Le famiglie del Lazio si uniscono a sostegno di Civiltà dell'Amore per la Cooperazione allo Sviluppo

Scritto da   Mercoledì, 15 Ottobre 2014 18:06 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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"Happy Hour per Happy Family" non è soltanto un gioco di parole, ma il titolo di un evento benefico svoltosi a Roma  il 14 ottobre 2014, presso il locale Sapori & Parole a Roma: una serata attorno ad un tavolo imbandito non solo di cibo ma anche di buone parole, per raccontare con convivialità ciò che il Comitato di Collegamento Cattolici per una Civiltà dell'Amore ha fatto e sta facendo in ambito della cooperazione internazionale, assieme a tanti partner importanti di questo settore. In questa occasione, infatti, è stato presentato il nuovo progetto "Lavoro in Africa per non emigrare", in collaborazione col MAGIS(Movimento e Azione dei Gesuiti Italiani per lo Sviluppo),  a sostegno delle famiglie del Sud del Mondo da parte delle famiglie romane e del Lazio.

Oltre al Presidente del Comitato Giuseppe Rotunno e ai giornalisti interessati al progetto, alla serata hanno partecipato Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle Famiglie del Lazio, Gianfranco Cattai, presidente di FocsivMario Landolfi, segretario generale del MAGIS e Pino Bendandi, presidente della Lega Consumatori Regione Lazio.

Mario Landolfi, nel suo intervento, ha spiegato che Civiltà dell'Amore collaborerà nel sostenere un progetto già avviato a nord di Nairobi, ad Isiolo: qui sono protagoniste donne in cooperativa per l'autosostentamento necessario a contrastare la siccità periodica, causa di guerre per l'accaparramento di terreno fertile. Queste donne sono state addestrate in particolare per la coltivazione di cipolle e l'allevamento di polli, attività che richiedono meno spazio e risorse rispetto alle attività tradizionali del luogo. In questo modo si è già messo in moto un "gruppo pilota" che forma altre donne:questo innesca una reazione che consente di dare lavoro a tante famiglie e permette la necessaria formazione a tante donne e soprattutto ai loro figli, riuscendo a consentire la crescita delle famiglie.

Per questo motivo il Forum delle Famiglie del Lazio ha aderito alla serata e al progetto: la presidente Emma Ciccarelli, oltre a ribadire il sostegno all'iniziativa, ha affermato che questa iniziativa potrà essere una vera risposta efficace, rispetto ai tentativi di tanti politici che hanno soltanto pensato a contenere il fenomeno migratorio o a deviarne i flussi, perché è un progetto che non da risposte vuote, ma  restituisce dignità alle singole persone.

E non di solo donne si è parlato, ma anche di padri. Gianfranco Cattai ha ricordato quelli che lasciano la loro terra per intraprendere un viaggio alla ricerca di un lavoro, per sostenere le famiglie numerose, rimaste nel loro paese di origine con pochi soldi e tante speranze. Per questo Focsiv si batte da oltre 40 anni per fronteggiare la situazione con "laboratori di Fraternità", costruiti sulla fiducia e sulla reciprocità, che promuovono attenzione a queste situazioni a favore soprattutto dei giovani, soprattutto per far crescere una cultura che possa sconfiggere lo "spaccio della paura", alle basi del disagio. 

La serata si è conclusa sempre pensando ai Papà, con l'invito ad un prossimo incontro a dicembre incentrato sull'iniziativa del Comitato Civiltà dell'Amore, "Adotta un Papà nel Sud del mondo": lanciato nell'Angelus del 18 Marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II , questo progetto ha consentito in oltre 40 nazioni povere la promozione di iniziative che hanno dato lavoro in loco a capofamiglia, permettendo di far partire un circuito di opere strutturale di cui ha beneficato il territorio interessato. Giuseppe Rotunno ha dichiarato che per questo prossimo incontro il Sindaco Marino avrebbe offerto la disponibilità di una sala del Campidoglio e che in questa occasione verrà lanciato uno spot di promozione di questa iniziativa, realizzato grazie al contributo del famoso regista Pupi Avati. Certamente questo è un piccolo successo istituzionale e di riconoscimento per una associazione che da anni si batte senza troppi lustri per la cooperazione internazionale: la speranza è che continui su questa via.

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