Ben-essere e “vita economica”

Scritto da   Domenica, 13 Dicembre 2009 01:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Il progresso tecnologico di questi ultimi anni ha determinato numerosi mutamenti e tra i più importanti troviamo l’evoluzione del significato di benessere. Da sempre tale concetto si riferiva alla salute fisica e all’assenza di patologie, nel tempo però ha assunto un’accezione più ampia, arrivando a coinvolgere tutti gli aspetti dell'essere umano.

Lo “star bene” è un obiettivo da realizzare all’interno dei diversi “luoghi” di vita della persona, tenendo presente che la cura del contenuto e del processo relazionale garantisce la prevenzione del disagio e permette la valorizzazione delle competenze in un’ottica di qualità.

In economia, la tradizione utilitaristica definisce l’utilità, come il grado di soddisfazione che un individuo può percepire dal consumo di un bene. L’utilità diviene pertanto indicatore del livello di benessere della persona. In economia vale il principio secondo cui l’individuo mira alla massimizzazione del benessere/utilità e alla minimizzazione della pena/dolore. Riportando le teorizzazioni sui bisogni e sui desideri di Abraham Maslow al settore economico, troviamo che il bene soddisfa il bisogno dell’individuo e gli premette di conseguire il suo benessere. Ancora, il benessere sociale è dato dalla somma delle utilità dei singoli. L’individuo acquista beni e servizi per soddisfare le sue necessità; queste necessità dipendono da valutazioni soggettive e dal tenore di vita. La teoria dell’opulenza invece, associa il benessere al possesso di un certo volume di beni e servizi. Questa definizione, per quanto oggettiva sia, risulta essere limitante in quanto riduce il benessere a sole variabili economiche.

Più di recente Amartya Sen , economista indiano Premio Nobel per l'economia nel 1998, ha proposto la Teoria delle Libertà - intesa come libertà di fare e di essere - in cui si evidenziano i risultati acquisiti dall'individuo su diversi piani come ad esempio quello della salute, della nutrizione, della longevità, dell'istruzione. Il reddito, secondo Sen, è solo uno degli strumenti che concorrono al raggiungimento di un certo stato di benessere. Infatti, a parità di reddito, una persona che soffre di malattie croniche avrà un benessere inferiore rispetto ad una sana. Il benessere di un individuo dipende, inoltre, dalla libertà che egli ha, nel momento in cui lo desideri, di consumare beni e servizi e quindi di conseguire i propri obiettivi di vita.

In ambito economico e lavorativo oggi, l’evoluzione del significato di benessere e la maggiore attenzione alla sua attuazione nei luoghi di lavoro, permette di avere un capovolgimento di prospettive, considerando sempre di più il consumatore e il lavoratore non più solo come un “acquirente” o “risorsa”, ma come “individuo” definito da tante componenti che ne influenzano scelte ed azioni.

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