Secondo l’IPCC, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, per contenere il riscaldamento globale entro 1,5° rispetto ai livelli preindustriali e scongiurare così effetti che potrebbero essere devastanti per l’equilibrio del pianeta sarà necessario entro il 2030 dimezzare le emissioni di CO2 rispetto al 2010 per azzerarle completamente entro il 2050.

Si tratta in sostanza di decarbonizzare l’economia, passando da un sistema produttivo basato sui combustibili fossili, in particolare il petrolio, a processi basati sulle energie rinnovabili. E per farlo sono rimasti pochissimi anni.
Se ne è parlato anche al convegno “Accordo di Parigi: quali prospettive di fronte all’aggravamento della crisi climatica”, organizzato dal Kyoto Club il cui direttore scientifico, Gianni Silvestrini, interviene all’interno di “A Conti Fatti”, trasmissione a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Tre anni fa a Parigi durante la ventunesima conferenza sul clima tutti i paesi del mondo si accordarono per contenere il riscaldamento globale possibilmente entro un grado e mezzo a fine secolo con la deadline fissata 2 gradi, superati i quali i cambiamenti climatici rischiano di diventare irreversibili.

Da allora altre due conferenze, Cop 22 a Marrakech e Cop 23 a Bonn hanno cercato di dare concretezza e attuazione a quell’importante accordo politico e pochi giorni fa si è chiusa un'altra conferenza molto importante la Cop 24 che si è tenuta in Polonia nella città di Katovice.
Era un appuntamento strategico e molto atteso che Roberta Cafarotti, responsabile scientifico di Earth Day Italia, commenta nello studio di “A Conti Fatti”, trasmissione a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Recentemente l'IPCC, il panel delle Nazioni Unite punto di riferimento scientifico internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, ha rilasciato un interessante rapporto ipotizzando lo scenario di in un mondo in cui la temperatura media globale sia cresciuta di un grado e mezzo rispetto ai livelli preindustriali. Questo è l’obiettivo più ambizioso ipotizzato negli accordi di Parigi 2015 il cui obiettivo minimo, e comunemente accettato dai paesi firmatari, prevede una soglia massima pari a +2°.

Su “A Conti Fatti” interviene sul tema uno dei vicepresidenti dell'IPCC, il professor Carlo Carraro, docente di Economia Ambientale ed Econometria presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.

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Secondo uno studio condotto dall'Osservatorio Autopromotec l’italia è il paese europeo con il tasso di motorizzazione più alto con ben 62,4 auto ogni 100 abitanti. Le auto in circolazione sono moltissime, troppe, e il risultato è che l’aria delle nostre città, in particolare le più grandi, è irrespirabile.
Il settore dei trasporti, che concorre in maniera importante sulle emissioni di gas serra del nostro paese è chiamato ad una transizione energetica per risultare meno impattante sia sul clima che sul nostro apparato respiratorio.

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