Testimoni della bellezza dell'incontro: il 35 anni del Centro Astalli di Roma

Scritto da   Mercoledì, 20 Aprile 2016 09:07 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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"Troppe volte non vi abbiamo accolto! Perdonate la chiusura e l’indifferenza delle nostre società che temono il cambiamento di vita e di mentalità che la vostra presenza richiede." Sono alcune delle parole del videomessaggio del Papa in occasione dei 35 anni di servizio del Centro Astalli di Roma, servizio che i Gesuiti svolgono per i rifugiati in Italia.

Al centro del messaggio la frase del Vangelo di Matteo «Ero forestiero e mi avete accolto» (cfr Mt 25,35). E prima di tutto il Santo Padre desidera rivolgersi a coloro che con la loro esperienza ci ricordano che "che siamo tutti stranieri e pellegrini su questa Terra, accolti da qualcuno con generosità e senza alcun merito." Ognuno di questi è un fratello con cui condividere "il pane, la casa, la vita" perché è "fuggito dalla propria terra a causa dell’oppressione, della guerra, di una natura sfigurata dall’inquinamento e dalla desertificazione, o dell’ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta".

Sono tante le volte in cui questo non avviene perché vengono "trattati come un peso, un problema, un costo", ma il Papa ci tiene a ricordare che ogni immigrato è un dono: "Siete la testimonianza di come il nostro Dio clemente e misericordioso sa trasformare il male e l'ingiustizia di cui soffrite in un bene per tutti. Perché ognuno di voi può essere un ponte che unisce popoli lontani, che rende possibile l’incontro tra culture e religioni diverse, una via per  riscoprire la nostra comune umanità."

A conclusione del messaggio Francesco ringrazia ed incoraggia il lavoro svolto dal Centro Astalli e dai suoi operatori  in questi anni, "esempio concreto e quotidiano" nato dalla "visione profetica" del padre Pedro Arrupe: "Trentacinque anni sono solo l’inizio di un percorso che si fa sempre più necessario, unica via per una convivenza riconciliata. Siate sempre testimoni della bellezza dell’incontro. Aiutate la nostra società ad ascoltare la voce dei rifugiati. Continuate a camminare con coraggio al loro fianco, accompagnateli e fatevi anche guidare da loro: i rifugiati conoscono le vie che portano alla pace perché conoscono l’odore acre della guerra."

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