Comunità marocchina: quarant'anni di storia nel nostro Paese

Scritto da   Domenica, 16 Febbraio 2014 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
Vota questo articolo
(0 Voti)

Sono oltre mezzo milione nel nostre Paese, la comunità di immigrati non comunitari più numerosa: parliamo dei marocchini. Presenti in modo particolare nelle regioni del nord, la loro immigrazione nel Bel Paese ha inizio negli anni 70 ed è diventa più consistente negli anni 80 e nei due decenni successivi, dando vita ad un insediamento stabile e in continuo aumento. Nonostante siano stati in passato vittime di comportamenti razzisti, forte è il loro desiderio di integrarsi nel nostro Paese e di mettere solide radici. Lo dimostra anche il fatto che, nel 2011, sono stati quasi 15mila i nuovi nati di questa comunità. Il centro Studi Idos ha cercato di analizzare il volto poco conosciuto di questa comunità attraverso la ricerca “La comunità marocchina in Italia. Un ponte sul Mediterraneo”. Ne abbiamo parlato con Antonio Ricci del centro studi Idos intervenuto su "A Conti Fatti", programma realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana

 

Dottor Ricci, sono circa mezzo milione i marocchini presenti in Italia, la comunità di immigrati non comunitari più numerosa nel nostro Paese. Che caratteristiche ha questa comunità?

Quella marocchina è una comunità che ha ormai quarant'anni di storia nel nostro Paese, e che si caratterizza proprio per la multiformità. La nostra componente, circa il 10%, è collegata in modo particolare alle attività commerciali. Un fenomeno recente, però, molto importante è quello legato ai ricongiungimenti familiari: si formano nel nostro territorio sempre più famiglie marocchine, composte anche da coppie miste, italiane e marocchine. Questo è anche confermato dai dati delle iscrizioni nelle nostre scuole dove viene evidenziato che la collettività di studenti marocchini è cresciuta negli anni ed è una delle più importanti.
 

Nel 2011 sono nati in Italia circa 15mila marocchini, il che dimostra una crescita di questa comunità. Questi marocchini di seconda generazione si stanno integrando?

Queste sono le prime seconde generazioni di giovani marocchini nati nel nostro Paese e vivono questa situazione in una misura che possiamo definire ancora sperimentale. L’associazione 2G (Seconda Generazione) ha condotto un’indagine per sapere cosa ne pensano loro, i diretti interessati, ed è emerso un dato particolare: i giovani marocchini sentono un grosso attaccamento all'Italia. Il loro desiderio è quindi quello di integrarsi nella cultura italiana senza però perdere quella propria. Una doppia identità, quindi, che sia in grado di conservare il passato per condividerlo nel contesto dove vivono e contemporaneamente aprirsi al nuovo.
 

Circa il 19% dei marocchini insediati in Italia è riuscito ad aprirsi un’attività imprenditoriale. Questo dimostra non solo una grande desiderio di integrazione da parte di questa comunità ma anche un certo dinamismo imprenditoriale…

E' un sintomo, un segnale di voglia di riuscita. Nel caso specifico dei marocchini ci troviamo di fronte a una situazione veramente al di sopra della media, con una grossa componente che si sente portata nell’attività imprenditoriale. In modo particolare nel commercio, un settore particolare perché si fonda proprio sulla mediazione. Una mediazione che non è ormai più legata agli aspetti economici e commerciali, ma diventa veramente una mediazione culturale. Gli imprenditori marocchini diventano, allora, i primi mediatori interculturali per il successo di questa collettività e la sua integrazione in Italia.
 

Il centro studi Idos di Roma condurrà il progetto Isprit-immigrazione, percorsi di regolarità in Italia, di cui lei è responsabile. Di cosa si tratta?

E' importante, in questo momento di crisi economica in cui è sconsigliato migrare in Italia in cerca di lavoro, che in Marocco i giovani marocchini sappiano in maniera immediata, semplice e efficace quelle che sono le regolamentazioni per l'ingresso in Italia. Da questo punto di vista la guida che abbiamo istituito ha cercato di creare dei ripetitori, dei moltiplicatori di queste informazioni fondamentali. Informazioni che possano agire di supporto alle istituzioni italiane della rete diplomatica consolare. Nel mondo sociale e istituzionale marocchino abbiamo, inoltre, formato una serie di operatori che devono dare queste informazioni riguardo il mercato del lavoro, ma anche i ricongiungimenti famigliari e l'ingresso per motivi di studio. 

Letto 1197 volte

Informazioni aggiuntive