Erasmus: "Da trent'anni facciamo nascere cittadini europei" In evidenza

Scritto da   Domenica, 02 Aprile 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Erasmus: "Da trent'anni facciamo nascere cittadini europei"

Nel 1987, da un'idea della pedagogista italiana Sofia Corradi, venne istituito l'Erasmus: il programma europeo di scambio di studenti universitari. Quest'anno si festeggia dunque il trentennale di quest'istituzione che ha incarnato più di altre lo spirito e l'essenza stessa dell'Unione Europea. Per tre decenni l'Erasmus ha permesso a milioni di studenti di trascorrere un periodo di formazione all'estero senza interrompere il corso degli studi universitari, contribuendo così alla nascita di generazioni di cittadini realmente "europei". La ricorrenza verrà celebrata il 22 aprile al Villaggio per la Terra di Villa Borghese a Roma, con una serie di eventi di cui ci parla Simone Acquaviva, presidente di Erasmus Student Network Italia.

Lei è stato studente Erasmus. Da dove è partito, dove è andato e che esperienza rappresenta l'Erasmus per uno studente italiano?
Ho svolto il mio periodo di studi in Erasmus nel 2013 a Madrid. Per la mia laurea triennale di Scienze Politiche all'Università di Roma 3, ho studiato all'Università Complutense di Madrid. Sono stati sei mesi molto intensi e importanti per la mia vita, a livello di studio e, in generale, di crescita personale. Per citare Sofia Corradi, la cosiddetta "Mamma Erasmus, colei che ha combattuto in primis affinché il programma venisse creato, l'Erasmus ti rende sicuramente uno studente migliore ma, in primis, ti rende una persona migliore.

Uno dei temi del Villaggio per la Terra, e della presenza del mondo Erasmus all'evento, è il superamento dei muri. Quali sono queste barriere da scavalcare, o abbattere?
Sicuramente la nostra associazione e il programma Erasmus lottano per costuire un'Europa il più possibile connessa e senza muri. Ci possono essere tanti tipi di muro. Dal punto di vista universitario, uno dei temi che la nostra associazione ha portato avanti durante quest'anno, è abbattere anche le barriere architettoniche in Erasmus. Ad esempio portiamo avanti il progetto "ExchangeAbility" che cerca di riconoscere aiuti e di mappare tutte le strutture universitarie europee per permettere anche agli studenti con disabilità di andare in Erasmus. Per questo progetto abbiamo l'onore di avere come nostro testimonial Martina Caironi, atleta paralimpica.
Ovviamente siamo contro un mondo che continua a inserire muri al proprio interno. Siamo per la libera circolazione delle persone, delle menti e degli studenti. Per questo motivo dobbiamo combattere affinché venga preservata quest'idea d'Europa che abbiamo costruito soprattutto negli ultimi trent'anni, da quando c'è Erasmus, e affinché non si ritorni ad un'Europa di muri, di nazionalismi, di idee chiuse all'interno di confini nazionali.

Come ha reagito il vostro network di studenti alla notizia dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea? e che cosa succederà nel prossimo futuro?
Per fortuna l'uscita dal programma Erasmus al momento non è in discussione, perché comunque il programma è esteso anche a paesi che non fanno parte dell'Unione Europea; ad esempio partecipano paesi come la Svizzera e la Norvegia. Nonostante ciò, ovviamente, il giorno della vittoria del "no", del "leave", è stato sicuramente uno shock per tutti noi. Siamo un network internazionale, presente in 40 paesi europei, compresa la Gran Bretagna, quindi vedere un grande paese, di storiche tradizioni che abbandona l'Unione Europea è uno shock. Ricordo un aneddoto simpatico: le ragazze e i ragazzi di Erasmus del Network Serbia, che lottano affinché il loro paese entri nell'Unione Europea, hanno chiesto se fosse possibile fare uno scambio (con la Gran Bretagna, ndr.). Ovviamente è rimasta l'amarezza ma allo stesso tempo si è cercato di andare avanti. I ragazzi di Erasmus Student Network UK, dal primo momento, stanno lavorando dall'interno per alleviare questo processo di Brexit che, a livello burocratico, sta iniziando ora. L'uscita sarà inevitabile, ma noi speriamo che la Gran Bretagna rimanga comunque connessa e interconnessa con le istituzioni europee e, in particolare, ovviamente, non abbandoni l'Erasmus.

Che cosa ha rappresentato l'Erasmus per l'Unione Europea in questi trent'anni?
L'Erasmus, molto spesso, è stato indicato come uno dei più grandi, se non il più grande successo dell'Unione Europea. Ovviamente sono d'accordo. Ha creato una generazione di cittadini europei: nove milioni di persone hanno partecipato al programma; e da coppie che si sono formate in Erasmus sono nati circa un milione di bambini in questi trent'anni.
L'Erasmus ha fatto molto per la creazione del cittadino europeo, ma questo non basta: se vediamo un distacco dei giovani, un disamore nei confronti dell'Unione Europea è perché le sue politiche dell'Unione non arrivano a tutti i giovani. Tornando al discorso della Brexit: nonostante la maggior parte dei giovani in Inghilterra abbia votato per rimanere nell'Unione Europea, il vero dato è che quel giorno la maggior parte non è andata a votare. Quindi molti giovani, che non fanno l'università e non hanno accesso all'Erasmus, non vedono i vantaggi dell'Unione Europea. Per questo motivo la nostra associazione lotta anche perché il programma Erasmus venga implementato, non di qualche milione di euro ma decuplicato. Al momento, solamente una piccola percentuale di giovani e studenti ha accesso ad Erasmus; e questo deve cambiare, se vogliamo costruire quello che sarà il cittadino europeo di domani.

Quali attività avete in programma per gli studenti al Villaggio per la Terra?
Con Earth Day Italia organizzeremo una serie di attività durante quelle giornate. Innanzitutto ricorderemo le tredici vittime dell'incidente di Tarragona dell'anno scorso in Spagna (incidente stradale in cui persero la vita 13 stedentesse Erasmus, di cui 7 italiane, ndr.). Sarà un'occasione per continuare l'iniziativa realizzata l'anno scorso con la piantumazione di sette alberi in ricordo delle giovani vittime italiane. Proprio l'anno scorso, su indicazione delle famiglie, si è chiesto di ricordare "tutte" le vittime di questo incidente. Quindi ci stringeremo ancora una volta intorno alle famiglie, sperando che questo volto negativo di Erasmus non si ripeta più.
Successivamente organizzeremo altro, con un'attività sportiva molto importante. Col nuovo programma Erasmus Plus anche lo sport è entrato a far parte del pacchetto; quindi organizzzeremo una sorta di torneo sportivo Erasmus. Ci saranno i ragazzi che trascorrono un periodo di studio a Roma, e che arrivano anche da città limitrofe come Macerata e Napoli; giocheranno in una due giorni di sport e premieremo i vincitori del torneo in tre categorie sportive: calcio a 5, pallavolo e basket. Sarà una continuazione dei nostri National Erasmus Games, il nostro evento sportivo che si svolgerà a inizio aprile a Cagliari.
Infine, durante il Villaggio per la Terra, organizzeremo anche delle attività per celebrare i trent'anni dell'Erasmus. Il 21 aprile ci sarà un'attività serale; siamo ancora in fase di definizione ma porteremo il nostro contributo per celebrare questa ricorrenza importante; e porteremo ancora la nostra voce affinché il programma venga sempre più implementato e si continui a investire per la costruzione di un nuovo cittadino europeo.

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