“Nelle strategie nazionali di sviluppo economico deve considerarsi prioritaria l’adozione di strumenti normativi efficaci atti a promuovere una sempre maggior diffusione di modelli di sviluppo sostenibili, della Green Economy e dell’economia circolare.” Così è scritto nel contratto di Governo (al punto 4 - Ambiente, Green economy e Rifiuti zero).

Il passaggio da economia lineare (basata su produzione, consumo e smaltimento di un bene) ad economia circolare (basata invece su produzione, consumo, riutilizzo, riparazione, raccolta, riciclo, re-immissione nel ciclo produttivo) è fondamentale nel momento in cui le risorse naturali diventano sempre più preziose, visti i nostri insostenibili ritmi di consumo; basti pensare che in poco più di un secolo la popolazione mondiale è quadruplicata, ma nello stesso intervallo di tempo si stima che il consumo di risorse naturali sia aumentato di ben 12 volte.

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Pochi giorni fa la Fondazione Sviluppo Sostenibile ha presentato l'annuale rapporto "L'Italia del Riciclo" che fa il punto sull'economia del recupero di materiali come acciaio, carta, vetro e legno, dalla filiera del riciclaggio. Un settore in piena crescita che si basa sia sulle politiche comunali del riciclaggio domestico e urbano, sia su quelle nazionali su scala industriale, rappresentate dai consorzi che raccolgono i materiali di scarto in grandi quantità e li avviano a ridiventare materia prima. Se ne è discusso in "A Conti Fatti" con Emmanuela Pettinao esperta dell'area "rifiuti ed economia circolare" della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

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