Etica dell’imprenditore. Le decisioni aziendali, i criteri di valutazione e la Dottrina Sociale della Chiesa

Scritto da Marinella Placido Lunedì, 07 Settembre 2009 02:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Una riflessione sulla Responsabilità Sociale d’Impresa, indirizzata agli operatori economici che devono prendere decisioni a livello manageriale.

La Responsabilità Sociale d’Impresa è una categoria fondamentale dell’etica, attraverso cui si comprende la convenienza - anche economica - di una condotta illuminata.

Antonio Livi, in collaborazione con Sergio Fornai, analizza la nascita di questa categoria dal Summit di Rio de Janeiro nel 1992, in cui le Nazioni Unite invitarono le grandi imprese a definire accordi commerciali che prendessero in considerazione i diritti umani fondamentali ed ambientali e il termine esatto adottato in questo frangente fu Corporate Social Responsibility.

Oltre ai documenti giuridici, la responsabilità sociale di impresa è entrata nella cultura del nostro tempo come manifestazione della volontà delle grandi, medie e piccole imprese di gestire autonomamente le problematiche etiche e sociali.

L’autore, per approfondire la tematica, utilizza le riflessioni di Vittorio Merloni: “Un’ impresa ha bisogno di valori etici e morali di riferimento, altrimenti non può durare nel tempo”, spiegando così che non è sufficiente lavorare esclusivamente per il tornaconto economico. Occorre guardare con attenzione al tessuto della comunità dove l’impresa è inserita. Infatti se essa opera in modo corretto sono in tanti a beneficiarne:gli operai, gli azionisti, i fornitori, ma anche la collettività in termini di servizi, scuole, infrastrutture.

Ovviamente negli anni si sono susseguite, critiche ed obiezioni alla Corporate Social Responsibility. Nel 1989 il filosofo Noroberto Bobbio pose in essere varie riflessioni che si possono riassumere tutte nella tesi che l’unica responsabilità sciale dell’impresa è incrementare i profitti.

Sono state e sono tante le riflessioni e gli studi di economisti cattolici, anche alla luce della Dottrina sociale della Chiesa. Antonio Livi riporta ad esempio gli studi di Stefano Zamagni, secondo cui i principi di autoleggittimazione del mercato non sono uguali a quelli dell’impresa. Infatti, le regole del mercato richiedono rapporti orizzontali e simmetrici tra loro, mentre nell’impresa ci sono regole gerarchiche verticali. Quindi è impossibile ridurre la responsabilità sociale ad una riflessione meramente legata al “ciò che è legale è lecito”

L’Eticità non si può rilegare al concetto di legalità perché essa si costruisce mediante la “compatibilizzazione”degli interessi di tutti coloro che cooperano nell’impresa alla creazione di valore. E’ necessario quindi, che da ogni impresa giunga l’Ethos necessario per contribuire al Bene Comune.

Solo da pensatori che si interrogano, da imprenditori che si pongono ogni giorno problematiche etiche, dai lavoratori che fanno concretamente l’impresa, nascono le best practices capaci di costruire “cultura nuova”.

Antonio Livi , in collaborazione con Sergio Fornai, Etica dell'imprenditore. Le decisioni aziendali, i criteri di valutazione e la dottrina sociale della Chiesa, Leonardo da Vinci editore.

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