Giuliano Giulianini

Giuliano Giulianini

Domenico Iannacone è un giornalista di Rai Tre che conosce bene la “terra dei fuochi”. Le sue inchieste filmate, trasmesse nel programma “I dieci comandamenti” nel 2013 e ancora lo scorso novembre, hanno contribuito ad accendere e a mantenere puntati i riflettori su questa ferita aperta nella società italiana. Se i dati ufficiali e le statistiche pubblicate di recente sembrano ridimensionare il problema della sicurezza alimentare dell’agricoltura campana, ci pare doveroso andare oltre i numeri e cercare di comprendere la realtà sociale di quelle terre, parlandone con chi ha intervistato, sul posto, chi è costretto a vivere accanto a roghi e discariche.

Terra dei fuochi” è un’espressione diventata ormai parte del vocabolario italiano contemporaneo. Definisce una grande parte delle province di Napoli e Caserta, dove i roghi tossici periodicamente distruggono rifiuti di ogni genere, sprigionando gas nocivi. L’emergenza ambientale riguarda anche quei terreni in cui per decenni sono stati interrati senza criterio rifiuti urbani e industriali, e le acque dove penetrano le sostanze inquinanti che colano dalle montagne di spazzatura. Inchieste giornalistiche, documentari, persino film e fiction hanno contribuito a dipingere a tinte fosche quella che per millenni è stata la “campania felix” d’Italia: uno dei territori più ricchi e fertili per l’agricoltura. Nell’opinione pubblica si è fatta largo l’idea che i prodotti della terra provenienti dalla Campania siano in parte contaminati e che i residenti di quelle province vivano col rischio concreto di contrarre malattie legate all’inquinamento.
A dicembre l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno ha presentato i dati di uno studio capillare su terreni, prodotti e analisi su residenti volontari che sembrano smentire del tutto queste preoccupazioni. Ne abbiamo parlato in “A conti fatti” con Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno; intervista trasmessa da Radio Vaticana Italia FM 105.0.

Le case automobilistiche hanno ormai compreso che le macchine del prossimo futuro non potranno più circolare se saranno spinte da carburanti inquinanti. Tutti concordano sul fatto che, a lungo termine, la soluzione è quella del motore elettrico, ma mentre alcuni marchi puntano per il momento sulle motorizzazioni ibride elettrico/benzina, altri hanno saltato un passaggio e propongono agli automobilisti/clienti veicoli già elettrici al 100%. Una scelta per certi versi coraggiosa, per ora non premiata dal mercato, che deve fare i conti con un muro culturale duro da scalfire. Delle tecnologie oggi disponibili per le auto elettriche, del confronto con i motori tradizionali e delle prospettive per il prossimo futuro di questo settore cruciale, abbiamo parlato con Bruno Mattucci, presidente e amministratore delegato di Nissan Italia che poche settimane fa ha annunciato un accoro strategico con Enel, in occasine del lancio di un nuovo modello di auto. L’intervista è tratta da “A conti fatti” rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa ogni mercoledì alle 11.30 da Radio Vaticana Italia.

Spesso lo dimentichiamo, ma i trasporti urbani, da decenni, sono spinti da motori elettrici: basti pensare ai tram, ai filobus, ma anche ai treni dei pendolari e alle metropolitane, che dagli albori del ‘900 sfruttano le reti elettriche delle città per spostare milioni di persone.
Purtroppo però automobili, furgoni e mezzi a due ruote non possono contemporaneamente muoversi e collegarsi alla rete elettrica, perciò finora il trasporto privato si è servito di motori con pistoni, cilindri e carburanti fossili. Ora però bisogna cambiare. I motori sono pronti da sempre, le batterie hanno raggiunto una sufficiente autonomia, ma manca ancora una struttura capillare di stazioni dove ricaricare i veicoli in tempi ragionevolmente brevi.
Ne abbiamo parlato con Alberto Piglia, responsabile E-Mobility di Enel X, la divisione dell’ente che si occupa di innovazione e mobilità elettrica, intervistato in “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Scrivere libri è importante per la perpetuazione del sapere e della civiltà, ma non servirebbe a nulla se non si riuscisse a conservarli. La grandiosa biblioteca di Alessandria, faro di cultura del mondo antico, è andata inesorabilmente perduta, mentre dei semplici rotoli sotterrati in una grotta sul Mar Morto sono arrivati fino a noi gettando nuova luce sugli studi biblici. La conservazione dei libri è cruciale non solo per le grandi istituzione bibliotecarie, ma anche, banalmente, per le nostre librerie casalinghe: come evitare di soccombere ai nostri libri, come stava per succedere alla signora Shaunna Raycraft che ha rischiato di veder crollare la sua casa sotto il peso di 350 mila volumi? Ne abbiamo parlato con Ambrogio Borsani, docente di comunicazione, autore di romanzi, libri di viaggio e per ragazzi, che con l’Editrice Bibliografica ha pubblicato un gustoso saggio dal titolo: “L’arte di governare la carta”. L’intervista è andata in onda nel programma “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

