Raddoppia l'attenzione dei media verso gli immigrati, ma spesso sono "Notizie alla deriva"

Scritto da   Venerdì, 26 Dicembre 2014 10:13 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Raddoppia l'attenzione dei media verso gli immigrati, ma spesso sono "Notizie alla deriva"

Le notizie su migranti e immigrazione sono in aumento, ma spesso, come i protagonisti dei fatti, queste sono “Notizie alla deriva": a dirlo, oltre con questo titolo, è il secondo rapporto dell’Osservatorio Carta di Roma, che grazie alla collaborazione delle Università di Bologna, Roma-La Sapienza e Torino, fotografa modalità e numeri con cui la stampa, dai quotidiani ai talk show, ha trattato il tema della migrazione nel 2013, con un focus speciale sul naufragio di Lampedusa.

Presentato 19 dicembre 2014 a Roma, presso la Camera dei Deputati, il rapporto presenta una chiara analisi di come i media nel 2013 abbiano trattato la vasta tematica dell'immigrazione. Il primo dato messo in rilievo è il raddoppio della copertura su questo ambito delle testate oggetto di ricerca. Le cause in ipotesi per questo aumento sono la presenza di alcune storie seguite a lungo: tra di esse si possono ricordare il naufragio a Lampedusa di Ottobre 2013, le notizie riguardandi il ministro Cécile Kyenge e gli insulti razziali rivolti da lei subiti e lo scandalo del CIE di Lampedusa.

Il 34% delle notizie continua a riguardare i movimenti di persone (un aumento del +9% rispetto al 2012) anche se nel 2013 è molto aumentata l'attenzione su argomenti di legislazione e amministrazione (+31%). Aumentati di +8% i casi di razzismo sulle testate, mentre cali sensibili si hanno per gli argomenti di società(-13%) e cronaca nera (-10%).

Giovanni Maria Bellu“L’informazione italiana si occupa sempre più d’immigrazione e lo fa anche con atteggiamento positivo (76% degli articoli), ma sempre in relazione a qualche evento." così ha affermato Giovanni Maria Bellu, presidente dell’associazione Osservatorio Carta di Roma,  in apertura della presentazione alla Camera dei Deputati. In questa occasione ha evidenziato come la trattazione sia spesso "compassionevole e pietistica come se si trattasse sempre di eventi a carattere emergenziale e non una presenza strutturale nel nostro Paese”. Dal rapporto, infatti, emerge che sebbene prevalgano posizioni di apertura e positività verso il "migrante", spesso questo venga raffigurato come soggetto passivo, come una vittima, schiacciato tra burocrazia e politica.

Per questo motivo il rapporto evidenzia la necessità di "offrire una contestualizzazione e un approfondimento che vadano oltre la cronaca e il dibattito politico". Lo scopo che si prefigge questa ricerca e l'associazione Osservatoio Carta di Roma è chiaro nelle sue conclusioni: c'è la speranza che questa riflessione "stimoli i professionisti del giornalismo a rinnovare le proprie modalità narrative sul tema dell'immigrazione in questa direzione".

Questo è un compito non semplice, dato che sempre più importanza è conferita, da alcuni editori e giornalisiti, al raggiungimento del maggior numero di lettori nel minor tempo possibile, più che alla reale qualità dell'informazione. L'etica ricorda che c'è sempre una persona dietro ad una notizia e che sono allo stesso modo persone quelle che leggono. Il vero lavoro è farle incontrare, queste persone, dentro ad un racconto dei fatti che rispetti la dignità di chi li ha vissuti e l'intelligenza di chi ascolta.


Le notizie su migranti e immigrazione sono

in aumento, ma spesso, come i protagonisti

dei fatti, queste sono “Notizie alla

deriva": a dirlo, oltre con questo titolo,

è il secondo rapporto dell’Osservatorio

Carta di Roma, che grazie alla

collaborazione delle Università di

Bologna, Roma-La Sapienza e Torino,

fotografa modalità e numeri con cui la

stampa, dai quotidiani ai talk show, ha

trattato il tema della migrazione nel

2013, con un focus speciale sul naufragio

di Lampedusa.

Presentato 19 dicembre 2014 a Roma, presso

la Camera dei Deputati, il rapporto

presenta una chiara analisi di come i

media nel 2013 abbiano trattato la vasta

tematica dell'immigrazione. Il primo dato

messo in rilievo è il raddoppio della

copertura su questo ambito delle testate

oggetto di ricerca. Le cause in ipotesi

per questo aumento sono la presenza di

alcune storie seguite a lungo: tra di esse

si possono ricordare il naufragio a

Lampedusa di Ottobre 2013, le notizie

riguardandi il ministro Cécile Kyenge e

gli insulti razziali rivolti da lei subiti

e lo scandalo del CIE di Lampedusa.

Il 34% delle notizie continua a riguardare

i movimenti di persone (un aumento del +9%

rispetto al 2012) anche se nel 2013 è

molto aumentata l'attenzione su argomenti

di legislazione e amministrazione (+31%).

Aumentati di +8% i casi di razzismo sulle

testate, mentre cali sensibili si hanno

per gli argomenti di società(-13%) e

cronaca nera (-10%).

“L’informazione italiana si
occupa sempre più d’immigrazione e lo fa

anche con atteggiamento positivo (76%

degli articoli), ma sempre in relazione a

qualche evento." così ha affermato

Giovanni Maria Bellu, presidente

dell’associazione Osservatorio Carta di

Roma,  in apertura della presentazione

alla Camera dei Deputati. In questa

occasione ha evidenziato come la

trattazione sia spesso "compassionevole e

pietistica come se si trattasse
sempre di eventi a carattere emergenziale

e non una presenza strutturale nel nostro
Paese”. Dal rapporto, infatti, emerge che

laddove prevalgono posizioni di apertura e

positività verso il "migrante", questo

venga raffigurato come soggetto passivo,

come una vittima, schiacciato tra

burocrazia e politica.

Per questo motivo il rapporto evidenzia la

necessità di "offrire una

contestualizzazione e un approfondimento

che vadano oltre la cronaca e il dibattito

politico". Lo scopo che si prefigge questa

ricerca e l'associazione Osservatoio Carta

di Roma è chiaro nelle sue conclusioni:

c'è la speranza che questa riflessione

"stimoli i professionisti del giornalismo

a rinnovare le proprie modalità narrative

sul tema dell'immigrazione in questa

direzione".

Un compito non semplice, dato che sempre

più importanza è data, da alcuni editori e

giornalisita, al raggiungimento del

maggior numero di lettori nel minor tempo

possibile, più che alla reale qualità

dell'informazione. L'etica ricorda che c'è

sempre una persona dietro ad una notizia e

che sono sempre persone quelle che

leggono. Il vero lavoro è farle

incontrare, queste persone, nel racconto

dei fatti che rispetti la dignità di chi

li ha vissuti e l'intelligenza di chi

ascolta.
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