Giornata Mondiale del Migrante e del rifugiato: per una Chiesa senza frontiere, madre di tutti!

Scritto da   Domenica, 25 Gennaio 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

 

Monsignor Perego, si è appena conclusa la 101esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Papa Francesco ha scelto come tema di questa giornata “la Chiesa senza frontiere, madre di tutti”. Che cosa intende il Santo Padre?

Il Santo Padre vuole richiamare l’attenzione innanzitutto sul tema della frontiera intesa non come elemento di divisione e di discriminazione, ma come elemento che aiuta la comunione, l’incontro nelle nostre comunità cristiane e nella vita sociale. Mai come oggi, le azioni di violenza rischiano di far alzare i muri, di far tornare alle divisioni e alle frontiere.  Il messaggio del Papa nell’occasione di questa Giornata diventa quindi un invito ad una riflessione intelligente sul tema della frontiera per fare in modo che l’incontro, la comunione e lo scambio diventino il luogo fondamentale su cui costruire la Chiesa.

 

Ci sono stati purtroppo dei fatti di cronaca nelle scorse settimane che hanno riportato l’attenzione sulla questione delle frontiere. C’è addirittura chi mette in discussione i patti di Schengen. C’è il rischio che i fatti di Parigi portino ad una deriva nazionalistica?

Bisogna evitare il rischio di dimenticare un percorso importante di riconciliazione, di scambio, di superamento delle frontiere partito nel 1984 che è Schengen. Schengen è stata una grande opportunità attraverso la quale non solo le merci, ma anche le persone hanno potuto circolate liberamente nei nostri territori. Con questo patto l’Europa è diventata effettivamente una casa comune. Ritornare alle frontiere, ad una politica della sicurezza basata solo sui controlli e non sullo scambio, significa umiliare un percorso storico, culturale, economico e sociale che si è fatto in questi anni.

 

I fatti di cronaca rischiano di confondere la precauzione contro possibili azioni estreme e di far fare un pochino tutto quanto un calderone con la questione migratoria che comunque rimane un tema centrale. Qual è l’equilibrio tra la sicurezza della popolazione e il dovere morale di accogliere chi viene da situazioni estremamente difficili?

La difficoltà, in politica, è quella di non comprendere che investire in integrazione, cultura, dialogo può diventare una grande risorsa per la sicurezza. Differentemente tutto ciò che invece è speso per chiudere, per dividere rischia di diventare uno strumento di insicurezza sociale. Credo che il problema di oggi sia proprio la visione politica attuale che investe profondamente in cooperazione internazionale in un momento in cui invece ci sono 27 guerre in atto e la cooperazione internazionale stessa è quindi sacrificata. È impossibile non prevedere che da questi paesi non partano le persone, e quindi bisogna investire, nel nostro Paese, in intercultura, in scambio culturale, affinché ogni persona si senta a casa, permettendo allo stesso tempo anche di conoscere ogni persona e di individuare quelli che sono i contesti sociali e culturali in cui può essere più facile il ritorno della violenza.

 

Lei come valuta il nostro Paese dal punto di vista dell’accoglienza?

C’è una grande capacità all’accoglienza nelle comunità e si è constatato anche con il grande sforzo che si è fatto per accogliere le 170.000 persone che sono arrivate nel nostro Paese quest’anno. Purtroppo abbiamo ancora una politica assolutamente debole dal punto di vista dell’investimento sulla cittadinanza, sull’integrazione, sulla partecipazione del mondo dell’immigrazione alla vita politica e sociale del nostro paese. Occorre fortemente investire in questo, diversamente c’è il rischio che anche nel nostro Paese si vengano a creare delle situazioni di esclusione dove più facilmente poi si ingenera violenza.

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