Giuliano Giulianini

Giuliano Giulianini

Il lavoro nobilita e rende la dignità a chi ha attraversato momenti difficili della vita. Questa semplice verità viene spesso dimenticata da chi dà per scontato il poter svolgere un lavoro e trarre da questo i mezzi per il benessere personale. Se il diritto al lavoro è un valore acquisito per i cittadini di uno stato moderno, tanto che la disoccupazione è un indicatore inesorabile del benessere di un paese, gli immigrati, e ancor più i clandestini, i rifugiati, i richiedenti asilo, devono lottare molto di più per affermare il diritto ad un lavoro dignitoso, che pure è sancito anche per loro dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo. Una storia esemplare di quanto il lavoro può significare nella vita di un giovane profugo che arriva in occidente è la testimonianza di Reza Hussiani, fuggito da bambino dall'Afghanistan dei talebani, ed oggi, a 25 anni, titolare di una sartoria a Roma.

In una recente puntata di “A conti fatti”, rubrica radiofonica di Economia Cristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia, abbiamo raccolto l'allarme del presidente dell'Associazione Romeni in Italia sulle condizioni dei suoi connazionali nelle campagne del sud: costretti a lavorare e vivere in condizioni disumane e, nel caso di molte donne, sottoposti a molestie e vere e proprie violenze sessuali. Per approfondire l'argomento e dare la dimensione del fenomeno dello sfruttamento della manodopera agricola, non solo straniera, abbiamo intervistato Giorgia Ceccarelli, responsabile delle politiche per la sicurezza alimentare dell'associazione OXFAM Italia; autrice di un eloquente studio intitolato "Sfruttati. Povertà e disuguaglianza nelle filiere agricole in Italia".

Il consorzio AlmaLaurea ha da poco pubblicato il rapporto annuale che analizza i percorsi degli studenti italiani, dall'iscrizione al conseguimento della laurea o all'abbandono degli studi, e per i primi anni nel mondo del lavoro. I dati sono in generale confortanti: migliora la regolarità degli studi e diminuisce l'età media in cui gli studenti conseguono il titolo accademico; e aumentano i tassi di impiego dopo uno e cinque anni dalla laurea. Negli ultimi tre anni sono in aumento anche le iscrizioni, sebbene il nuovo millennio, nel complesso faccia ancora segnare un forte calo delle matricole rispetto ai decenni precedenti, soprattutto nel sud del paese. Altri dati sono meno buoni: ad esempio diminuiscono i neolaureati che ottengono un contratto a tempo indeterminato, mentre aumentano le forme contrattuali più precarie. 
Per approfondire tutto ciò “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, ha intervistato Ivano Dionigi, presidente del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.

L'efficienza energetica è quel principio per cui si installano infissi con i doppi vetri alle finestre degli appartamenti o si coibentano solai e pareti di interi palazzi: ambienti ben isolati fanno risparmiare energia, e dunque denaro, per riscaldarli o raffreddarli. ENEA ha appena pubblicato il settimo Rapporto Annuale sull'Efficienza Energetica in Italia, con dei dati bene auguranti.
Nel 2017 gli italiani, convinti anche da bonus e incentivi vari, hanno speso 3,7 miliardi di euro per interventi di riqualificazione energetica. Negli ultimi sei anni questi interventi hanno fatto risparmiare al Paese circa due miliardi e mezzo di importazioni di combustibili dall'estero e, forse più importante, 19 milioni di tonnellate di anidride carbonica che grazie ai minori consumi non sono state disperse nell'atmosfera.
Per approfondire l'argomento “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, ha intervistato Alessandro Federici, responsabile per ENEA del monitoraggio delle politiche di efficienza energetica.

Torniamo a parlare di patrimonio forestale in un mese e in una stagione che spingono molti a riscoprire questi luoghi incantevoli, purtroppo però sempre a rischio di devastazione. Nel 2017 c'è stata una escalation di incendi boschivi in Italia: un milione e 400 mila ettari sono andati letteralmente in fumo, e addirittura si stima che negli ultimi trent'anni sia andato a fuoco il 12% delle foreste italiane. Oltre alle cause colpose, dolose e criminali, si deve puntare purtroppo l'indice sulla scarsa cura delle aree boschive, spesso abbandonate a se stesse con scarsi controlli.
PEFC Italia (Programme for the Endorsement of Forest Certification, Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale) è un’associazione che costituisce l’organo di governo nazionale del sistema internazionale di certificazione forestale. Certificare la gestione forestale vuol dire assicurare che il patrimonio boschivo venga tutelato e sfruttato a fini economici in maniera sostenibile. La certificazione apposta ad esempio su mobili, oggetti in legno, o su libri e giornali stampati, garantisce che per produrre quei beni non sono state devastate delle foreste.
A conti fatti”, la rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa ogni martedì da Radio Vaticana Italia, ha intervistato Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia.

