Rispetto dell'ambiente; politiche sostenibili; tecnologie green; prodotti ecologici. Nell'immaginare un pianeta e una società umana meno inquinati, spesso dimentichiamo il ruolo chiave dell'economia.

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Uno dei temi che rappresenta un terreno comune tra chi si occupa di tutela ambientale e chi promuove il progresso sociale è la consapevolezza che lo sviluppo delle popolazioni e delle comunità povere deve avvenire in modo sostenibile. Le soluzioni a problemi globali come povertà, fame, igiene, sanità, non può non tener conto dei risvolti ambientali ma, anzi, nelle tecnologie pulite e nei comportamenti sostenibili quelle emergenze possono trovare soluzioni più efficaci. Al Villaggio per la Terra, il 22 aprile, abbiamo incontrato l’associazione Azione per un Mondo Unito, animatrice di laboratori e momenti di educazione allo sviluppo per i bambini, e testimone di progetti all’estero per portare, ad esempio, acqua pulita e cure mediche alle popolazioni africane, o promuovere il turismo sostenibile nelle aree rurali del Sud America. Ai nostri microfoni Riccardo Camilleri, rappresentante dell’AMU.

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Tre anni fa papa Francesco diffuse l’enciclica “Laudato Si’”, un accorato appello alla cura della casa comune, ovvero il nostro pianeta, che è diventato un punto di riferimento e di convergenza tra il mondo dell’ambientalismo laico e quello cattolico. Il 25 aprile, a Roma, il Villaggio per la Terra ospiterà un incontro pubblico sul tema “Laudato Si’, le culture si interrogano”. Il convegno, organizzato da Earth Day Italia, dal Gruppo Editoriale Città Nuova, in collaborazione con Il Cortile dei Gentili, riunirà rappresentanti di diverse culture per una riflessione sulle conseguenze della pubblicazione dell’enciclica sul piano scientifico, politico e religioso e sociale. Ne abbiamo parlato con Piero Coda, presbitero, teologo e membro della Pontificia Accademia di Teologia, in questa intervista per “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Tra i concetti dell’enciclica Laudato Si’ sui temi dell’ambiente, papa Francesco ha incluso quello di “Ecologia integrale”: un’ecologia che non solo vuole l’uomo in armonia col mondo naturale, ma che promuove anche un contesto sociale ed economico attento alle esigenze dell’essere umano e della comunità. Nel mondo cattolico questa dottrina è ben rappresentata dall'Economia di Comunione, un movimento che coinvolge imprenditori, cittadini, economisti e professionisti vari che, nella pratica, cercano di correggere le aberrazioni del sistema capitalistico, proponendo dinamiche economiche alternative, e contrapponendo la cultura del dare a quella dell’avere. L’Economia di comunione è nata negli anni ‘90 da un’idea di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari.
“A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, ha approfondito il tema con Florencia Locascio, coordinatrice della Rete Internazionale di Incubazione di Aziende dell'Economia di Comunione.

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Non esiste solo la responsabilità dell’impresa, ma anche quella del consumatore. Ognuno di noi con le proprie scelte di acquisto premia le politiche aziendali di questa o quell’impresa.

Quando si acquista si premia il prodotto che si ritiene migliore di altri, esattamente come si fa quando alle elezioni si premia un candidato con il proprio voto. È il concetto di voto con il portafoglio, tema che l’associazione Next-Nuova Economia per tutti porta avanti da diversi anni e che recentemente si è dotato di un nuovo strumento, un’app che permette di trovare imprese sostenibili, informarsi sulle loro politiche aziendali e, eventualmente, premiarle con il proprio “voto”.
Luca Raffaele, project manager di Next - Nuova Economia X Tutti, ne ha parlato intervenendo su “A Conti Fatti, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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C'è un fenomeno in crescita in questo momento storico di stravolgimenti politici e conflitti armati localizzati in Africa e medio oriente: l'arrivo in Europa di Minori Stranieri Non Accompagnati, ragazzi che per sfuggire a guerre, povertà, carestie e dittature, affrontano viaggi rischiosi verso i paesi più ricchi, nella speranza di un futuro migliore. Diventa cruciale, oltre a una prima accoglienza dignitosa e celere nel risolvere problemi logistici e burocratici, inserirli in un percorso di inserimento sociale e di formazione professionale che possa aiutarli nell'integrazione in una società del tutto differente da quella di origine. Un percorso che possa, infine, dar loro anche un lavoro che li renda parte attiva della comunità e permetta loro di sostenere le famiglie a distanza. Ne parliamo con Flavia Cerino, avvocato civilista e immigrazionista, referente del progetto "Fare sistema oltre l'accoglienza"

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