Coldiretti: dal fenomeno terra dei fuochi danno reputazionale per tutta la Campania In evidenza

Scritto da   Mercoledì, 17 Gennaio 2018 12:01 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Coldiretti: dal fenomeno terra dei fuochi danno reputazionale per tutta la Campania

“Siamo quello che mangiamo”.
Questa espressione del filosofo Ludwig Feuerbach (Foierbach) basta a ricordare quanto sia importante per la nostra salute la qualità e la salubrità del cibo di cui ci nutriamo.
Allo stesso modo potremmo dire che "un prodotto è il modo in cui è coltivato”; qualità del terreno, dell’acqua, delle tecniche di coltivazione incidono in maniera determinante sul prodotto finale ed è per questo che non possiamo meravigliarci se tante persone durante l’emergenza “Terra dei Fuochi” abbiano rinunciato all’acquisto del cibo proveniente da quelle zone con importanti ripercussioni su tutto il settore agricolo campano.
Ne parla su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, il Presidente di Coldiretti Campania e Vicepresidente nazionale Gennarino Masiello.


Che impatto hanno avuto le inchieste legate alla Terra dei fuochi sull’agricoltura campana?
È stato un periodo molto difficile, tra l’altro è successo a ridosso del problema dei rifiuti napoletani per cui c'è stata proprio un'onda che ha avuto un impatto molto negativo.
La "terra dei fuochi" ha condizionato sia i mercati nazionali che internazionali e non solo per le realtà e per i comuni interessati direttamente dal fenomeno, ma per l'intera regione. Abbiamo avuto imprese di provincie come Salerno, Avellino o Benevento, molto lontane dal fenomeno, che hanno subito dei grossi condizionamenti e delle grosse tensioni che hanno portato anche a disdette di contratti.


Cosa ha significato questo in termini economici? Avete stimato un impatto?

È sempre difficile dare una stima, ma i numeri sono stati molto importanti, abbiamo avuto imprese che hanno avuto disdette e altre che hanno subito forti condizionamenti.
Mi auguro che tutto questo sia definitivamente alle spalle dopo la chiarezza che ha messo in campo la Regione con il coinvolgimento dell'istituto zooprofilattico che ha stabilito a chiare lettere che il fenomeno era molto circoscritto, riferito a pochi ettari e soprattutto a ettari che da tempo abbandonati e non più impegnati nella coltivazione agricola.

Dal punto di vista della tracciabilità della filiera sono stati presi dei provvedimenti da quando è esploso il fenomeno?
Li abbiamo intensificati, anche perché abbiamo ben compreso bene che il rapporto sano, corretto e soprattutto trasparente con il consumatore nella dinamica dei controlli è un rapporto che poi paga.
Quell'area era già fortemente controllata, anche perché vi insistono grandi imprese che hanno a che fare con grandi mercati e con la grande distribuzione che già mettono in campo dei controlli e dei disciplinari rigidi che non consentono rischi.
Ci sono inoltre rapporti internazionali con mercati esteri per cui questa tipologia di controllo non solo viene fatta qui sul nostro territorio, ma anche all'arrivo per cui è difficile superare questa maglia di controlli.

Ci sono stati settori più colpiti rispetto ad altri?
L'ortofrutta è stata molto colpita, tutto il consumo fresco, dagli ortaggi alla frutta, ha avuto dei forti condizionamenti, poi il problema si è trascinato sulla zootecnia perché si sono messe in discussione anche quelle che potevano essere le razioni alimentari somministrate agli animali.

Qual è stato il comportamento delle istituzioni?
C'era terrore. All'inizio la preoccupazione era molto alta ed era molto difficile, come sempre accade nei momenti di emergenza, prendere in mano le questioni e affrontarle tenendo il toro per le corna.
Devo però dire che questo poi lo si è fatto e lo si è fatto con grande coraggio.
Gli stessi imprenditori avevano paura perché non si conosceva il fenomeno, l'entità, la dimensione e questo ha preoccupato molto in quelle ore, ma la trasparenza, la correttezza e la serietà poi pagano.

Si sente di poter dire che il problema è stato superato?
La Campania è arrivata a questo livello di emergenza, ma lo ha saputo affrontare e abbiamo messo in campo un bel modello che cerca di eliminare tutte quelle che possono essere le zone d'ombra.
È sempre molto difficile affrontare queste questioni, ma abbiamo avuto coraggio e questo coraggio ha pagato, anche se è chiaro che  dobbiamo sempre tenere alta l'attenzione.
In Campania, ma anche nell'intero paese, abbiamo sposato un modello di rapporto con il mercato che è un modello distintivo e riconoscibile, un modello con un forte legame tra prodotto e territorio.
Per noi il territorio è una precondizione, va preservato, conservato e sorvegliato, questo è l'atteggiamento che come imprenditori mettiamo in campo e lì dove dovessimo registrare o verificare dei movimenti strani saremo pronti anche alla denuncia.
In quei momenti lì abbiamo insistito molto sul controllo per fare in modo che nulla accadesse fuori dal monitoraggio e da quella che era la presenza e il presidio sul territorio.

Coma può un consumatore essere garantito rispetto alla qualità dei prodotti che acquista?
Siamo un paese dove l'ordine dei controlli e del monitoraggio sui prodotti è in termini percentuali elevatissimo, non c'è paragone rispetto ad altri paesi sia in Europa che fuori. Abbiamo livelli di regole e di controlli altissimi per cui tutto quello che viene messo sulla tavola e che arriva dallo scaffale o dal rapporto diretto con la filiera agricola e agroalimentare è un prodotto sicuro, certificato e garantito.


In questi giorni alcuni roghi stanno interessando altre parti d’Italia. Ci sono regioni che rischiano lo stesso impatto negativo in termini reputazionali che ha subito la Campania?
È un rischio che c’è e che va subito affrontato.
Va creata un task force di emergenza per conoscere quello che è il fenomeno e affrontare anche il necessario ripristino di quei luoghi.
Agli amici delle altre regioni va tutta la mia solidarietà per i momenti di tensione che stanno vivendo; siamo accanto a loro per affrontarli e risolverli nel migliore dei modi.

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