Giuliano Giulianini

Giuliano Giulianini

La regola d’oro dell’economia circolare è che ogni rifiuto può essere convertito in risorsa: gli scarti vengono raccolti, trattati e messi di nuovo nei cicli di produzione come nuove materie prime. Il riutilizzo di materiali come legno, carta, plastica e vetro, permette di risparmiare sui costi di produzione e di impattare meno sull’ambiente evitando l’estrazione di nuove materie prime. I vantaggi, economici ed ambientali, sono ancora più evidenti per gli oli minerali, quelli utilizzati per la lubrificazione dei macchinari. In Italia se ne occupa il CONOU, Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli Oli minerali Usati, in occasione della fiera Ecomondo, ha presentato un rapporto sulla situazione nazionale. “A Conti Fatti” ha intervistato il presidente Paolo Tomasi.

I fiumi italiani sicuramente risultano imponenti nel contesto geografico e storico del paese, ma il summit internazionale del Campidoglio ha giustamente puntato i riflettori su bacini idrici in scala nettamente maggiore: come il Nilo, il Mississippi o il Rio delle Amazzoni. Abbiamo però approfittato della presenza tra i relatori dell’ing. Silvano Pecora, vice presidente della Commissione per l’Idrologia dell’Organizzazione Mondiale Meteorologica, per riportare temporaneamente il discorso sulla situazione dell’idrologia del belpaese.

Il bilancio idrico del pianeta comincia a non quadrare più. A causa dei cambiamenti climatici crescono le aree del pianeta in difficoltà dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico; allo stesso tempo crescono anche i consumi di legati alle nostre necessità produttive. Occorre una riflessione profonda sulla gestione e razionalizzazione delle risorse idriche del pianeta ed è per questo che lo scorso 23, 24 e 25 ottobre i rappresentanti dei più grandi e importanti bacini idrici del mondo si sono riuniti a Roma nel summit internazionale Acqua e Clima. Un’opportunità per scambiarsi esperienze e condividere obiettivi e idee in vista della COP 23 che si è aperta a Bonn il 6 novembre e in cui sarà presentata la Carta di Roma, il documento con le conclusioni del summit. Il summit è stato aperto dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che abbiamo intervistato durante la prima giornata a margine dei lavori.

Come è ormai evidente c’è una serie di conseguenze all’innalzamento della temperatura che si ripetono in sempre più aree del pianeta: l’effetto serra causa siccità, o alluvioni, perdita di raccolti e moria di bestiame, conflitti intorno alle fonti d’acqua residue ed esodi di intere popolazioni in fuga dalla fame. La FAO lancia continui allarmi su queste situazioni, caldeggiando programmi di sostegno economico e soprattutto tecnologico per preservare e ottimizzare le risorse idriche dei paesi in via di sviluppo. Ne abbiamo parlato con Eduardo Mansur, direttore della divisione “Acqua e territorio” della FAO.

“Sulla strada per Santiago, così come lungo la via Francigena, il pane si divide, le porte non si chiudono, le cose di cui si ha bisogno sono poche, ogni gesto è gratuito: è la scoperta di un altro modo di stare al mondo”.

Protagonisti dei cammini sono i pellegrini, i camminatori, i viandanti. Tante definizioni per altrettante motivazioni che spingono le persone a mettersi in marcia. Ne parliamo con Luigi Nacci, scrittore e poeta, che ha dedicato larga parte della sua vita e della sua opera ai cammini. La frase citata è tratta del suo ultimo libro, “Viandanza, il cammino come educazione sentimentale” (Ed. Laterza, 2016), un testo che riassume la filosofia dell’autore rispetto ai cammini: non una sequenza di tappe da completare per sport o moda, ma un viaggio in se stessi dove l’incontro e la condivisione con gli altri contano quanto, e forse più della meta.

Il lato oscuro del rapporto tra l'uomo e gli animali da compagnia è il fenomeno dell'abbandono che genera il problema del randagismo. Secondo alcune stime, in Italia, ci sono 700 mila cani vaganti per il territorio. Un fenomeno che purtroppo è in grande crescita che, oltre a mettere gli animali in grande difficoltà e in pericolo, ha forti ripercussioni sulle economie dei comuni, chiamati a gestire canili, ricoveri e ambulatori sanitari.

