Laurent Mazas: l’incontro tra diverse spiritualità le arricchisce tutte In evidenza

Scritto da   Martedì, 08 Maggio 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Padre Laurent Mazas, Pontificio Consiglio della Cultura

Nei giorni scorsi Roma ha ospitato, il Villaggio per la Terra, la principale manifestazione italiana legata alla Giornata Mondiale della Terra, istituita e celebrata in tutto il mondo dalle Nazioni Unite. La nostra redazione ha seguito le cinque giornate di convegni e incontri sui temi dell’ambiente, del confronto fra culture e della crescita della società umana. In occasione degli eventi, inseriti in un calendario scandito dai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile propagandati dall’ONU, abbiamo incontrato diversi interlocutori impegnati su questi fronti. Tra questi padre Laurent Mazas, direttore esecutivo del Cortile dei Gentili, del Pontificio Consiglio della Cultura. Padre Mazas è stato tra i relatori di un convegno incentrato sul dialogo tra le culture e le religioni, nel tentativo di trovare soluzioni ai problemi ambientali e sociali del pianeta.


Abbiamo assistito ad un incontro importante sul dialogo interreligioso con lo sfondo dell’enciclica “Laudato Si’” di papa Francesco. Ovviamente il Pontificio Consiglio punta sul dialogo tra le religioni dal punto di vista della cultura; come è entrato il fattore ambientale in questo dibattito?

A me piace dire che il Pontificio Consiglio della Cultura è come un osservatorio del mondo e della cultura odierna. Il mondo di oggi è attraversato da tante crisi: quella forte del cambiamento climatico, le grandi crisi legate all'acqua e tanti problemi ambientali. Dunque la “Laudato Si’”, che è un grido del Papa che dice agli uomini: attenti state rovinando la casa nella quale stiamo vivendo, ovviamente è un punto molto importante nel dialogo tra gli uomini, al di là delle differenze religiose. Le sapienze religiose diverse, e anche quella laica, si possono confrontare per prendere sul serio il fenomeno e capire quali sono le vie per rispondere a queste crisi.

Quest'interpretazione della “Laudato Si’” come un grido è un’immagine forte. Non una preghiera e neanche una chiamata alla partecipazione, ma un grido del Papa. Ciò riecheggia anche l'urgenza che il Francesco ha messo in alcune sue dichiarazioni dopo la pubblicazione dell’enciclica. Quest’urgenza è realmente sentita? c'è la sensazione di dover far presto per porre rimedio a quello che di male è stato fatto?

Questo grido diventa efficace se l'uomo diventa consapevole di quello che sta succedendo; e questo avviene solo se c'è un’educazione. Un bambino che non viene mai educato a prendersi cura dell'ambiente nel quale sta, non capirà mai questo grido, appunto perché non è stato educato. Chi vive solo per se stesso e dunque non ha nessuna spiritualità, in senso lato, non può capire il grido perché questo è problema degli altri: “io ho la mia splendida vita”, “a me non frega nulla”.

Sul palco qualcuno ha detto che non è più tempo di interrogarci e discutere sulle differenze religiose, ma è ora che la spiritualità delle diverse religioni sia puntata su qualcosa che tutti condividiamo. Voi che vivete di spiritualità sentite nel vostro ambiente questo cambio di prospettiva?

Non credo che sia giusto dire che non è il tempo di guardare alle diverse spiritualità. Io devo essere molto ancorato nella mia propria spiritualità, e posso essere capace di proporla all'altro, e capire dalla spiritualità dell'altro come arricchire la mia. Credo che occorra essere profondamente se stessi per essere capace di entrare in dialogo con l'altro e insieme, tenendo conto anche delle sue ricchezze, andare avanti per risolvere queste grandi sfide. Per esempio la “Laudato Si’” è stata accolta molto bene da tutto il mondo laico perché è in gioco il futuro dell'umanità.

Padre Laurent Mazas, Pontificio Consiglio della Cultura Foto: Smile Vision per Earth Day Italia
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