Mercoledì, 28 Febbraio 2018 12:01

Un patto intergenerazionale per creare lavoro

Un paese che invecchia ha il dovere non solo di aver cura della parte più anziana della sua popolazione, ma anche di mantenerla il più possibile attiva nella società. Chi ha qualche capello bianco sulla testa ha infatti ancora molto da dare, soprattutto alle giovani generazioni.
Parlando di lavoro, ad esempio, l’esperienza costituisce un bagaglio di inestimabile valore per un artigiano ed è allo stesso tempo una componente non sempre facilmente trasmissibile, soprattutto se non c’è chi è disposto ad accoglierla. Dall’altra parte in una società che corre veloce per i non giovanissimi tenere il passo con innovazione tecnologica non è affatto semplice.

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Gli italiani vivono un anno in più della media dei paesi dell’Unione Europea. L’aspettativa di vita è di circa 80 anni per gli uomini e 85 per le donne. Ma le statistiche affermano anche che un anziano su due soffre di almeno una malattia cronica e il 23% soffre di gravi limitazioni motorie. Con una popolazione che invecchia progressivamente e che entro il 2050 si concentrerà quasi all’80% nelle aree urbane, è imperativo ripensare le città per portarle a misura di anziano, a livello di trasporti, spazi comuni, servizi e strutture sanitarie. Ne abbiamo parlato con Marco Di Luccio, presidente di Abitare e Anziani, intervistato in “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Una delle chiavi di volta nella vita di un paese che vede aumentare la propria popolazione anziana, è la promozione di politiche di "invecchiamento attivo". Si tratta di coinvolgere gli anziani in modo da "ridefinire e a aggiornare il proprio progetto di vita" come recita il testo della proposta di legge 3538 ("Misure per favorire l'invecchiamento attivo della popolazione attraverso l'impiego delle persone anziane in attività di utilità sociale e le iniziative di formazione permanente"), in questi mesi al vaglio del Parlamento.

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Sul fronte dell’assistenza alle fasce più deboli della popolazione il mondo cattolico è da sempre molto presente e tante sono le congregazioni che nel loro carisma presentano questa vocazione .
Non sempre, tuttavia, le strutture cattoliche hanno forze e capacità sufficienti per svolgere a pieno il proprio servizio.

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Secondo le statistiche dopo il Giappone l’Italia è il paese più anziano del mondo.
L’età media della popolazione del nostro Paese si sta alzando progressivamente, da una parte grazie all’allungamento della vita e dall’altra a causa del drastico calo delle nascite.
Questa situazione apre nuove questioni legate al funzionamento del welfare italiano e alla qualità di vita delle persone anziane.

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Tra le categorie più a fragili e più esposte al richiamo del gioco d'azzardo patologico ci sono gli anziani, e in particolare i pensionati, che sempre più spesso suppliscono con il gioco alla noia o alla mancanza di compagnia. Una china pericolosa che mette in pericolo i patrimoni ma anche la salute di una parte sempre maggiore della popolazione anziana e delle famiglie. La trasmissione "A Conti Fatti" di Radio Vaticana ha affrontato l'argomento con Agostino Siciliano, segretario nazionale della UIL Pensionati, un sindacato particolarmente attivo nella lotta alla ludopatia e al proliferare dei giochi d'azzardo legali.

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Suor Chiara, Superiora Provinciale Italiana della Congregazione delle Piccole Sorelle dei poveri, è intervenuta su A conti Fatti, rubrica a cura della redazione di economicristiana.it ed in onda sulle frequenze della Radio Vaticana.

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