Circa un mese fa la Basilica di San Giovanni a Roma è stata teatro della 27a Festa dei Popoli, promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma e dalla Caritas di Roma. La festa è stata anche occasione di riflessione sul diritto all'accoglienza e all'integrazione. Il convegno a margine della celebrazione ha permesso a diversi rappresentanti di comunità straniere in Italia di confrontarsi ed esprimersi. In Italia risiedono circa 5 milioni di stranieri. Circa un milione e 300 mila di loro sono in Italia da oltre 10 anni e 600 mila sono nati in questo paese. 

La comunità straniera più numerosa in assoluto in territorio italiano è quella dei romeni, la cui immigrazione ha conosciuto un boom dagli anni '90, con la fine della dittatura, e poi dal 2007 con l'entrata della Romania nell'Unione Europea. L'ultimo censimento ha contato oltre un milione di romeni residenti in Italia. Uno degli interventi più delicati al convegno “La Chiesa in ascolto”, durante la Festa dei Popoli svoltasi a Roma alcune settimane fa, è stato quello di Eugen Terteleac, presidente dell'Associazione dei Romeni in Italia, che ha evidenziato elementi di criticità nella convivenza tra italiani e romeni. I tasti più dolenti, per la comunità romena italiana riguardano lo sfruttamento dei braccianti agricoli e la disciplina della tutela familiare nei confronti delle comunità nomadi.

Gran parte dei migranti che sbarcano sulle coste italiane ha preso il mare dalla Libia: circa 10 mila persone nella prima metà di quest'anno, e quasi 63 mila nel 2017. Anche Talibe è arrivato dalla Libia all'inizio del 2017, ma il suo viaggio, partito dal natio Senegal, è stato molto più lungo. Oggi Talibe ha 18 anni, è in attesa di risposta alla richiesta di asilo, ed è ospitato alla Città dei Ragazzi di Roma, dove studia e frequenta corsi per apprendere un mestiere. Quando è partito però, era uno dei migliaia di "minori non accompagnati" che migrano in Europa affrontando mari e deserti, prigioni e trafficanti di uomini. Lo abbiamo incontrato alla Festa dei Popoli di Roma per farci raccontare la sua storia.

Secondo dati appena diffusi dal Ministero dell'Interno, nei primi 5 mesi e mezzo del 2018, sono arrivati dal mare poco meno di 15 mila persone, per la maggior parte tunisini, eritrei, sudanesi e nigeriani. Al di là dei numeri vogliamo comprendere le difficoltà e le opportunità di rifugiati, migranti e richiedenti asilo, grazie al racconto di alcuni testimoni di questo fenomeno epocale; storie raccolte al convegno “La Chiesa in ascolto” durante la recente Festa dei Popoli a Roma.

Paola Arosio, suora della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, è la coordinatrice del Centro Pedro Arrupe, una struttura alla periferia di Roma che accoglie famiglie di migranti e minori non accompagnati.

La cronaca e il dibattito politico in Italia fanno continuamente riferimento alla situazione delle città dove la crisi economica, le masse di profughi e migranti, il disagio sociale dei nostri tempi, mette spesso in crisi la convivenza civile. Le strade delle grandi metropoli, di giorno, ma sopratutto di notte, sono lo specchio del malessere, della nuova povertà e talvolta purtroppo anche delle violenze. Se ne parla nei salotti televisivi e nei comizi, spesso a sproposito e senza avere esperienza diretta della situazione reale. Ci sono però persone che ogni giorno, da anni, prestano assistenza a chi vive in strada, e contribuiscono alla sicurezza delle comunità in cui vivono. Sono i City Angels: basco blu e maglietta rossa, si definiscono "volontari di strada d'emergenza", e si propongono di aiutare chiunque ne abbia bisogno con un sorriso ma anche con azioni concrete. Ne abbiamo parlato con Mario Furlan, fondatore dei City Angels, intervistato nel programma “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessaa da Radio Vaticana Italia 105.0.

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