Anev: sulle rinnovabili importante innalzamento obiettivi UE In evidenza

Scritto da   Martedì, 10 Luglio 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Anev: sulle rinnovabili importante innalzamento obiettivi UE

Nel 2015 il nostro paese ha sottoscritto l’Agenda 2030, impegnandosi per il raggiungimento di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Tra questi il numero 7 parla di energia pulita e accessibile a tutti. Sempre nel 2015 abbiamo partecipato alla COP21 di Parigi, sottoscrivendo pochi mesi dopo l’Accordo Globale sul Clima che ne è scaturito e impegnandoci a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera per contenere il riscaldamento globale.

Conditio sine qua non per il mantenimento di tutti questi impegni è la transizione da fonti energetiche fossili, come il petrolio, a fonti di energia rinnovabile, come il sole, l’acqua e il vento.  Su queste fonti energetiche recentemente l’Unione Europea ha deciso di alzare l’asticella del suo impegno.

 

Un intervento importante, come ricorda intervenendo su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, Simone Togni, presidente ANEV – Associazione Nazionale Energia del Vento.

 

 

Secondo gli ultimi accordi UE, entro il 2030 la percentuale al consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili dovrà salire dal 27% al 32%. 
Questa è una grande battaglia che le associazioni, tra cui Anev, hanno portato avanti perché agli obiettivi di Parigi di decarbonizzazione del sistema elettrico non erano corrisposti degli impegni a livello comunitario sufficienti a raggiungere quell'obiettivo che lo ricordiamo è di evitare il riscaldamento globale oltre il grado e mezzo rispetto ai livelli del 90.
Innalzare l’obiettivo al 32% significa che gli stati membri devono impegnarsi a mettere in campo delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili in grado di coprire una parte sempre crescente dei consumi, di tutti i consumi sono quelli elettrici, perché l'utilizzo dei combustibili fossili, oltre all'emissione di gas nocivi in atmosfera, provoca un innalzamento della temperatura.

 

Si parla di percentuali di consumi, non di energia prodotta.
Il dato che viene individuato a livello europeo è quello generale rispetto al consumo dell'energia e la trasposizione di questo obiettivo nei vari settori comporta poi una declinazione con delle azioni mirate che consentano di raggiungere quell'obiettivo.
Secondo le prime analisi l'innalzamento al 32% comporterà per il nostro paese un obiettivo di produzione di energia rinnovabile interna pari a circa due terzi del totale. Oggi il 40% dell'energia prodotta in Italia è prodotta da fonti rinnovabili.
Perché si parla di consumi e non di produzione? Perché il sistema più efficiente per arrivare all'obiettivo di decarbonizzazione e quello di calcolare la percentuale di energia che viene consumata all'interno di tutti i settori; la produzione elettrica è ovviamente uno dei principali, ma energia usiamo per la mobilità, per il riscaldamento e raffrescamento quindi per gli usi domestici: l'insieme di tutti questi fattori porterà alla riduzione delle emissioni climalteranti e di CO2 che sono i principali responsabili del riscaldamento globale.

 

Il provvedimento è stato accolto in maniera molto positiva, ma parliamo comunque ancora di meno di un terzo dei consumi finali.
È vero, ma il percorso che viene individuato vede al 2050 l'obiettivo di riduzione del 50% dei consumi e nella seconda metà dell'attuale secolo l'azzeramento dei consumi da fonti fossili.
Inoltre nel passato la realtà dei fatti ha spesso superato largamente gli obiettivi individuati.
Secondo le nostre stime il 32% di copertura dei consumi al 2030 è un dato che si potrà raggiungere quasi senza modificare le attuali politiche perché quello che sta succedendo di incredibile, grazie alla tecnologia che ci sta aiutando molto, è che queste fonti pulite, così come lo sviluppo della mobilità elettrica, stanno avendo delle evoluzioni tali per cui la loro scelta non deriva più dall’aspetto ambientale, ma è una scelta che avviene per un aspetto economico perché produrre energia da fonte eolica oggi costa meno che produrre energia da fonti fossili.
Allo stesso modo nei prossimi anni la mobilità elettrica sarà sicuramente più conveniente rispetto alla mobilità tradizionale e ai motori endotermici a benzina o a gasolio e questo farà sì che tutti compreremo macchine di quel tipo perché ce ne verrà un beneficio.
Se a questo trend si aggiungono gli aspetti etici e ambientali, come la salvaguardia del creato e la riduzione delle emissioni in atmosfera, tutto questo farà sì che la decarbonizzazione totale arriverà molto prima degli obiettivi che si stanno individuando a livello europeo.

 

Questo scenario che prospettive apre per il settore dell'eolico?
L'eolico ha in Italia un potenziale di sviluppo e produzione che è poco più del doppio rispetto all'attuale capacità; noi oggi arriviamo a 10.000 megawatt, una produzione equivalente ai consumi di circa il 6% degli italiani e l'obiettivo facilmente raggiungibile è arrivare tra il 12 e il 15%.
Oltre al beneficio ambientale che tutti abbiamo ben chiaro, raggiungere questo obiettivo comporterebbe anche un importante risvolto occupazionale e industriale.
L'eolico è l’unica tra le fonti rinnovabili nel nostro paese che è riuscita in 15 anni di sviluppo a realizzare una filiera industriale nazionale e questa cosa ci porta a essere esportatori di tecnologia all'estero.
Uno sviluppo ulteriore delle installazioni esistenti, insieme al rinnovamento del parco eolico obsoleto, quindi dei primi impianti che devono essere sostituiti con macchine più efficienti e moderne, consentirebbe di dar da lavoro a 67.000 addetti con un beneficio, essendo l'Italia esportatrice di tecnologia, anche dal punto di vista commerciale.

È una tecnologia a cui manca un po’ di fascino? Nell’immaginario comune quando si quando si pensa alle rinnovabili la prima cosa cui si pensa è il solare.
Il solare ha un aspetto tecnico e tecnologico molto positivo e cioè il fatto che può essere installato su ogni abitazione e può contribuire a quella generazione distribuita e a quella democratizzazione dell'energia che tutti noi crediamo sia opportuna. 
Sono però due fonti che si integrano molto bene, anche perché il solare dipende dalla disponibilità della fonte per cui può produrre soltanto durante le ore diurne mentre l'eolico fortunatamente produce anche di notte.
L'integrazione eolico/fotovoltaico, che sono le due fonti rinnovabili più moderne, consentirà di venire incontro ai fabbisogni di consumo da parte degli utenti garantendo e in futuro, anche grazie a sistemi di accumulo che con i veicoli elettrici saranno disponibili e diffusi, di avvicinarsi a quel 100% di produzione rinnovabile che certamente deve essere l’obiettivo finale.

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