Ne abbiamo parliato nella trasmissione “A Conti Fatti” di Radio Vaticana con Angelo Troi, segretario del Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti.

In occasione della “Giornata Mondiale dell'Alimentazione”, lo scorso 16 ottobre, Papa Francesco arrivando alla Fao ha donato e inaugurato una scultura di marmo raffigurante Aylan, il piccolo profugo siriano annegato nell'ottobre del 2015 davanti alla spiaggia di Bodrum in Turchia, con accanto un angelo con il volto segnato dal dolore. Il dono del Santo Padre è un'opera dell’artista trentino: Luigi Prevedel. Un omaggio a tutte le vittime dei naufragi in mare e un ricordo di quel bambino, che aveva solo 3 anni ed era in fuga dalla Siria.

Il Papa, insieme al direttore generale della Fao, José Graziano da Silva e a monsignor Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso le organizzazioni e gli organismi delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, ha sostato per qualche minuto davanti alla statua.

Prima di prendere la parola nell’assemblea, il Papa ha conversato brevemente nella Sala Cina con il direttore generale, con il direttore generale aggiunto, Daniel Gustafson e con il capo del Gabinetto, Mario Lubetkin. Al termine ha avuto luogo la firma del Libro d’Onore. Il Papa poi si è recato al secondo piano dell’edificio, nella Sala Caribe, dove ha salutato il Presidente, il Ministro degli Esteri e il Ministro dell’Agricoltura del Madagascar, i ministri dell’agricoltura di Italia, Canada, Francia e Stati Uniti d’America, il Sottosegretario dell’Ambiente di Gran Bretagna, il Segretario per l’Agricoltura di Germania, il Commissario Europeo per l’Agricoltura, il Commissario per l’Agricoltura dell’Unione Africana, il Ministro degli Esteri del Messico, l’Ambasciatore del Giappone alla FAO, il Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo e il Direttore Esecutivo del Programma Mondiale dell’Alimentazione.

Infine nella Sala Plenaria, dopo l’apertura dell’Incontro da parte di Enrique Yeves, la proiezione del video sul tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il Direttore Generale, Josè Graziano da Silva ha dichiarato che nel mondo ci sono 740 milioni di migranti, e che mai ce ne era stato un numero così alto. Il Papa ha poi tenuto il suo discorso, in cui ha chiesto un cambiamento di rotta, affrontando temi come il patto per le migrazioni, il disarmo, il rispetto degli accordi sul clima e la giustizia sociale, “di fronte all’aumento della domanda di alimenti è indispensabile – ha detto Papa Francesco – che i frutti della terra siano disponibili per tutti”. 

Che cos’è il suolo, dal punto di vista scientifico? Perché è così importante mantenerlo allo stato naturale? Che succede a un campo o a un prato ricoperti d’asfalto? E quanto ci vuole per riportare una superficie edificata alla condizione precedente?

La metà della popolazione mondiale vive nelle città, dove si consuma dal 60 all’80% di energia e da cui partono i tre quarti delle emissioni di CO2. È evidente che per un futuro sviluppo sostenibile, l’ambiente urbano debba essere migliorato. L’undicesimo, dei diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite, si prefigge di migliorare le città dal punto di vista ambientale, urbanistico, sanitario e sociale.

Analizziamo la situazione delle città italiane con Walter Vitali, direttore di Urban@It, che ha partecipato al gruppo di lavoro sull’obiettivo 11 , per la stesura di un documento di obiettivi e proposte presentato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

La Catalogna freme per un referendum secessionista. Il debito della Gran Bretagna viene declassato per i timori sulla Brexit. I tedeschi confermano la fiducia alla cancelliera Merkel ma con meno convinzione, e facendo entrare in Parlamento i primi deputati di destra del dopoguerra. Che riflessi possono avere sull'economia i sommovimenti politici di questi ultimi tempi in Europa? Le migrazioni di massa sono realmente un problema o piuttosto una risorsa per il nostro continente? Lo abbiamo chiesto a Marcello Messori, noto economista, docente universitario e direttore della Luiss School of European Political Economy.

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