La cultura letteraria e la diffusione dei libri non è affidata soltanto alle librerie e agli editori, ma anche alle biblioteche, in particolare a quelle pubbliche. In Italia queste strutture e le figure professionali che ci lavorano sono associate nell’AIB, Associazione Italiana Biblioteche, che tra i compiti istituzionali si incarica di promuovere lo sviluppo delle biblioteche come servizio fondamentale per il cittadino, incentivare la lettura e l’accesso al mondo della cultura, diffondere lo sviluppo di strumenti moderni per la fruizione delle biblioteche e del patrimonio librario. Per avere una fotografia del sistema bibliotecario italiano “A conti fatti” rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia 105.0, ha interpellato Rosa Maiello, presidente dell’AIB.

Allargate, divise, unigenitoriali, multi etniche: le famiglie italiane stanno cambiando con l’evolversi della società. Accanto a queste definizioni ormai entrate nel vocabolario corrente ci sono anche forme e categorie del tutto nuove, come le famiglie “allungate”, “ricostruite” e quelle formate in seguito a unioni civili e omosessuali. In questo quadro complesso stanno cambiando rapidamente i ruoli dell’uomo e della donna nella famiglia, ma anche quelli dei parenti più stretti, come i nonni che rispetto al passato assumono maggiore importanza nella custodia dei figli e nel sostegno economico. Per delineare il ritratto della nuova famiglia italiana Raffaella Saso, coordinatrice dell’Osservatorio Famiglie dell’Eurispes, è stata intervistata nella trasmissione “A conti fatti”, rubrica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Il periodo delle feste natalizie è caratterizzato da sempre, in Italia, da un boom dell’economia, e in particolare del commercio. Anche per quest’anno sono previsti aumenti negli acquisti di beni e servizi che, comparati agli anni scorsi, fanno pensare a una definitiva uscita dal lungo periodo di crisi. Cresce ad esempio del 4,4% il budget destinato dalle famiglie per cenoni, regali e viaggi: una cifra che in media supera i 500 euro; e cresce anche, del 16%, la quota dello shopping online. Non bisogna dimenticare però che troppe famiglie sono ancora in piena crisi, ed infatti circa un italiano su cinque ha dichiarato  che non farà regali quest’anno. Se ne è parlato in “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, con Lorenzo Bazzana, responsabile economico di Coldiretti.

Recentemente il Comune di Aielli, circa 1500 abitanti in provincia de L’Aquila, è stato selezionato tra le “100 mete d’Italia” dall’Osservatorio delle Eccellenze Italiane. Si tratta di una rassegna di località portate ad esempio per la storia, l’arte, i prodotti locali, ma anche per l’ospitalità, la buona amministrazione e la capacità di reagire alle difficoltà. Aielli, comune montano dell’appennino abruzzese, nell’arco della sua storia millenaria, ha dovuto affrontare diversi momenti drammatici, dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Ne abbiamo parlato con il primo cittadino, Enzo Di Natale, intervistato in “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Il mercato del credito illegale in Italia è purtroppo in crescita, favorito da lunghi anni di crisi economica, diminuzione dei consumi e dei livelli occupazionale, e dalle difficoltà di larga parte dei cittadini ad accedere al credito bancario. Secondo un rapporto presentato da SOS Impresa – Rete per la legalità, l’associazione antiracket e antiusura promossa da Confesercenti, il giro d’affari annuo degli usurai è cresciuto di 4 miliardi di euro dal 2011 al 2016, eppure, parallelamente, sono diminuite le denunce delle vittime. Ma soprattutto preoccupa il fatto che, come mai in passato, la criminalità organizzata è ormai entrata stabilmente in questo business illegale.
Di usura si è parlato nella puntata del 6 dicembre di “A conti fatti” rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia. Tra gli altri è intervenuto Lino Busà, coordinatore nazionale di SOS Impresa - Confesercenti.

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