Roma anticipa i fenomeni migratori di tutta italia, l'importanza dell'Osservatorio Romano sulle Migrazioni

Scritto da   Sabato, 20 Febbraio 2016 09:03 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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La regione Lazio è la seconda regione, dopo la Lombardia, per numero di residenti stranieri(636.524) la maggior parte dei quali(523.957) risiedono a Roma, prima provincia italiana per numero di immigrati che da sola registra una quota del 10,4% a livello nazionale. Questi alcuni dati che emergono dall’undicesima edizione dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni

Il rapporto, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS con il sostegno e la collaborazione dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V, è stato presentato Giovedì 10 Febbraio a Roma.  Sono 3 le macro-dimensioni del fenomeno migratorio nel Lazio nell’anno 2015 su cui  questa ricerca si sofferma maggiormente: l’immigrazione stabile, incluse le nuove generazioni; i flussi e l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati; le ricadute sociali, economiche e lavorative sul territorio.

Uno dei primi dati che emerge è l’accresciuta domanda di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, come dimostrato dall’incremento del 50,4% di permessi di soggiorno rilasciati nel 2014 per asilo e protezione internazionale, nella sola provincia di Roma. Per far fronte all’accoglienza, lo Sprar e il sistema di accoglienza di Roma Capitale hanno rafforzato la propria rete, con un incremento dei posti disponibili che raggiungono quota 4.790 a fine 2014, ma che sono in costante aumento. Un grande passo avanti se si pensa che nel 2003 erano solo 69. A questi si aggiungono circa 2.000 posti per l’accoglienza straordinaria (Cas) che le varie Prefetture di Roma e provincia hanno attivato.

Oltre alle emergenze, è presente un processo di stabilizzazione, come testimoniato dalla presenza di 117.396 minori stranieri e da 8.777 nuove acquisizioni di cittadinanza italiana. Sebbene la grande maggioranza di stranieri risieda nella capitale, sono molti altri i centri in cui la presenza incide altrettanto rispetto alla capitale.  Dopo Roma, l’unico comune con più di 10.000 residenti stranieri è Guidonia Montecelio (10.954), cui seguono Fiumicino (8.994) e, con presenze tra i 7.600 e i 5.900 residenti, Ladispoli, Pomezia, Tivoli, Anzio, Ardea e Fonte Nuova.

Parlando della provenienza, più della metà(55%) provengono dall’Europa, un quarto dall’Asia, il 10,8% dall’Africa, il 9,1% dall’America e lo 0,1% dall’Oceania. I primi dieci paesi sono: Romania (176.077), Filippine (42.516), Bangladesh (30.020), Polonia (19.046), Cina (18.609), Ucraina (17.852), Perù (16.742), Albania (16.581), India (13.782) e Moldova (13.082).

Il contributo che gli immigrati offrono al mercato del lavoro e all’economia continua a rimanere forte con oltre 320.00 occupati(274.000 solo a Roma), il 14,1% dei lavoratori italiani: il tasso di occupazione degli stranieri(64%) supera di venti punti percentuali quello degli italiani. Il settore occupazionale di maggiore incidenza è quello dei servizi collettivi e personali(42,3%). Un’altra evidenza sono le 67.000 imprese con a capo un immigrato in tutta la regione. Nel caso di Roma tra le 57.000 imprese, più di 7 casi su 10 sono nei servizi: nei soli comparti del commercio, dell’edilizia e delle attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese, operano circa i tre quarti degli immigrati titolari di impresa nell’area romana.

“Per diversi aspetti l’area romana anticipa quello che, secondo le proiezioni dei demografi, avverrà a livello generalizzato a metà secolo.” ha commentato così i dati del dossier il Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, Ugo Melchionda. Ciò evidenzia come per diversi aspetti l’area romano-laziale prefiguri lo scenario che a metà secolo riguarderà molti altri contesti del paese, confermando l’importanza del Rapporto.

La regione Lazio è la seconda regione, dopo la Lombardia, per numero di residenti stranieri(636.524) la maggior parte dei quali(523.957) risiedono a Roma, prima provincia italiana per numero di immigrati che da sola registra una quota del 10,4% a livello nazionale. Questi alcuni dati che emergono dall’undicesima edizione dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni


Il rapporto, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS con il sostegno e la collaborazione dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V, è stato presentato Giovedì 10 Febbraio a Roma.  Sono 3 le macro-dimensioni del fenomeno migratorio nel Lazio nell’anno 2015 su cui  questa ricerca si sofferma maggiormente: l’immigrazione stabile, incluse le nuove generazioni; i flussi e l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati; le ricadute sociali, economiche e lavorative sul territorio.


Uno dei primi dati che emerge è l’accresciuta domanda di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, come dimostrato dall’incremento del 50,4% di permessi di soggiorno rilasciati nel 2014 per asilo e protezione internazionale, nella sola provincia di Roma.


Per far fronte all’accoglienza, lo Sprar e il sistema di accoglienza di Roma Capitale hanno rafforzato la propria rete, con un incremento dei posti disponibili che raggiungono quota 4.790 a fine 2014, ma che sono in costante aumento. Un grande passo avanti se si pensa che nel 2003 erano solo 69. A questi si aggiungono circa 2.000 posti per l’accoglienza straordinaria (Cas) che le varie Prefetture di Roma e provincia hanno attivato.


Oltre alle emergenze, è presente un processo di stabilizzazione, come testimoniato dalla presenza di 117.396 minori stranieri e da 8.777 nuove acquisizioni di cittadinanza italiana. Sebbene la grande maggioranza di stranieri risieda nella capitale, sono molti altri i centri in cui la presenza incide altrettanto rispetto alla capitale.  Dopo Roma, l’unico comune con più di 10.000 residenti stranieri è Guidonia Montecelio (10.954), cui seguono Fiumicino (8.994) e, con presenze tra i 7.600 e i 5.900 residenti, Ladispoli, Pomezia, Tivoli, Anzio, Ardea e Fonte Nuova.


Parlando della provenienza, più della metà(55%) provengono dall’Europa, un quarto dall’Asia, il 10,8% dall’Africa, il 9,1% dall’America e lo 0,1% dall’Oceania. I primi dieci paesi sono: Romania (176.077), Filippine (42.516), Bangladesh (30.020), Polonia (19.046), Cina (18.609), Ucraina (17.852), Perù (16.742), Albania (16.581), India (13.782) e Moldova (13.082).


Il contributo che gli immigrati offrono al mercato del lavoro e all’economia continua a rimanere forte con oltre 320.00 occupati(274.000 solo a Roma), il 14,1% dei lavoratori italiani: il tasso di occupazione degli stranieri(64%) supera di venti punti percentuali quello degli italiani. Il settore occupazionale di maggiore incidenza è quello dei servizi collettivi e personali(42,3%). Un’altra evidenza sono le 67.000 imprese con a capo un immigrato in tutta la regione. Nel caso di Roma tra le 57.000 imprese, più di 7 casi su 10 sono nei servizi: nei soli comparti del commercio, dell’edilizia e delle attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese, operano circa i tre quarti degli immigrati titolari di impresa nell’area romana.


“Per diversi aspetti l’area romana anticipa quello che, secondo le proiezioni dei demografi, avverrà a livello generalizzato a metà secolo.” ha commentato così i dati del dossier il Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, Ugo Melchionda. Ciò evidenzia come per diversi aspetti l’area romano-laziale prefiguri lo scenario che a metà secolo riguarderà molti altri contesti del paese, confermando l’importanza del Rapporto.
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