Treccani in uscita con un’opera dedicata Maria, punto di incontro e dialogo tra Oriente e Occidente

Scritto da   Venerdì, 11 Maggio 2018 16:57 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Treccani in uscita con un’opera dedicata Maria, punto di incontro e dialogo tra Oriente e Occidente

È dedicata a Maria la nuova opera dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani che in “Maria. Il culto da Oriente a Occidente” ricostruisce le tante declinazioni del culto mariano che si sono delineate nelle varie culture e attraverso secoli di storia.
La figura di Maria ha infatti influenzato ed è a sua volta stata influenzata dalle culture di diverse regioni, luoghi in cui l’opera curata da Carlo Ossola organizza il principale percorso di lettura.
Si parte dall’Oriente con i saggi di Emanuela Fogliadini (Maria nell’iconografia bizantina) e Giovanna Parravicini (Maria nell’iconografia russa) per arrivare a Occidente grazie al lavoro di Antonio Paolucci (Maria nell’iconografia d’Occidente) passando per l’Islam (con il saggio di Shahrzad Houshmand) e arrivando fino in America Latina con il saggio di J. Omar Larios Valencia La Madonna di Guadalupe: via ed esperienza di inculturazione del Vangelo in America Latina.
Luoghi diversi, culture e tradizioni spesso storicamente distanti se non antitetiche in cui però Maria Vergine si è fatta icona della teologia cristiana  ed esempio di ecumenismo, ponte e strumento di incontro e dialogo.


Una funzione rivendicata anche dal direttore generale Treccani Massimo Bray che nella presentazione del volume fa notare come quello del dialogo sia un tema imprescindibile in una fase storica in cui “le istituzioni nazionali e internazionali devono confrontarsi con problemi gravissimi legati alla sfera delle fedi religiose, e soprattutto con le minacce di ‘scontri di civiltà’ che derivano, da un lato, dalla globalizzazione e, dall’altro, dalla nascita e dal progressivo imporsi delle società multiculturali”.

Dieci saggi, oltre 700 pagine e 550 immagini per accompagnare il lettore alla scoperta della figura della Vergine, di cui non si parla mai abbastanza, come ricorda il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, nel saggio introduttivo del volume “Maria e le profezie bibliche“, citando San Luigi Maria Grignon de Montfort (“De Maria numquam satis”).
“L’ampia e variegata testimonianza di questo volume – scrive Ravasi – si allinea proprio lungo questa consuetudine: essa ha generato una sterminata produzione letteraria e artistica, che ha percorso tutti i secoli cristiani, avendo come esile sorgente il Nuovo Testamento (in particolare il Vangelo di Luca), irrobustendosi progressivamente con l’apporto dei cosiddetti Vangeli apocrifi, sino a sfociare nella grande Tradizione teologica e liturgica cattolica”.

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