Intervista ad Alessandra Viscovi – direttore generale di Etica sgr

Scritto da   Domenica, 01 Aprile 2012 13:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Intervista ad Alessandra Viscovi – direttore generale di Etica sgr

Alessandra Viscovi – direttore generale di Etica sgr è stata intervistata da “A conti fatti”, il programma di economia sociale realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana (in onda ogni domenica alle 12.30 ed in replica il lunedì alle 15.05).

 

 

Ci aiuti a inquadrare la finanza etica. In cosa si distacca dalla finanza classica?
Investire in modo socialmente responsabile significa ampliare il tradizionale perimetro di analisi e valutazione degli stati e delle imprese con l’utilizzo di criteri di carattere sociale, etico e ambientale nei processi di selezione dei  portafogli finanziari. In pratica vogliamo guardare dentro ciò che finanziamo e lo facciamo perché siamo convinti che accostare alla tradizionale gestione finanziaria anche un’analisi di responsabilità sociale e ambientale possa costituire una scelta vincente, sia da un punto di vista di rendimenti e sia perché in questo modo possiamo dare un contributo importante a rendere migliore il mondo in cui viviamo.

Lei dirige un’importante realtà della finanza etica italiana. Qual è la vostra attività?
Noi abbiamo una missione molto chiara, cioè quella di promuovere in Italia gli investimenti finanziari delle famiglie e delle istituzioni verso imprese e stati attenti alle conseguenze sociali e ambientali delle loro azioni. In pratica promuoviamo quattro fondi comuni di investimento con diversi orizzonti temporali disponibili sia per la clientela retail sia per quella istituzionale; inoltre cerchiamo di offrire una consulenza specifica per tutte quelle istituzioni che desiderano intraprendere un cammino nel rispetto dei criteri di sostenibilità sociale e ambientale nei propri investimenti.

In base a quali parametri scegliete dove investire?
Utilizziamo un rigoroso sistema di valutazione socio ambientale degli emittenti quotati avvalendoci delle informazioni provenienti da una società  di ricerca specializzata e poi cerchiamo il dialogo con tutti i portatori di interesse. A questi dai, poi, Etica sgr applica i propri criteri di esclusione, ad esempio escludiamo imprese che producono armi o che gestiscono centrali nucleari, oppure quegli stati, ad esempio, che applicano la pena di morte. Abbiamo quindi una nostra metodologia di valutazione con circa settanta criteri di valutazione per le imprese e cinquanta per gli stati, basati sulle tematiche di governance, impatto sociale e ambientale e ovviamente sul rispetto dei diritti umani. Abbiamo poi un comitato etico indipendente e autonomo composto da membri scelti tra personalità di alto profilo morale e di riconosciuta esperienza nel campo del sociale, del mondo religioso, dell’ambiente, dell’impegno civile e universitario che svolge un’attività di orientamento e controllo e ci aiuta a definire questi criteri e ad analizzare i singoli  emittenti o addirittura i settori in cui investiamo e quindi ad intraprendere tutte le attività di azionariato attivo.

Gli investimenti responsabili, eticamente e socialmente, ottengono risultati competitivi?
Certamente. Questa è una sfida che stiamo vincendo in questi anni. Il mercato finanziario italiano necessità di prodotti semplici, trasparenti e efficaci e un prodotto come il nostro, che è privo di costi occulti e derivati, ha dimostrato in questi ultimi anni che investendo solo in azioni ed obbligazioni di imprese e stati che prendono sul serio il loro impatto ambientale e sociale si possono ottenere rendimenti in grado di competere con i migliori fondi italiani ad indicare che le scelte semplici spesso possono dimostrarsi anche molto efficaci. E a confermare questa nostra filosofia di investimento ci sono stati importanti premi e riconoscimenti assegnati ai nostri fondi, come il Lipper Fund Awards e ultimamente il premio Alto Rendimento del Sole 24 Ore che abbiamo vinto per il secondo anno consecutivo con il nostro fondo bilanciato.

Secondo lei l’Italia come è messa in questo settore rispetto ai maggiori partner internazionali?
In Italia purtroppo siamo ancora in ritardo sulla media europea. Il nostro paese pesa solo un 3% del totale del continente sugli investimenti socialmente responsabili. Tuttavia proprio per questo motivo siamo convinti che ci siano ampi margini di sviluppo soprattutto in un momento in cui viene ridotto il peso delle pensioni pubbliche e andrebbe invece aiutato con incentivi di carattere fiscale chi pensa al proprio futuro in maniera consapevole investendo i propri risparmi attraverso i fondi comuni. In questo senso sarebbe molto utile distinguere chi fa speculazione da chi invece si propone un orizzonte temporale di medio-lungo periodo per i propri investimenti.

Parliamo della crisi economica internazionale. Come ha reagito il settore della finanza etica?
Il 2011 rappresenta probabilmente l’anno peggiore dal punto di vista della crisi finanziaria dall’entrata in vigore della moneta unica e ha visto la sopravvivenza dell’euro messa in discussione più volte. In questo senso per Etica sgr l’anno che si è appena chiuso ha avuto invece una raccolta netta positiva per 7,5 milioni di euro, in controtendenza sia al mercato dei fondi socialmente responsabili in Italia, sia al mercato del risparmio gestito nel suo complesso; questo dato mostra una migliore tenuta dei fondi di Etica sgr non solo rispetto agli altri ventisette fondi etici distribuiti in Italia, ma altresì rispetto al sistema del risparmio gestito nel suo complesso.

Parlando in generale del settore finanziario italiano può darci un suo parere sullo stato di salute del comparto e in particolare sul livello di trasparenza e tutela dei risparmiatori?
Sono convinta che il risparmio gestito e i fondi comuni italiani siano tra i migliori strumenti presenti sul mercato per livello di trasparenza e costi e attraverso i fondi etici il risparmiatore ha un’ulteriore possibilità, cioè sapere esattamente in quali aziende sta investendo, come avviene la sua scelta e ha il potere di partecipare a un cambiamento; Etica sgr partecipa infatti attivamente alle assemblee degli azionisti delle imprese nelle quali investe con l’obiettivo di sollecitare la riflessione del management sugli aspetti della responsabilità socio ambientale collegati alle attività che le imprese svolgono. Un’ultima considerazione: lo scorso anno le famiglie italiane hanno speso in lotterie e giochi una cifra pari a 76,5 miliardi di euro; se si considera che i fondi comuni hanno registrato un disinvestimento per 33 miliardi si capisce molto bene che c’è molto lavoro da fare da un punto di vista informativo e culturale. In un momento come questo noi pensiamo che la finanza etica possa contribuire alla ripresa del settore del risparmio gestito, anche grazie ai risultati che abbiamo finora raggiunto e alla costante crescita di fiducia da parte dei nostri 22.000 clienti.

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