Collicelli: “imprenditoria immigrata in Italia cresce oltre il 16%”

Scritto da   Domenica, 02 Febbraio 2014 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Carla Collicelli, vice direttore del Censis, è intervenuta su "A Conti Fatti", programma realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana

 

Dottoressa, dati Censis dello scorso dicembre affermano che sono quasi 400 mila i cittadini nati all’estero che svolgono un’attività imprenditoriale in Italia. Si tratta del 12% di tutti i titolari d’impresa. Che caratteristiche hanno questi imprenditori?

Questi imprenditori sono più giovani rispetto agli italiani, con una spinta imprenditoriale e una propensione ad accettare tutti i rischi che una nuova impresa comporta, maggiore rispetto ai nostri concittadini. C’è un grande divario, confermato dai dati, tra i giovani italiani e giovani stranieri che mettono in piedi nuove attività imprenditoriali: tra il 2009 e il 2012 abbiamo assistito ad una crescita di imprenditori nati all'estero del 16,5%. Addirittura nell'ultimo anno, tra il 2011 e 2012, del ben 4,4%. Le imprese gestite da connazionali, invece, sono diminuite tra il 2009 e il 2012 del 4% e nell'ultimo anno dell'1,8%. Dati che evidenziano anche una diversità di impostazione: gli spazi di attività lavorative imprenditoriali ci sono, e l’alto numero di imprenditori stranieri lo dimostrano, ma presentano delle caratteristiche che non sono sufficientemente appetibili per gli italiani.

 

I settori di gran lunga preferiti dagli imprenditori stranieri che operano in Italia sono le costruzioni nel 21% dei casi e il commercio il 16% dei casi. Comparti, però, che nel nostro Paese sono messi a dura prova dalla crisi. Come se la stanno cavando gli imprenditori stranieri?

La crisi degli ultimi anni ha determinato una riduzione dei guadagni di molti imprenditori, anche stranieri, soprattutto negli ambiti delle costruzioni e del commercio. Questo non vuol dire che manchino spazi per attività lavorative imprenditoriali. Per esempio nel commercio, e in particolare nel commercio al dettaglio, la situazione è particolarmente eclatante: ci sono zone nelle quali la maggioranza dei negozianti e immigrato come ad esempio a Castel Volturno dove il 73,8% dei negozianti è un cittadino straniero; ma anche a Caserta dove è presente un 43% di imprenditoria immigrata, Lamezia Terme, con un 46%. Senza dimenticare la provincia di Roma dove ci sono quasi 10mila negozi gestiti da stranieri.

 

Sono 85mila gli imprenditori stranieri che lavorano in proprio e hanno tra i loro dipendenti anche italiani. Non solo aprono imprese, quindi, ma assumono anche…

Accanto al commercio al dettaglio di cui abbiamo detto poco fa, l’altra grossa fetta è rappresentata dagli imprenditori che svolgono attività prevalentemente artigianali o anche di piccola impresa, per esempio nell'ambito delle costruzioni. Secondo le ultime stime questi ammontano a 85mila unità. Si tratta in qualche caso di società uni personali. Però si nota anche un certo dinamismo in alcuni settori da parte di imprenditori immigrati che riescono a mettere in piedi delle attività più ampie che prevedono l'assunzione di personale, anche italiano. C’è anche un premio in Italia che viene intitolato proprio all'imprenditore straniero dell'anno e che mette in luce esperienze molto interessanti: come ad esempio quella di un cittadino polacco titolare di un importante filiale italiana di una multinazionale di cosmetici; oppure dell’imprenditore cinese titolare della Uniontrade di Peschiera Borromeo, azienda che fa import-export di prodotti alimentari internazionali e ha cinquanta dipendenti. Oppure dell'ungherese Thomas Simon che ha fondato un'azienda che effettua consegne a domicilio in bicicletta. Si tratta quindi di imprenditori che hanno idee innovative e una forte spinta imprenditoriale, capaci di fare impresa e soprattutto di assumere personale.

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