L’ascensore sociale è fuori servizio, a partire dalla scuola

Scritto da   Lunedì, 19 Marzo 2018 12:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto: MichaelGaida/pixabay.com
L'Italia in tutta Europa è tra i paesi più in difficoltà per quanto riguarda l’ascensore sociale: i ragazzi che provengono da famiglie povere, molto difficilmente riusciranno, nonostante gli studi e i titoli universitari, ad elevarsi a una condizione diversa rispetto ai propri genitori. Lo denuncia l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in un rapporto citato da Repubblica. 
 
In Italia, soltanto il 20,4 per cento dei quindicenni provenienti da famiglie in situazione di svantaggio socio-economico riescono a ottenere risultati soddisfacenti nei test Ocse-Pisa. La media Ocse si attesta sul 25,2 per cento. Mentre oltralpe siamo a quota 24,1 per cento, in Germania al 32,3 e in Finlandia al 39,1 per cento. In pratica, la scuola italiana fa poco per gli studenti più sfortunati. Perché è evidente che il retroterra culturale e socio-economico degli alunni influenza le performance. Per questa ragione l’Invalsi, che conduce in Italia indagini sulle competenze in Lettura e Matematica di oltre un milione e mezzo di alunni ha recentemente inaugurato il "valore aggiunto": quanto le scuole riescono ad incidere sugli alunni durante il loro percorso scolastico.
 
Indagare le cause dell’ennesima bocciatura della scuola italiana, poco efficace con gli ultimi della classe, non è semplice. A preoccupare anche il confronto con il dato del 2012, quando la quota di studenti che, nonostante lo svantaggio, riuscivano a cavarsela dignitosamente era del 24,7 per cento, oltre quattro punti superiore rispetto al dato di tre anni dopo. L’indagine si sofferma anche sulle condizioni che nei vari paesi membri influenzano la quota di studenti resilienti. Nel Belpaese a giocare un ruolo positivo solo due aspetti: il clima scolastico in classe e le assenze degli studenti. Meno assenze "strategiche" durante il corso dell’anno.
Foto: MichaelGaida/pixabay.com
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