente brevi.
Ne abbiamo parlato con Alberto Piglia, responsabile E-Mobility di Enel X, la divisione dell’ente che si occupa di innovazione e mobilità elettrica, intervistato in “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

 

Enel ha presentato un piano nazionale per l'installazione delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, che rappresenta la condizione essenziale per convincere gli italiani a cambiare l'auto a carburante tradizionale con una elettrica. Quante ne verranno impiantate sul territorio nazionale in questa prima tranche? dove verranno messe? e quanti veicoli potranno servire?

Enel installerà entro il 2020 circa 7.000 infrastrutture di ricarica. L'installazione avverrà in modo capillare sul territorio nazionale e, soprattutto nella fase iniziale, verrà prediletta la parte dei comuni, dove saranno installate l'80% delle infrastrutture. Però, saranno garantite anche le infrastrutture sulla strade extraurbane in modo da permettere i trasferimenti nei weekend o nei viaggi di vacanza. Quest’infrastruttura di ricarica di 7.000 colonnine permetterà, al 2020, di coprire un parco di 115 mila autovetture.

Qual è la tecnologia di queste colonnine? Come si collegano di fatto l'auto, il furgone o il ciclomotore? quanto tempo occorre per fare la ricarica, il pieno? e come si paga questo pieno?

Le colonnine sono di due tipi fondamentali: c'è una colonnina, cosiddetta “quick”, che carica 22 kW, e una “fast” che carica a 50 kW. Quella a 22 kW è una colonnina che, in media, permette di ricaricare un'auto intorno all'ora e mezza o due ore; la colonnina fast permette una ricarica in un tempo all'incirca di 20 minuti. La ricarica viene effettuata con un cavo che è dato in dotazione dalla casa automobilistica. Le strutture Enel prevedono di poter ricaricare con qualsiasi tipo di cavo commerciale oggi presente sul mercato. Le infrastrutture di ricarica quick hanno due attacchi, mentre quelle fast hanno tre attacchi ma permettono due ricariche in contemporanea. Il pagamento viene effettuato in due modi: attraverso una tessera collegata a un conto corrente, o attraverso l'app con il pagamento con carta di credito. La tessera viene accostata alla colonnina, si hanno quindi una lettura iniziale e una lettura finale. Per quanto riguarda l'app il procedimento è simile: si apre, ci si registra e si registra la carta di credito. Si può accedere e vedere tramite app tutte le colonnine di ricarica presenti. Si può addirittura prenotare la propria colonnina di ricarica. Alla fine della sessione di ricarica si ha l'indicazione del pagamento e quindi l’invio della fattura al cliente.

L'altra modalità di ricarica è la “wall box”, cioè la centralina domestica. Dove si può installare? quanto costa? e come si paga il conto elettrico?

La infrastruttura di ricarica wall box, la cosiddetta ricarica a casa,  si può installare all'interno del proprio box, del garage domestico. Il costo, compreso di installazione è all'incirca di 1200 euro e permette di ricaricare usufruendo del proprio contratto domestico (addebito in bolletta, ndr.).

In un futuro che tutti speriamo prossimo, in cui il parco di veicoli degli italiani sarà per lo più elettrico, saranno più importanti e utilizzati i punti di ricarica pubblici e stradali, le colonnine, o quelli privati, domestici? Fra quanti anni prevedete questo scenario?

Abbiamo già analisi ben precise dei paesi dove la mobilità elettrica è più sviluppata, che dicono che circa il 50% delle persone carica all'interno dell'ambiente domestico, e circa il 25% nel luogo di lavoro.

Le strutture pubbliche permettono di sostituire la ricarica laddove non c'è possibilità di ricaricare a casa. Chi non ha un box a casa, e questo avviene soprattutto nelle grandi città, può andare a ricaricare in un luogo pubblico, e anche parcheggiare per ricaricare durante la notte. Ma la loro funzione è anche quella di effettuare il cosiddetto rabbocco, cioè  la possibilità di dare una carica durante un periodo di sosta. Per questo, ad esempio, abbiamo firmato un accordo con Conad: installeremo 300 infrastrutture di ricarica all'interno dei parcheggi dei supermercati ed ipermercati Conad; così, quando un utente di auto elettrica andrà a fare la spesa, potrà fare il rabbocco, quindi la ricarica, mentre svolgerà anche altre attività.

Enel ha stretto accordi anche con diverse case automobilistiche che progettano, e già vendono, auto 100% elettriche: BMW, Volkswagen, Nissan, Volvo. Che cosa prevedono questi accordi, e quali scopi hanno queste intese?

Enel sta dialogando con tutte le case automobilistiche che spingono sull'elettrico. Non solo: anche con altre entità, altri soggetti che sono interessati all'elettrico; come Conad e tanti altri. Lo scopo è rendere più facile la vita dell'utente di auto elettrica. Gli accordi che facciamo con le case automobilistiche sono finalizzati soprattutto a permettere la possibilità di acquistare, insieme all'auto, l’infrastruttura di ricarica, quindi la wall box a casa; e in taluni casi, quando la casa automobilistica sceglie delle strategie di marketing diverse, di dare la possibilità di ricaricare con l’app e la tessera Enel all'interno delle infrastrutture pubbliche che andremo a installare sul territorio nazionale.

Si sente parlare spesso di Vehicle to Grid, come della tecnologia che porterà addirittura a una rivoluzione del concetto di automobile e di utenza domestica. Può spiegare nel dettaglio che cos'è questa tecnologia?

Il Vehicle to Grid è una tecnologia che stiamo sperimentando con Nissan in Danimarca e nel Regno Unito. La nostra visione è che l'auto elettrica, in futuro, sarà una batteria con le ruote: vuol dire che si collegherà a una rete elettrica intelligente, assorbirà energia quando ci sarà bisogno di ricaricare, ma allo stesso tempo potrà anche fornire energia di ritorno alla rete, per esempio anche alla propria abitazione. Quindi, dal  punto di vista tecnico,  il Vehicle to Grid non è nient'altro che la possibilità di avere un collegamento bidirezionale dell'auto con la rete: l'auto assorbe e restituisce energia. È una cosa particolarmente rilevante, in un mondo, quello dell'energia, che andrà sempre più verso le energie rinnovabili: energie che hanno bisogno di capacità di stoccaggio, di essere immagazzinate e rese disponibili quando servono. Da questo punto di vista l'auto elettrica è un mezzo ideale per farlo. Proprio per questo, ribadisco, noi la chiamiamo: la batteria con le ruote

Lo stato italiano ha pubblicato recentemente la propria Strategia Energetica Nazionale per il prossimo futuro. Che parte è riservata alla mobilità elettrica in questo in questo quadro generale? Enel è soddisfatto delle linee guida proposte dal Governo?

Per quanto riguarda la mobilità elettrica ci sono veramente pochi accenni all'interno della Strategia Energetica Nazionale. Noi riteniamo che l'auto elettrica, proprio per la capacità di migliorare il bilanciamento della rete, e per l'incremento delle rinnovabili con obiettivi molto “sfidanti” che invece è dentro la SEN, ha e avrà nel futuro una grandissima importanza per il sistema elettrico nazionale.

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