Investimenti responsabili: Europa già leader mondiale e sono in arrivo nuove importanti misure In evidenza

Scritto da   Mercoledì, 07 Marzo 2018 12:03 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Immagine:ElisaRiva/pixabay

Spesso ci si sente sopraffatti da un mondo che corre veloce. I mezzi di comunicazione ci propongono, o ci impongono, stili di vita e di consumo non sempre sostenibili e termini come globalizzazione, economia, finanza mondiale ci danno la sensazione di non poter governare fino in fondo la nostra vita. Eppure ognuno di noi può essere attore protagonista e, ovviamente non da solo, contribuire a determinare con le proprie scelte le dinamiche dell’economia globale.
Abbiamo ad esempio mai pensato a come vengono usati i risparmi che magari investiamo in prodotti finanziari?

Un investimento oltre ad essere più o meno remunerativo, più o meno  rischioso, può essere infatti anche più o meno etico.
Intervenendo su “A Conti Fatti”, programma a cura di Economia Cristiana trasmesso da Radio Vaticana Italia, ne ha parlato Pietro Negri, Corporate social responsibility manager di ANIA e presidente del Forum per la Finanza Sostenibile.


Cos’è un investimento sostenibile e quali sono i parametri che vengono presi in considerazione per definirlo tale?
È una forma di investimento che non si interessa esclusivamente al rendimento finanziario da ottenersi nel più breve tempo possibile, come fa nella stragrande maggioranza dei casi un investimento di tipo tradizionale, ma si preoccupa anche come i soldi vengono investiti.
Questa forma di investimento nacque una quarantina di anni fa negli Stati Uniti per via della scelta fatta da alcune comunità religiose di non investire più in determinate attività come pornografia, armi e tabacco; il primo criterio utilizzato per l'investimento sostenibile fu quindi un criterio di esclusione.
Man mano le tecniche di investimento sostenibile sono andate sofisticandosi e oggi abbiamo tecniche di investimento cosiddette best in class cioè si sceglie per investire l'impresa, maggiormente virtuosa dal punto di vista ambientale e sociale.
Altre tecniche di investimento riguardano il ruolo dell'investitore nei confronti del soggetto in cui si investe. Quando un fondo raccoglie gli investimenti dei consumatori retail o comunque investe grandi somme di denaro in una società può esercitare nell'assemblea generale di questi soggetti un potere in virtù della quota di azioni sottoscritte: questa forma di investimento si chiama engagement, nel senso che impegna gli amministratori di quella società ad avere comportamenti sempre più rispettosi dell'ambiente e della società nella quale questa impresa opera.
C’è la tecnica di investimento dell'impact investing, quella più innovativa e maggiormente in crescita, che si preoccupa di misurare gli effetti prodotti dall'investimento in termini ambientali e sociali; soprattutto sul piano sociale esistono delle tecniche per misurare gli effetti prodotti, uno di questi sistemi si chiama SROI, Social Return on Investment, ritorno sociale sugli investimenti, che misura proprio l'effetto prodotto nella società, nel suo complesso, prodotto dall'investimento in una determinata azienda quotata o non quotata o in una determinata attività commerciale.

È un mercato in crescita? Piace ai risparmiatori?
I numeri sono impressionanti. Come Forum per la Finanza Sostenibile nel novembre scorso abbiamo commissionato una ricerca alla Doxa che indagava proprio l'atteggiamento dei risparmiatori verso queste forme di investimento.
C'è una crescita esponenziale di soggetti che si dimostrano sempre più interessati a questa forma di investimento e che parallelamente stanno producendo delle masse gestite molto importanti.
A fine 2015 in Europa, risultavano gestiti con quelle tecniche che le ricordavo prima qualcosa come 12mila miliardi di dollari. La quota europea è pari a più del 50% del totale mondiale e questo dimostra che in Europa c’è una crescente e rapida crescita di interesse su questi temi.
Secondo uno studio dell'Eurosif, che è l'associazione europea dei fondi per la finanza sostenibile, dal 2013 al 2015 questo mercato è passato dal 3/4% al 22% e siamo certi che questi numeri siano ulteriormente cresciuti in questi ultimi due anni.

Cosa si sta facendo a livello internazionale per favorire lo sviluppo di un’economia di questo tipo?
Nel 2016 la commissione UE ha organizzato un gruppo di lavoro di esperti che ha preparato una serie di proposte che dovranno essere tradotte in norme dalla commissione stessa e che saranno proposte il 22 marzo prossimo.
Una prima proposta è che tutte le autorità di vigilanza dei settori finanziari dovranno vigilare sulle imprese di assicurazione, banche, fondi comuni di investimento, fondi pensione e verificare anche quale sia l'impatto prodotto dall'investimento sull'ambiente e sulla società civile nel suo complesso, per cui questi aspetti diventano uno strumento di valutazione dell'autorità di vigilanza.
Un'altra proposta molto importante riguarda la creazione di green bond a livello Europeo, cioè di fondi di investimento di debito per creare opere infrastrutturali, sia a livello europeo che nazionale, che possano aiutare ad accrescere la resilienza dei paesi verso il cambiamento climatico.
Un'altra delle proposte più importanti che sono state fatte e che vedremo se poi verrà tradotta concretamente in una norma, è quella di accrescere il dovere fiduciario dei gestori di patrimonio verso i loro investitori.
Oggi se io investo dei soldi il dovere del soggetto a cui do questi soldi da gestire è quello di darmi il maggior ritorno economico nel più breve tempo possibile. Domani questo gestore dovrà tener conto anche dell'impatto ambientale e sociale prodotto da questi investimenti e la cosa più importante è che dovrà farlo anche a prescindere dal fatto che io glielo abbia chiesto. Questo è molto importante e accrescerà l'attenzione verso investimenti di un certo tipo.
L’ultima notizia su questo fronte è che diverse compagnie di assicurazione nel corso delle ultime settimane hanno dichiarato di voler disinvestire dalle energie fossili per convertire i loro investimenti sulle energie rinnovabili. Parliamo di diversi miliardi di euro, che rispetto al totale delle masse gestite non rappresentano ancora cifre particolarmente importanti, ma danno l'idea di come il ciclo si sia invertito.

Cosa dovrebbe fare un risparmiatore per essere certo che i suoi risparmi siano investiti in attività socialmente e ambientalmente responsabili?
Come Forum abbiamo aperto una pagina web molto interessante che da parecchie informazioni su queste tematiche che si chiama risparmiatore responsabile.
Dal primo gennaio 2018 a ieri c'è stata una crescita dei visitatori del +70% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il 70% di utenti in più ha iniziato ad accrescere la propria competenza su questo fronte.
Quando si investono dei soldi bisognerebbe pretendere dal soggetto ai quali li portiamo, sia esso una banca, un fondo pensione, un gestore del risparmio o un impresa di assicurazione, informazioni puntuali e precise. È un po' come quando vogliamo conoscere meglio i componenti dei prodotti alimentari che compriamo, vogliamo saperne la provenienza, vogliamo sapere se si tratta di biologico, biodinamico o altro. Ecco, bisogna cercare di avere la stessa attenzione rispetto ai soldi che diamo in gestione a qualcun altro.

Immagine:ElisaRiva/pixabay
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