Osservatorio per la libertà religiosa – firmato il protocollo d’intesa

Scritto da   Mercoledì, 11 Gennaio 2012 01:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Osservatorio per la libertà religiosa – firmato il protocollo d’intesa

Nascerà a Roma, grazie al protocollo d’intesa firmato il 10 gennaio 2012 dal sindaco Gianni Alemanno e dal ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata, l’Osservatorio per la libertà religiosa nel mondo.

L’importanza della libertà religiosa nel nostro paese è sancita nella Costituzione dove all’art. 3 viene riportato “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”, e all’art. 8 si aggiunge: “tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”. Eppure, nonostante queste premesse continuano ad esserci confusioni sul tema.

Trasferendo la riflessione sul piano mondiale, violazioni di questo diritto si registrano ancora oggi in molti Paesi, “come quelle recentemente subite in Nigeria dai cristiani, che nel mondo sono tra i primi a subire attentati alla propria libertà religiosa con minacce fisiche, omicidi e stragi.” – ha precisato Alemanno. “Il fatto di firmare il protocollo insieme alla Farnesina – ha poi aggiunto - dà carattere internazionale a questo Osservatorio, sottolineandone il valore”. Si tratterà infatti di uno strumento a disposizione degli appartenenti a qualsiasi confessione per difendere il diritto a professare la loro religione.

Il Ministro Terzi nel corso della cerimonia di firma dell’accordo ha ricordato i termini dell'impegno italiano in ambito Onu e nel quadro dell'Unione Europea, assicurando che “la promozione della libertà di culto e della pacifica convivenza tra le fedi continuerà a costituire un tratto qualificante della dimensione etica della politica estera italiana".

Mostrare sensibilità verso la “questione religiosa” diviene necessario in un momento storico-sociale come quello che stiamo vivendo considerando che i flussi migratori mondiali sono causa di un pluralismo che deve essere ascoltato, compreso ed integrato al fine di non generare ulteriori fattori di crisi e disgregazione.

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