Quando si parla di alternative ai combustibili fossili si nominano di solito i motori elettrici, ibridi, a gas, come il metano o il GPL. A volte si citano i biocombustibili, derivati dalle biomasse; quasi mai l'idrogeno. Questo combustibile, più propriamente “vettore energetico”, è in teoria più pulito degli altri gas perché dallo scappamento esce solo vapore d'acqua. Eppure nel Piano Energia e Clima proposto recentemente dal Governo all'Europa si ipotizza al 2030 soltanto l'1% di contributo dell'idrogeno al settore dei trasporti. Nel 2016 fu varato un Piano Mobilità Idrogeno per l'Italia che per il 2020 prevedeva 20 stazioni di rifornimento sul territorio nazionale; sarebbero salite a circa 200 per il 2025 a servire un parco auto di 27.000 vetture. Nel 2050 secondo questo piano ci dovrebbero essere 5000 stazioni e ben 8 milioni e mezzo di vetture a idrogeno sulle nostre strade: il 20% del totale. Ma di queste auto al momento non c'è traccia.

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